Islam radicale dietro l’angolo: quando l’integrazione e’ a senso unico. La loro.

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Forse per la prima volta dalla nascita di Bice, sicuramente per la prima volta da quando ho l'onore di dirigerla, compare in Prima Pagina un'immagine ""forte""... ci scusiamo con le persone  che ne fossero urtate ma è giusto informare, anche con una fotografia come questa.

 


Col senno del poi, rileggendo la storia, spesso ci capita di trovare l’uomo politico che deve prendere decisioni importanti, sbagliato per il ruolo che deve svolgere. Il Novecento, purtroppo, ha partorito molti personaggi di tale levatura. L’elenco è assai lungo e se facessi una lista, sicuramente rischierei di dimenticarne qualcuno. La vecchia Europa fino a qualche anno fa deteneva il primato, ma da qualche decennio il caro Zio Sam (Usa), con i suoi presidenti, ci tallona da vicino.

Stiamo parlando di persone che con le loro decisioni hanno cambiato il volto della storia contemporanea. Uomini che poi si circondano, oltretutto, di mediocri consiglieri che fanno altri danni. Una citazione merita sicuramente Jimmy Carter che con la sua, a mio avviso, nefasta decisione ha abbandonato il più fidato alleato dell’occidente nell’area medio orientale, lo Scia Reza Pahlavi.

Tale decisione ha dato il via a quello che all’inizio sembrava un fuocherello e che adesso è diventato un grande incendio di confessione. E’ solo grazie  alla variegata differenza interna della religione islamica (citiamo solo le due più importanti comunità religiose, Sunniti e Sciiti che non si possono vedere e che spesso si sparano addosso), che non ci troviamo di fronte a uno scenario peggiore di quello attuale. In altre parole il Califfato dell’Isis.

Questo, però non giustifica il lassismo dell’Occidente e l’incapacità militare degli Usa di fronte al problema della libertà dell’individuo, sia nella sfera religiosa, sia in quella personale. Alcune settimane or sono, ho scritto del dubbio di ritrovarsi  a far fronte ad una situazione di guerra o di terrorismo. Se ci trovassimo di fronte al primo caso, questa volta toccherebbe a Barack Obama entrare nella graduatoria degli errori. Infatti, egli crede di risolvere il problema Isis con interventi mirati dal cielo. Ciò sarebbe giusto in una guerra normale in cui ci sono unità corazzate in movimento, depositi di rifornimento  viveri o munizioni con sede fissa. Purtroppo, però, così non è ed i risultati si vedono sul campo. L’Isis continua ad attaccare e ad uccidere tutti quelli che non la pensano in termini di religione come loro.

A ciò si aggiunge un’altra notizia che dovrebbe fare riflettere l’Occidente su quanto avviene nel vicino Medio Oriente e nella laica (sempre meno) Turchia, che qualcuno vorrebbe nell’Unione Europea. Il presidente Recep Tayyd Erdogan ha voluto, e il governo ne ha preso atto, nuove regole al fine di abolire il divieto di portare il velo nelle scuole. Così, ora, tutte le ragazze vanno a scuole con il chador e senza trucco. Per i ragazzi, niente barba e baffi. Per entrambi i sessi divieto di tingersi i capelli, farsi tatuaggi e piercing e qualcuno ha già parlato di un altro passo in avanti per l’islamizzazione dello stato turco.

Ora, come ho sempre sostenuto, non immischiamoci negli affari interni degli altri. Sono i giovani di quella nazione che devono decidere del loro destino e pongo l’accento sul fatto che lo devono fare loro. Però, non posso tacere quando i soliti buonisti per la maggior parte di sinistra e in Italia sono tanti, mi vengono a fare la paternale sull’integrazione a casa nostra.

Avete visto le foto? Si tratta della testa di una pecora che è stata macellata alla regola islamica (sgozzandola e lasciandola dissanguarsi) in uno stabile abbandonato a pochi passi dalla via Emilia Ovest, zona di Modena che avevo in precedenza citato per il degrado e che sarebbe dovuta essere monitorata.  Chi avrebbe dovuto mettere in atto tale controllo avrebbe dovuto trovarne traccia! Detto questo ricordo che la legge italiana per l’abbattimento, impone che l’animale debba essere stordito prima di procedere alla macellazione chiamata halal per la religione musulmana e kosher per quella ebraica. Le foto furono fatte nel mese di ottobre, periodo che nella religione islamica coincide con la festa del sacrificio. Quindi, con buona pace dei seguaci dell’integrazione tout court modenesi, ci troviamo sicuramente di fronte a degli islamici, che con un delicato eufemismo, non hanno ancora messo in pratica la parola  integrazione in casa altrui.

Ora, che Islam c’è dietro l’angolo? Che tipo d’integrazione vogliono?

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