Kamasutra made in Padania

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""...nel più puro stile italiota, per certi uomini solo le loro compagne, amiche, mogli, madri, figlie e bisavole sono donne angelicate;le poco di buono,le donne da usare e gettare, e disprezzare, ovviamente, sono le altre..."" Articolo di A.Z

“”Tengo famiglia”” e dovrei essere più prudente.Ma l’indignazione è più forte anche del timore di rappresaglie, ipotetiche o reali, che potrebbero derivarmi dalla mia pessima abitudine, quella di provare istintivo ribrezzo, e criticare, chi vigliaccamente aggredisce e insulta chi non può difendersi, in particolare una donna, in modo sguaiato e del tutto a sproposito. Mi sta poco simpatica la genìa delle “maestrine di sinistra”(art.di Sergio Gimelli in Agorà)  che ritengono di fare cosa buona e giusta eliminando il presepe, l’albero e festeggiamenti tipici, maestrine che mettono così,  in qualche modo e arbitrariamente,  al bando anche la nostra identità, le nostre tradizioni, in nome di una non meglio precisata cultura dell’accoglienza che finisce per privilegiare le minoranze, polemicamente, con una sorta di razzismo all’incontrario che è grandemente opinabile e che trovo miserabile almeno quanto l’altro. 

Ma non capisco il motivo di ricorrere sempre a metafore sessuali insultanti, non capisco perché, valutando l’apertura culturale delle suddette maestrine, si debbano fare su di esse ammiccanti citazioni da kamasutra made in Padania. Non bastava il disprezzo per la loro opinabile scelta?E’ semplicemente inutile, come inutile e vile mi è parsa la battuta di Roberto Castelli, diretta a Concita De Gregorio nella trasmissione Ballarò che  guardo non perché io ami le trasmissioni faziose, tutt’altro, ma perché sento il  dovere di informarmi, prima di parlare di qualcosa, o di qualcuno.

La De Gregorio parlando di Berlusconi,  diceva che sarebbe bene che il premier andasse in tribunale a difendersi dalle accuse di collusione con la mafia, corruzione, etc. L’ineffabile  Castelli, con una caduta di stile difficilmente eguagliabile, ha pensato bene di ribattere -E’ come se io dicessi che lei è  una  prostituta e dovesse lei dimostrare di non esserlo- Castelli ha ragione, ciò sarebbe aberrante, in quanto tutti, (eccetto Feltri quando calunnia Boffo) sappiamo che l’onere della prova spetta all’accusa…Ma non poteva trovare un paragone differente,questo gentiluomo, non poteva dire truffatrice, o  ladra, o falsaria, o assassina… no, doveva trovare il modo di dare della prostituta, in diretta, a una giovane donna che, in quanto tale, avrebbe diritto al rispetto. Anche se con la sua aria da perfettina talvolta è indisponente, anche se non si condividono le sue parole, anche se magari si disprezza l’ideologia che lei professa. Ciò denota l’assoluta mancanza di educazione, una caduta di stile incredibile,  alla faccia della tanto sbandierata frequentazione del liceo classico, che questo gentiluomo autoreferenziante sbatte in faccia agli interlocutori ogni due per tre…ma è anche, e soprattutto, l’ennesima dimostrazione del concetto  che lui, e  gentiluomini suo pari, hanno del genere femminile, per insultare il quale ovviamente e prontamente si deve dare della prostituta, o dell’escort, per non parlare delle allusioni alle sue attività sessuali,  come se le loro compagne, amiche, mogli, madri, figlie e bisavole non avessero le stesse abilità, le stesse disinvolte abitudini, se non addirittura superiori.Dimenticavo che, nel più puro stile italiota, le predette compagne, amiche, mogli, madri, figlie e bisavole sono donne angelicate; le poco di buono,le donne da usare e gettare, e disprezzare, ovviamente, sono le altre.

Tutto ciò è meschino, è insultante, anche se più per chi lo dice che per chi lo riceve, e io sono sempre e comunque dalla parte della donna, offesa, umiliata gratuitamente, sommariamente giudicata, derisa, calunniata, insultata, mortificata, proprio in quanto donna. Che sia una madonnina infilzata, o una navigata signora agèe, che mi sia simpatica o che mi dia fastidio, che  appartenga alla Sinistra o alla Destra, si chiami Mara Carfagna, Rosi Bindi, Concita De Gregorio, Daniela Santanchè, Alessandra Mussolini, o porti un nome qualunque.

Una donna, come chiunque altro, certo deve rispondere delle proprie azioni, delle idiozie che dice, delle inesattezze che si toglie di bocca…ma gli apprezzamenti gratuiti, del tutto incongruenti, come possono essere le allusioni sessuali di cui si è detto, sono inaccettabili. Anche perché, ad un uomo, credo sia impossibile che un avversario si  rivolga ricorrendo a simili bassezze. Sono lontana anni luce dal femminismo, la mia idea di galanteria è quella di uomini che, con il rispetto, offrono un fiore…ma di fronte a queste meschinità è impossibile tacere.

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