Israele da vittima a carnefice

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Il mio augurio per tutti noi di DaBicesidice è che la nostra Pasqua sia di vita.Purtroppo, ben altre
immagini giungono dai luoghi santi ove la Pasqua fu realtà 2.000 anni fa. La polizia di Gerusalemme ha fatto irruzione nella moschea di Al-Aqsa lanciando granate stordenti e colpendo i fedeli in preghiera con manganelli.

Guerra richiama guerra; sopraffazione richiama rivolta e da morte nasce solo morte. Soltanto una morte ha generato la vita, quella che celebriamo a Pasqua. Il mio augurio per tutti noi di DaBicesidice è che la nostra Pasqua sia di vita.

Purtroppo, ben altre immagini giungono dai luoghi santi ove la Pasqua fu realtà 2.000 anni fa.

La polizia di Gerusalemme ha fatto irruzione nella moschea di Al-Aqsa lanciando granate stordenti e colpendo i fedeli in preghiera con manganelli. I fermi sono stati 400; ha sostenuto che sono stati costretti a fare irruzione nella moschea per via della presenza di agitatori con il ‘volto mascherato’ che si sarebbero barricati all’interno con pietre, bastoni e fuochi di artificio.

Cosa mai avrebbero potuto fare dall’interno della moschea con simili armi; tirare sassi? Scoppiare fuochi d’artificio? Non certo prendere a bastonare qualcuno.

Non c’è giustificazione, come mostrano i video, per agenti armati che colpiscono con i manganelli, esplodono granate stordenti e arrestano 400 persone, profanando la moschea di Aqsa che è un luogo santo per l’Islam

Israele, da vittima sacrificale nella Seconda guerra mondiale, sta trasformandosi in carnefice ed è imbarazzante che gli Stati Uniti continuino a tollerare e a proteggere un regime razzista, perché non tratta con uguali diritti tutte le persone che abitano nel suo territorio, ma discriminano in base alle origini e alla religione.

Leggo su Amnesty International che “dalla fondazione di Israele, nel 1948, la politica e la legislazione sono state plasmate da un obiettivo generale: mantenere una maggioranza demografica ebraica e massimizzare il controllo degli ebrei israeliani sulla terra, a spese dei palestinesi. Per raggiungere questo obiettivo, i governi che si sono susseguiti hanno deliberatamente imposto un sistema di oppressione e dominazione ai danni dei palestinesi. Gli elementi chiave che compongono questo sistema sono la frammentazione territoriale, la segregazione e il controllo, la confisca di terreni e proprietà e la negazione dei diritti economici e sociali”.

Amnesty parla di apartheid perché ci sono restrizioni alla circolazione in Cisgiordania, perché ai Palestinesi residenti i Israele viene negata la nazionalità,  viene negato il permesso a costruire mentre si susseguono demolizioni di abitazioni e sgomberi forzati, ovviamente per fare posto ad Israeliani. Ai rifugiati palestinesi viene negato di fare ritorno ai villaggi o alle vecchie abitazioni. Nella Striscia di Gaza ci sono restrizioni all’accesso di terreno e alle zone di pesca che inaspriscono il blocco illegale stabilito da Israele.

Sono passati cinque anni da quando, il 30 marzo del 2018, è iniziata la Grande Marcia del ritorno, indetta da Hamas per rivendicare il “diritto al ritorno” dei discendenti dei palestinesi, fuggiti o cacciati dalle loro terre nel 1948, nei territori oggi controllati da Israele. Diritto rivendicato in base alla risoluzione Onu 194 del 1948. Il 30 marzo è anche la data in cui i palestinesi celebrano la “Giornata della Terra”, istituita per ricordare una manifestazione sfociata nel sangue nel 1976, in cui rimasero uccisi sei manifestanti palestinesi cittadini d’Israele, che protestavano per l’esproprio delle loro terre a favore di insediamenti ebraici. Durante la Marcia gli Israeliani hanno ucciso 214 civili, tra cui 46 minori e ne hanno feriti più di 8.000.

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Una risposta

  1. E’ ancora popolo eletto ?
    D’accordo su tutta la linea anche questa mattina.
    Israele da vittima a carnefice spietato: è la stessa incresciosa impressione che provo anche io sin dalla guerra dei 6 giorni.
    Ricordo che lo Stato indipendente di Israele è nato nel 1948 per volontà dell’ONU.
    Il nuovo Stato venne immediatamente riconosciuto da USA ed URSS ma non dalla popolazione araba ivi residente.
    La sottrazione alla Palestina di una fetta del territorio per l’assegnazione al neonato stato ebreo diede luogo alla prima delle guerre arabo-israliane.
    Quella guerra , grazie all’arrivo di armi e mezzi militari forniti dagli USA e da altre nazioni occidentali, fu vinta dagli israeliani i quali invasero anche la penisola del Sinai .
    A quel punto Israele si trovò con delle fette di territorio in più originariamente spettanti ai Palestinesi (compreso il settore occidentale di Gerusalemme).
    Nel 1949 arrivò il cessate il fuoco e furono e furono riconosciuti definitivamente i limiti territoriali di Israele .
    Questa situazione rimase tale fino alla Guerra dei Sei Giorni del 1967.
    La guerra dei sei giorni ( 5-10 giugno 1967) fu un conflitto arabo-israeliani che vide contrapposti Israele e le nazioni confinanti Egitto, Siria e Giordania.
    Anche per via dell’effetto sorpresa, la guerra si tramutò in una netta vittoria israeliana nonostante la superiorità numerica dei difensori arabi.
    Al termine del conflitto Israele conquistò la penisola del Sinai e la Striscia di Gaza all’Egitto, la Cisgiordania e Gerusalemme Est alla Giordania e le alture del Golan alla Siria.
    L’esito della guerra, la condizione dei territori occupati ed il problema dei rifugiati fu una miscela esplosiva che influenzò pesantemente e continua ad influenzare la situazione geopolitica del Medio oriente.
    Il guaio è che anno dopo anno Israele non ha perso il vizietto dell’occupazione abusiva di aree limitrofe contribuendo in maniera determinante allo stato di tensione con la popolazione araba ivi residente in un quadro di. belligeranza permanente.
    L’irruzione di agenti israeliani nella moschea di Al-Aqsa mentre i fedeli musulmani erano in preghiera è ingiustificabile ed è un fatto gravissimo che fa arrivare alle stelle la contrapposizione con la popolazione di fede islamica.
    Come dire: il cosiddetto popolo eletto da vittima è diventato carnefice.

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