Italiani tranquilli: non andra’ tutto bene

Condividi su i tuoi canali:

Un premier sull’orlo di una crisi di nervi. Le aziende italiane sul baratro del fallimento. Non vorrei vedere calare sull’immiserita Italia i Carpetbaggers dell’Unione Europea.   

 


Gli Jalisse, meteore canore di San Remo 1997, cantavano “Fiumi di parole”, o se preferite “Parole Parole” di Mina, ed è quello che gli italiani sentono tutti i giorni dai loro politici. Primo fra tutti il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Uomo mai eletto ma collocato su quella poltrona a fronte di un contratto fra due partiti opposti ma uniti dalla stessa esigenza: mantenere almeno due promesse elettorali. Il reddito di cittadinanza ed eliminare gli sbarchi. Poi, però, l’uomo si è inchiodato alla poltrona grazie al fatto che se si fosse votato, quando il contratto si è rotto, la maggioranza dei grillini e i nuovi alleati del centro sinistra avrebbero lasciato gli scranni istituzionali per tornare a sedie meno comode. Lasciamo da parte l’esternazione contro l’opposizione che dimostra solo che l’uomo che dovrebbe guidare con mano ferma la Nazione è fragile e che la reazione avuta sa molto di crisi isterica. Crisi isterica, in cui è incappata anche la tricoteuse grillina Barbara Lezzi, che la settimana scorsa chiamata a parlare della tragedia nazionale, si è scagliata contro il direttore di Libero Pietro Senaldi e il suo editore che ha controbattuto in modo pacato. Pensate se invece ci fosse stato il mitico Vittorio Feltri! Purtroppo, possiamo dire che non è solo: tutta la classe politica non ha la più basilare idea della tragedia che stiamo vivendo. Di più, quelli che ci governano, purtroppo. Un po’ meno l’opposizione. Assistiamo a una continua campagna elettorale e questo non fa il bene della Nazione. Tante parole, sostanza poca. A oggi, è arrivato solo il bonus di 600 euro ai professionisti. Sulla carta un piano salva aziende da far gestire ai banchieri che emaneranno ordini ben precisi. Per questo, non stupitevi se impiegati e funzionari non mostreranno certo la vivacità di Usain Bolt, ma più quella della gara di fantozziana memoria. Forse, é bene ricordarci che le banche non sono delle Dame di San Vincenzo! Un’altra considerazione è quella che alcune aziende stanno facendo affari d’oro. Prendiamo ad esempio le società di telefonia o i gestori dell’acqua, del gas e dell’energia elettrica: i primi che mi vengono in mente. In questo periodo, che ci vede tutti chiusi in casa (meno i soliti furbetti che tanto, come già detto, non pagheranno pegno!), ci sono sicuramente aumenti di consumi. Chi, non fa almeno una telefonata al giorno per sapere come sta l’anziano genitore che non vede da più di un mese? Chi, sottoposto al martellante annuncio, non si lava le mani un’ora sì e un’ora no? E, puntuale, ti arriva la bolletta. Ora, non dico di non farla pagare, tuttavia, in un momento di difficoltà per molte famiglie, si poteva fare il bel gesto di dimezzare del 50% la cifra, e quando tutto sarà tornato alla normalità, perché ci torneremo (forse), spalmare il resto del debito sulle successive bollette. Ora, non mi risulta che sia stato fatto qualcosa in questo senso. Altra considerazione interessante è quella della creazione di un alquanto propagandato team di esperti in materia di economia e altro, per la fase due. Questa task force si va ad aggiungere alle altre14 già esistenti per un totale di 480 esperti. Mi sembra lapalissiano che questi ultimi avranno ovviamente bisogno di una loro squadra. A questo punto mi sembra doveroso ricordare il lauto compenso voluto da quel gran Signore di Guido Bertolaso: un euro!  Due domande: Ma quanto ci costano questi tecnici? A cosa servono allora i ministri, i vice e i sottosegretari vari? Oddio, visto la caratura degli eletti conviene pagare degli esperti in materia! Mi scappa da ridere pensando al precedente Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,  che era un agente d’assicurazione (a proposito, è crollato un altro ponte ), o che un collaboratore di Onlus, sia sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e che essi possano essere la salvezza di questa nazione. Alla salute abbiamo un laureato in Scienze politiche: ottima scelta! La chicca, però, è il Ministero degli esteri. Chi è? Giggino! Con un curriculum di tutto rispetto: giornalista sportivo, tecnico informatico, assistente alla regia, agente di commercio, cameriere, steward allo stadio San Paolo e manovale per l’azienda di famiglia, per poi vincere il mitico gratta e vinci per un 4 più 4 anni in vacanza! Ora non sarebbe il caso che a questi fenomeni si tagliasse lo stipendio per pagare gli esperti? Siamo alla frutta? No, l’UE ci sta preparando un bel conto e ovviamente tutto ciò si ripercuoterà sugli italiani. Viviamo nell’incertezza, mentre l’economia va a rotoli.

Finisco con un po’ di macabro umorismo macabro: se il Covit-19 fosse un’azienda straniera che avesse voluto venire a produrre in Italia, non avrebbe attecchito così facilmente grazie alla nostra burocrazia.

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...