Isabella Bertolini; “Le donne non devono attardarsi su posizioni vetero femministe”

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Non c'è oggi un degno sostituto del Presidente Berlusconi. Le primarie sono state una farsa

Innanzi tutto lei come sta, e Forza Italia e la Casa delle Libertà?

 

Sto piuttosto bene, seppure molto stanca per la sempre crescente attività politica ed istituzionale. Senz’altro sta bene Forza Italia, come pure, per quel che mi consta, la Casa delle Libertà.

 

E come sta il centro sinistra dopo le primarie?

 

Credo che invece il centro-sinistra non goda di una salute particolarmente buona. Dopo le primarie-farsa, sulle quali ormai anche la sinistra ha steso un velo pietoso, sono emerse ancora più evidenti le gravi carenze di una coalizione che non è in grado di presentare neppure un programma condiviso tante sono le anime al suo interno inconciliabili tra loro. Ma ancora più grave è l’assenza di un Leader credibile con il quale il centro-destra possa confrontarsi nel merito delle cose. Il plebiscito per Prodi infatti non è stato certo il frutto di un voto consapevole legato alle indiscusse capacità dell’uomo. E’ stato invece il solito diktat della Quercia che ha strategicamente imposto di far votare l’uomo immagine di un centro-sinistra che non c’è, per poi poter tramestare nell’ombra tra veti e ricatti fino alle elezioni politiche. Mi chiedo poi come si possa considerare Prodi un uomo con una immagine positiva, visto che nel suo lungo trascorso di grande commis di Stato della prima repubblica e in seguito di politico ha sicuramente collezionato più insuccessi, di cui l’economia italiana e la sua credibilità stanno ancora pagando gli effetti negativi, che successi.      

 

A proposito di riforma elettorale considerato che non sono previste preferenze, ritiene corretta la richiesta delle donne perché sia loro garantito uno spazio consistente nelle liste elettorali?

 

Per come vanno le cose in Italia credo sia indispensabile prevedere uno spazio nelle liste elettorali per le donne adeguato al loro impegno ed alle loro capacità. Questo non vuole dire istituire una sorta di riserva per una fascia debole, ma prendere atto che le donne, così come nelle altre professioni, sono ormai entrate a pieno titolo nel mondo della politica che le ha storicamente escluse. Dall’altra parte però le donne devono saper assumere il ruolo di politico a 360 gradi, senza attardarsi su posizioni vetero femministe, o lasciarsi relegare in ambiti residuali considerati pretestuosamente più adatti di altri alla sensibilità femminile. Poi deve esserci la consapevolezza che fare politica vuol dire impegno costante e continuo. Non certo un lavoro per belle statuine. Ma questo, del resto, vale anche per gli uomini.            

Lei è stata definita un purosangue tra i politici modenesi, se gli avversari sono così messi male, cosa vi manca per vincere Modena?

 

Di certo per vincere a Modena e, più in generale, in Regione ci manca il potere ramificato che la sinistra ha consolidato in un sessantennio di indiscusso regime. Questo strapotere incontrastato, per ragioni storiche precise, ha condotto l’Emilia-Romagna ad essere tradizionalmente governata da un solido e ben intrecciato establishment politico/finanziario/sindacale/istituzionale. Ma, se da un lato, negli anni delle elargizioni allegre e dei conti salatissimi pagati dallo Stato a piè di lista la sinistra ha potuto elargire a piene mani creandosi clientele e dando aspettative superiori alle proprie possibilità agli abitanti di questa regione, oggi, che c’è da assumersi la responsabilità di una buona amministrazione, i nodi delle cose non fatte e delle voragini di bilancio vengono al pettine. Ma sessanta anni di politica ingessata, caso quasi unico nelle democrazie occidentali, e di chiusura al cambiamento da parte di una popolazione molto conservatrice certamente fanno tardare l’auspicata alternanza democratica. Noi comunque siamo pronti ad assumerci tutte le responsabilità di una forza di governo.        

Viene definita la “”Lady di ferro””, donna accentratrice, di non farsi vedere sul territorio, di prendere decisioni senza consultare i colleg
hi, di essere da due anni scollegata al partito. Cosa risponde a tante accuse?

 

Credo che essere indicata come ‘lady di ferro’ non sia affatto una cosa negativa. Ricordiamoci che venne chiamata così Margaret Thatcher che di certo è stata un grandissimo premier, a cui anche il laburista Blair si è ispirato. Per quanto riguarda il resto posso rispondere evidenziando che qualsiasi leader, nel momento stesso in cui esercita il proprio ruolo, può non trovare il consenso di tutti, soprattutto in un partito di matrice liberale, dove non vigono le regole ferree dei partiti organizzati come quelli ex comunisti, e quindi ciascuno può esprimersi liberamente. Dopo di che bisognerebbe andare a vedere le motivazioni di certe critiche, che forse non sono proprio le più nobili. Per altro a queste critiche, che mi risulta poi non essere così incisive e motivate, rispondo con dati inconfutabili: lavoro cinque o più giorni alla settimana a Roma per sostenere quelle politiche per cui gli elettori emiliano-romagnoli mi hanno dato il loro consenso e passo i fine settimana a curare il territorio regionale. C’è un dato preciso: dal 2000 ad oggi non ho praticamente avuto un fine settimana libero da impegni politici e le mie ferie si riducono ad una settimana all’anno.     

Sulla torre si trova con Follini e Mastella. Chi butterebbe giù?

 

Nessuno dei due.

Non ha paura di essere scaraventata dai due?

 

No, ho ottimi rapporti con ambedue.

 

Se l’onorevole Berlusconi decidesse di non voler assolutamente fare il premier per la prossima legislatura, lei chi vedrebbe come degno sostituto?

 

Non c’è oggi un degno sostituto del Presidente Berlusconi. Nel senso che, senza sembrare affetta da ‘berlusconismo’ acuto, parliamo di una personalità estremamente complessa, di una brillante intelligenza che ha l’invidiabile pregio di essere poliedrica e versatile e di agire fuori dagli schemi dell’ipocrita conformismo che è la patologia storica della politica italiana. Di qui la capacità del Premier di affrontare contestualmente molti fronti con una lungimiranza che molti altri buoni politici italiani non hanno. Poi c’è l’inesauribile energia, l’ottimismo, il non lasciarsi piegare dagli avvenimenti e dalla persecuzione di cui è oggetto dal 1994. Insomma trovate voi un altro nome oggi in Italia che possa vantare tutte queste e tante altre capacità. Rispetto alle necessità odierne del Paese, Berlusconi possiede le qualità indispensabili per essere considerato l’unico leader in grado di traghettare l’Italia verso il futuro. Se poi decidesse di fare un passo indietro, di certo il centro-destra potrebbe presentare molti altri uomini di grande talento e di buone capacità politiche ed amministrative.  

A tutti i politici facciamo una stessa domanda: ha qualche sogno nel cassetto col quale sorprendere i modenesi?         
Il mio sogno di sempre è che anche a Modena, come in questa Regione, possa concretizzarsi una solida e salutare democrazia dell’alternanza.

     

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