Israele impunito straccia la carta dell’Onu ma non troverà più pace

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L’ambasciatore di Israele ha stracciato la Carta delle Nazioni Unite, che aveva appena approvato una risoluzione per accogliere a pieno titolo lo Stato palestinese. Da annotare l’astensione dell’Italia, che neanche su questa decisione, basata su diverse risoluzioni Onu, ha saputo assumere una posizione responsabile. Dall’ottocentesco Re Travicello all’attuale prima ministra Regina Travicella, succube degli Stati Uniti, contrari alla mozione, l’Italia galleggia e segue la corrente.

L’ambasciatore israeliano ha concluso il suo plateale intervento con un “Vergognatevi”, che avrebbe dovuto rivolgere al suo governo; lui sì da sempre sordo alle decisioni dell’Onu. Già nel 1967 non si è ritirato, dopo la Guerra dei 6 Giorni, da Gaza e dalla Cisgiordania, nonostante le imposizioni dell’Onu.

Nel 2012, l’Assemblea generale dell’Onu ha riconosciuto l’esistenza dello Stato di Palestina, riconoscendogli al tempo stesso lo status di osservatore permanente.

Chi non rispetta l’Onu? Israele, che sempre più si sta isolando, approfittando della debolezza di Biden il quale si limita ad avvertire Netanyahu “che il danno alla reputazione di Israele subirà se assalirà Rafah supererà di gran lunga qualsiasi possibile guadagno militare”, ricevendone in cambio l’ennesima pernacchia.

Cosa dicono gli Usa? L’uso delle armi da loro date ad Israele è incompatibile con il diritto umanitario internazionale, ma mancano in proposito dati conclusivi e quindi ne continua l’invio.

Netnanyahu va avanti dicendosi convinto di non potere eliminare definitivamente Hamas senza inviare

truppe di terra a Rafah alla ricerca dei rimanenti combattenti, ma mente sapendo di mentire. Non si sconfigge in campo aperto una organizzazione terroristica, che tra l’altro ha la testa e il portafogli altrove; con lo sterminio di più di 30.000 palestinesi innocenti, Israele si è assicurato generazioni di odio e vendetta, sempre con la tecnica del terrore e della guerriglia.

Netanyahu in realtà vuole cacciare i Palestinesi da tutto il territorio che lui considera Israele. Potrà vincere questa battaglia; potrà continuare la strage di un intero popolo; potrà tenerlo nella fame, senza medicine, senza possibilità di condurre una vita normale, ma ogni cosa che fa oggi verrà restituita agli Ebrei di Israele e di tutto il mondo moltiplicato per 100,  in ferocia e terrore.

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