Ipertermia oncologica: un’altra testimonianza

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Un'altra donna, un'altra esperienza. Oggi è la volta di L.G. che ci parla della sua esperienza e dell’ipertermia oncologica e dei benefici avuti da questa terapia.

Luisa, quanti anni ha?

 

Ho 57 anni compiuti.

 

Ci parli della sua esperienza.

 

Alla fine dell’anno passato, da una radiografia al torace effettuata casualmente per un controllo resosi necessario, mi è stato diagnosticato un carcinoma a piccole cellule al polmone destro.

Lo scorso gennaio, presso il centro dal quale sono seguita, ho quindi iniziato una terapia con quattro cicli di chemioterapia, che ho voluto integrare con sei sedute di ipertermia presso lo Studio Medico del Prof. Paolo Pontiggia.

A metà marzo ho eseguito una TAC di controllo che, confrontata con quella precedente di dicembre 2007, ha evidenziato una netta riduzione dimensionale del processo espansivo: risultato inaspettato e alquanto soddisfacente.

Successivamente ho eseguito altri due cicli di chemioterapia e quattro sedute di ipertermia.

Verso la fine di maggio ho effettuato una PET total body e sono stata messa in lista per la radioterapia.

 

Come è venuta a conoscenza dell’ipertermia?

 

Le informazioni relative all’ipertermia mi sono state date da un amico di mia figlia, il quale era già in contatto per ragioni analoghe alle mie con lo studio sopra citato.

 

Che benefici ne ha avuto?

 

Un buon aiuto nella prima fase della cura, visto che la riduzione del carcinoma ha sorpreso i medici.

Nella seconda parte, non avendo esami eguali per il confronto, per il momento non posso esprimermi: sto però attendendo di sottopormi ad una nuova TAC di controllo, con cui potrò valutare la situazione attuale.

 

Come si sente adesso?

 

Tutto sommato non mi sento male: riesco a salire le scale senza molta fatica, ad eseguire lavori in casa, a cucinare, a stirare.

Seguo però alla lettera anche la cura di vitamine prescrittami dal Prof. Pontiggia, sostegno necessario per il corpo,  dopo una terapia così devastante.

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