Isis, Triton e i casi umani

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Paura, paura, paura... se abbiamo paura non reagiamo razionalmente e lasciamo loro sempre più spazio per operare. 

 

Continuare a vivere nel terrore anziché nell’indifferenza significa foraggiare quei delinquenti. Paura, paura, paura… se abbiamo paura non reagiamo razionalmente e lasciamo loro sempre più spazio per operare. Tre sono gli esempi che sommariamente mostrano come questo modus operandi abbia davvero preso piede.

Caso umano numero 1: Roberto Calderoli, da sempre luminare del pensiero leghista, in settimana ha proposto la pena di morte per i jihadisti. Hai proprio capito tutto! Quelli ritengono che il martirio ed il sacrificio della propria vita in nome della guerra santa sia la porta per il paradiso e tu per risolvere il problema minacci di ucciderli? Non vorrei dire, però questa è istigazione a delinquere!

Caso umano numero 2: la marcia dei big del mondo a Parigi. Ma li avete visti? Avevano il terrore negli occhi, camminavano a braccetto come se temessero di essere condotti al patibolo… oh, sveglia, la bastille non esiste più!

Caso umano numero 3: cronaca delle ultime ore, tutti a controllare le frontiere per cacciare coloro che sono sospettati di sostenere la jihad; una caccia alle streghe contemporanea.

In tutto questo non si parla del vero tema, in grado di trasmettere sicurezza sia all’interno del perimetro europeo, sia all’estero, ovvero il controllo dei confini.

No, non sto parlando di Schengen e della libera circolazione in Europa, ma di Triton, del controllo del mare, vera porta per i delinquenti. Vi faccio un esempio: quando i ladri devono entrare in un appartamento per rubare suonano alla porta o entrano dalla finestra?

Meditate, gente, meditate.

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