Io le chiavi non le ho riconsegnate neanche quando al governo c’erano Berlusconi e Tremonti,

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Davide Baruffi, primo cittadino di Soliera, è il primo sindaco che può commentare la finanziaria. Giudizio in sospeso, mentre emerge anche una curiosa ironia sui temi scottanti che riguardano il suo paese. Ironia che a volte è una medicina intelligente per stemperare gli animi.

Soliera è da diversi mesi al centro delle cronache cittadine. Si è parlato di bullismo, di un suicidio che ha fatto scalpore e del caso degli educatori comunali mal retribuiti. Non è che sul paese c’è la nuvola di Fantozzi?

 

Si tratta di tre circostanze piuttosto diverse e per nulla assommabili tra loro. Il fatto poi che siano emerse a pochi giorni di distanza l’una dall’altra ha fatto venire il dubbio anche me sulla malasorte che talvolta si accanisce su una città complessivamente serena e positiva come la nostra… Però non mi sono rivolto a stregoni e fattucchiere! In questi casi tengo per fermo il motto “stai fermo, che poi passa”. Scherzi a parte, è davvero singolare come fatti di cronaca eclatanti possano squassare le mura cittadine di una cittadina: è come se il piccolo paese si scoprisse di colpo villaggio globale.

 

Finanziaria 2007: i tagli agli enti locali sono in netta crescita. Chiamparino, sindaco di Torino, ha detto che è pronto a consegnare le chiavi della città a Palazzo Chigi. E Davide Baruffi che farà?

 

Io le chiavi non le ho riconsegnate prima, quando al governo c’erano Berlusconi e Tremonti, e non lo faccio neanche adesso. Al contrario, mi batto come Chiamparino affinché la manovra 2007 possa essere corretta per la parte relativa agli enti locali che, per inciso, è davvero inaccettabile. Non si tratta di una cattiva finanziaria, anzi: punta a riparare ai disastri degli ultimi cinque anni. E’ che non si può fare risanamento, equità e sviluppo contro i comuni: occorre piuttosto lavorare insieme ai comuni.

 

Come pensate di arginare le mancate entrate statali. Si aumentano vostro malgrado le imposte comunali?

 

Intanto proviamo a modificare la Finanziaria nelle parti che non funzionano, poi decidiamo il resto. In ogni caso non mi convince la logica per cui si scarica sui comuni l’onere di aumentare le imposte: abbiamo giustamente criticato il precedente governo per questo e altrettanto faremo con questo se non cambierà atteggiamento.

Trovo invece ragionevole chiedere ai cittadini uno sforzo preciso su obiettivi precisi: è quanto pensiamo di fare su alcune opere di grande rilevanza. Ad esempio il collegamento con Modena.

 

Impresa e sviluppo del territorio: essere vicini a Modena può essere un vantaggio, ma si rischia anche di essere assorbiti dalla città. Quali strategie avete in mente per mantenere la vostra identità economia?

 

Non vedo francamente questo rischio di assorbimento da parte del capoluogo. Soliera ha una lunga storia, che coltiva con un certo orgoglio. Ne sono prova le feste tradizionali, la riscoperta delle radici attraverso la valorizzazione dei prodotti locali, un crescente gusto per i fatti del passato che stiamo alimentando e coltivando con passione. Pensi, abbiamo appena festeggiato i 900 anni della pieve di S: Michele! C’è poi il recupero e la valorizzazione del centro storico: abbiamo fatto e stiamo facendo investimenti notevoli sul Castello, la piazza, le antiche mura; e il recupero del patrimonio edilizio rurale, che abbiamo incoraggiato e ancor più faciliteremo.

Al contrario temo la chiusura e la conservazione. Soliera è storia e tradizione, ma è anche piccola e media impresa che si misura sui mercati internazionali, è immigrazione e rimescolamento sociale. Oggi sono questi i processi che chiamano in campo una più forte capacità di governo.     

 

Tra maggioranza e opposizione c’è sempre battaglia. Come vive Soliera questo rapporto: normale dialettica politica oppure accanimento personale che non giova al paese?

 

No, generalmente non c’è accanimento personale. Un certo imbarbarimento dello scontro lo registro, ma non nasce da questo, quanto piuttosto dalla distanza che separa i fatti reali da un certo dibattito politico. Non sta a me dire come si fa opposizione, ci mancherebbe… E tuttavia capisco che quando lo scontro avviene sul crocifisso nelle aule scolastiche, sull’elezione del presidente del Consiglio comunale o sulla nomina dei rappresentanti nell’Unione dei comuni… beh, magari subito i cittadini si appassionano, ma poi si stancano rapidamente e si allontanano dalla politica. Personalmente non mi occupo di queste cose: dedico il mio tempo ai servizi all’infanzia o agli anziani non-autosufficienti, alle imprese che investono sul territorio o
all’ammodernamento della macchina comunale. Mi pare più utile e alla lunga paga di più.

 

 

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