Investighiamo i “maestri investigatori””

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Abbiamo scovato un giovane e brillante professore che insegna alle Polizie procedure investigative.Si chiama Vito Ingletti, è avvocato e ci svela curiosità anche sui Corazzieri che non conoscevamo

Avv. Ingletti, lei è stato soprannominato il professore delle Polizie: le piace questa definizione?

 

Certamente originale, simpatica..

 

Lei insegna procedure investigative. Di cosa si tratta?


Una disciplina un po’ sui generis: mi occupo della qualifica di polizia giudiziaria, che accomuna Polizia di Stato, Arma dei Carabineri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Polizia penitenziaria, Polizia locale, cioè di quelle figure che svolgono le indagini, perquisizioni, sommarie informazioni, ispezioni, interrogatori delegati, con l’obiettivo che questa attività sia proficua. Tutto questo è stato compendiato in un manuale.


Si sa che questo manuale, l'””Ingletti””, è obbligatorio per la materia d’indagine ed è ufficialmente adottato da tutti i Corpi di Polizia. Un bel successo!


L'””Ingletti”” è nato nel 1999 quando ero in servizio a Vicenza come ufficiale dei carabinieri. Ora sono in congedo, e benchè all’interno batta ancora un cuore d’Arma, adesso sono in riserva. Il testo è nato quasi per caso, non avrei mai immaginato sarebbe stato prescelto da prestigiosissimi istituti di istruzione di Forze di Polizia.


Ci fa un esempio di procedura investigativa?


Beh, rispondere sarebbe un po’ articolato e richiederebbe molto spazio: a questo si deve aggiungere che spesso la logica umana non corrisponde a quella codicistica. Altro aspetto fondamentale che tratto è come redigere un processo verbale in maniera opportuna ed efficace: anche questo è un altro passaggio molto delicato per l’attività di polizia giudiziaria.


Ma c’è qualcosa di particolarmente divertente in questa attività o questa materia è talmente seria e seriosa che si deve per forza essere seri e seriosi?


Ciò che attrae particolarmente della disciplina è il suo riscontro nel quotidiano. Inoltre, se un operatore di pg non si avvede della presenza di una flagranza può anche essere chiamato a rispondere davanti alla giustizia penale ed amministrativa. Quindi questa materia, se non simpatia, suscita quantomeno sempre interesse tra i soggetti che rivestono detta qualifica, che ritengo sia non delicata, ma delicatissima.


Sappiamo che insegna anche ai Corazzieri


“”Un incarico davvero inaspettato, ma graditissimo”” abbiamo commentato dallo Studio Samorì , cui faccio parte.


Ma lei quanto è alto?


In effetti insegnare in questo contesto fornisce un’altra dimensione dell’altezza. Gli allievi sono tutti alti da 1.90 a 2 metri e 10: ma quando insegno al Quirinale nel Salone d’onore io sono in piedi, loro seduti e quindi si conti si pareggiano.


Ricoprono anche incarichi importanti, non solo quello di sfilare con le loro magnifiche divise, magari a cavallo, per accompagnare il Presidente?


Anche i Corazzieri hanno la medesima qualifica di polizia giudiziaria. Quindi quando indossano queste livree stupende, se dovessero imbattersi in una flagranza di reato, avrebbero comunque l’obbligo di prevenire e contrastare l’illecito. Poi c’è l’attività di scorta presidenziale in favore anche di Capi di Stato esteri. Si può conseguentemente dedurre la delicatezza dell’incarico: un’attività di pg ai massimi livelli


Che giudizio dà dei nostri Corpi di Polizia? E a livello europeo come si qualificano?


Ho ravvisato un incremento dell’attenzione da parte di innumerevoli comandi di polizia relativamente al fattore “”addestramento””. Le cose sono cambiare rispetto a 5 – 10 anni fa. Vedo persone animate da strenuo desiderio d’imparare e fortemente motivate. I Corpi di Polizia nazionali credo siano perfettamente in grado di sopportare il confronto con qualunque altro Corpo estero. Quelli di recente istituzione stanno costruendo progressivamente proprie prassi e tradizioni ed in futuro riusciranno certamente a dare il meglio di sè.

 

 

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