Ipocrisia di Stato

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Dire, davanti ai cadaveri dilaniati, alle macerie fumanti... che ""Non ci faremo intimidire"" che ""Non cambieremo le nostre abitudini"" che ""Non abbiamo paura"" è il trito copione... cui segue la risposta agli attentati terroristici, fatta, come ormai ogni tragica barzelletta ricorda, di stucchevoli liturgie,gessetti, candeline e qualche pianista che suona Imagine, inneggiando all'utopico amore universale. Si, cantiamo, accendiamo lumini. E mettiamo new jersey.

  ( Foto Schicchi  )


Ben trovati, amici lettori… spero che abbiate trascorso serenamente le vostre vacanze o che vi apprestiate a farlo in queste ultime settimane d’estate.

Nei giorni della breve sospensione di Bice,  sono stati molti gli avvenimenti che ci hanno tutti tenuti con il fiato sospeso e in perpetua preoccupazione. Questi giorni estivi sono stati  caratterizzati da litigiosità politica alle stelle, instabilità economica, allargamento delle inchieste a carico delle ONG operanti nel Mediterraneo, per rapporti con gli scafisti, problemi gravissimi come il sisma a Ischia… Ma, su  tutto, domina l’ incredibile escalation della violenza a opera di terroristi islamici,  che, in vari episodi, hanno insanguinato l’Europa. Ultimi in ordine di tempo, di questi giorni, gli episodi di Barcellona, di Bruxelles, di Londra, nuovamente.

Sono sempre più ravvicinati e imprevedibili, gesti ben organizzati da cellule  con numerosi componenti   oppure  sono  opera di singoli; in ogni caso la sicurezza appare ormai una lontana  condizione, ormai  non più alla portata di città grandi e piccole, in qualsiasi nazione.

La risposta dei vari Stati, in particolare parlo dell’Italia, è di una  inconcepibile ipocrisia. Come un mantra, non appena accade  qualcosa, si affrettano ad escludere la matrice terroristica, adducendo a malanni psichici, problemi esistenziali e altri fatti privati gli episodi. Salvo poi, a malincuore ammettere che di terrorismo islamico si tratta, quando arrivano le rivendicazioni, le testimonianze delle invocazioni  a  Allah akbar, fatte da stranieri ma più frequentemente cittadini di seconda generazione dello stato in cui fanno gli attentati,  radicalizzati e fanatici  musulmani. Quando poi è appurato che ciò che avevano escluso con tanta sicumera iniziale è, invece, assolutamente e tristemente vero… si passa al secondo atteggiamento, con le frasi fatte, sempre le stesse, veri e propri slogan di assoluta insipienza. Dire, davanti ai cadaveri dilaniati, alle macerie fumanti… che “”Non ci faremo intimidire””  che “”Non cambieremo le nostre abitudini”” che non abbiamo paura, fino a quel suggestivo “”No tinc por”” , in catalano “”Non ho paura””, scandito dalla folla, a Barcellona, in Plaza de Catalunya è qualcosa che va oltre ogni immaginazione.

Mi appare incomprensibile  e anche ipocrita,  tentare di esorcizzare il terrore,  negandolo.  Paura, le persone ne hanno, invece, moltissima, e sentirsi dire  dai governanti che non devono avere paura, che  qualsiasi attentato non  deve far mutare abitudini e  modo di vivere, forse non è sufficiente.

Ma la somma ipocrisia, l’ipocrisia di Stato, è quella di sostenere slogan al limite del ridicolo, “”Non ci faremo condizionare”” Non costruiremo muri””… quando, invece, le nostre vite  sono pesantemente condizionate, anche nelle cose  semplici e  i muri, non li costruiscono alle forntiere, no, ma all’interno delle nostre belle città, deturpate già  in vario modo, da  tutto, dall’abusivismo, ai bivacchi, dalle latrine a cielo aperto agli ecomostri, e ora anche dai new jersey che interrompono la percorrenza e la linearità di ampie vie, che precludono l’accesso alle piazze e alle  zone ampie delle città.

Rendendole orribili, disordinate, sudicie… e forse ugualmente  insicure

Non è farsi condizionare, sospendere concerti, dover evacuare  quasi ogni giorno, una stazione, un teato, una scuola…?  Non è costruire muri, riempire  la nostra più ambita bellezza, quella delle nostre città, con barriere  di cemento?

Io credo che  tutto questo abbia un prezzo, non solo nella stima ormai arrivata a percentuali vicino allo zero nei confronti di chi governa… ma abbia anche un prezzo in denaro, con il turismo  che, sempre più diserterà  i nostri luoghi più famosi. Il turista non viene in Italia per vedere i new jersey che  chiudono  la Galleria a Milano, o che impediscono di vedere l’ampia bellezza di piazza Bra a Verona… o interrompano e limitino, con lo squallore del cemento, la visione di vie famose, di pregevoli costruzioni architettoniche, di chiese, di monumenti.

Ma nessuno dice la verità, ossia che questa è una vera guerra, malamente combattuta da una  parte, slealmente, come è sleale il terrorista, la serpe infida… e assolutamente  nell’inerza dall’altra parte, dagli aggrediti, cioè noi che  ci limitiamo, come ormai ogni tragica barzelletta ricorda, a reagire dilettandoci con gessetti, candeline e  qualche pianista che suona Imagine, inneggiando all’utopico amore universale che unisce e affratella gli uomini.

Si, cantiamo, cantiamo e accendiamo lumini.

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Come di consueto,  qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto portano direttamente ai relativi pezzi.  Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Ipocrisia di Stato

di A.D.Z.

Fidarsi e’ bene, non fidarsi e’ meglio

di Massimo Nardi

Nel DNA della Sinistra c’e’ un virus letale e contagioso che colpisce specialmente i cattolici con risultati devastanti

Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime

di Elisabetta Aldrovandi

Vittime senza Giustizia. Abbandonate, ignorate, sbeffeggiate. Sempre più forte è il grido di voci spesso inascoltate, che un’unica cosa chiedono: la tutela dei propri diritti.

Incontro con Vittorino Andreoli

di Roberto Armenia

“L’UOMO E LA SUA DIGNITA’” è il titolo del ciclo (tre incontri) in memoria di Giuliano Iotti . Si apre con Vittorino Andreoli, conosciuto e stimato come uno dei massimi psichiatri al mondo

I Sette Grandi

di Eugenio Benetazzo

Visto che il denaro di Pechino è destinato ad essere sempre più presente nel Vecchio Stivale tanto vale che a
lmeno dedichiamo un po di tempo a conoscere chi sono i sette uomini più potenti e ricchi in Cina in vista del prossimo Congresso in autunno del Partito Comunista.

 

Auguro a  tutti buona settimana e buona lettura del n. 572 – 250.

 

 

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