Inversione a U

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Indigna, che Renzi si sia  servito di una piccola vittima dell'incoscienza paterna, Aylan, il bambino siriano morto sulle spiagge turche,  per infiammare le platee osannanti. Una morte che da lui  è trattata come se fosse avvenuta in Italia, a Lampedusa, per colpa delle ""bestie"" , ossia gli italiani  suoi avversari politici.

Non  hanno  fortuna, gli  italiani, con i Presidenti del Consiglio.

Quando   “”osano”” non essere proni e acritici  nei loro confronti,  gli ineffabili nostri  Premier ricorrono a paragoni  con l’apparato genitale maschile, come fece Berlusconi buonanima (politicamente tale, biologicamente è immortale)…oppure, sinteticamente, li  liquidano con l’appellativo di “”bestie””, come ha fatto Renzi alla festa dell’Unità a Milano.

Io sarò una bestia, non discuto, ma mi indigna, che Renzi si sia  servito di una piccola vittima dell’incoscienza paterna, Aylan, il bambino siriano morto sulle spiagge turche,  per infiammare le platee osannanti. Una morte che da lui  è trattata come se fosse avvenuta in Italia, a Lampedusa, per colpa delle “”bestie”” , gli italiani  suoi avversari politici.

Francamente, una certa parentela zoologica, più precisamente con gli sciacalli, la vedo anche in lui, che non ha  esitato a mostrare le foto di un bimbo affogato, per infiammare la platea osannante, ottenerne il consenso e insultare gli avversari politici. Accomuno nella stessa categoria zoologica  i fotografi e gli operatori televisivi  che, in una macabra messinscena,  pare abbiano scelto  una  “”location”” più favorevole alle riprese, una parte di spiaggia più ampia,  e, senza pudore nè pietà, abbiano sistemato il corpicino, esponendolo  ai cinici  occhi dei media che ghiottamente, quasi quanto i politicanti, se ne sono cibati. Spero che non sia vero. Mi vergogno di appartenere al genere umano, certe volte. Questa, è una di quelle volte.

In aggiunta, a sottolineare la “”bestialità”” di chi, sbigottito e impotente, non è favorevole ad una invasione, via mare e via terra,  non sempre  e non solo dettata dalle guerre, arrivano le notizie dalla Germania.

Restiamo in attesa, noi cittadini  qualsiasi,  di conoscere le profonde motivazioni di quella che non è azzardato definire  una spettacolare “”inversione a U””  della politica della  Merkel, riguardo ai “”migranti””.  Sembra incredibile, eppure è la  stessa Merkel  che, appena qualche settimana fa, fu oggetto  di critiche feroci, satire volgari, impietose battute sul fisico, paragoni con il più famigerato suo connazionale dotato di baffetti… solo per aver detto  che “”la Germania  non può accogliere tutti””…facendo scoppiare in lacrime un’indottrinata adolescente palestinese in attesa di asilo che  ora, comunque,  ha ottenuto il permesso per tutta la famiglia e rimarrà in Germania.

Ora, la Germania apre le porte, le spalanca, dopo la frase della Merkel  “”Nessun limite a richieste asilo”” . Si organizzano in tal senso  anche i  privati cittadini che, con  un vero  convoglio di auto private,  vanno a prendere i migranti a Budapest…E, ancora,  applausi festosi hanno accolto, nelle  stazioni di Monaco di Baviera, di Vienna e di Salisburgo, l’arrivo di centinaia di profughi. La folla ha cantato l’inno europeo e gridato più volte “”Germania, Germania””.

Un idillio umanitario del quale siamo spettatori, un po’ storditi e sorpresi. Immagino che ne dovremmo anche  essere contenti. Speriamo che anche questa favola abbia, come tutte le belle favole, anche un finale lieto. Anche per noi, se possibile.

 

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Vi presento come sempre  una sintesi del numero on line da oggi. Vi ricordo che, per una più agevole e veloce consultazione, anche da parte di chi ha poco tempo disponibile, i titoli in  grassetto sono link diretti agli articoli.

Cosa c’è dietro l’improvviso buonismo di Germania e Austria nell’accogliere migliaia di profughi siriani?      di Massimo Nardi

Finalmente l’Europa, o meglio la cancelliera, si è decisa a scendere in campo per cercare di risolvere il problema delle nazioni di confine che, per primi, pagano a causa di questo flusso migratorio.

Il business del bisogno  di Gianni Galeotti

Da sempre la gestione del bisogno è un business, fa girare soldi, a volte arricchisce e per tanti fornisce lavoro, e le tante realtà associative o cooperative finanziate con soldi pubblici che negli anni hanno gestito il problema, sembrano averlo capito molto bene.

Per lo stato laico non esiste la Provvidenza di Alberto Venturi

Se l’occupazione non aumenta, ma crescono gli immigrati, significa che nella fasce despecializzate del lavoro ci sarà più concorrenza e maggiore difficoltà a inserirsi, avendo presente come una certa imprenditoria, invece di qualificare la risorsa umana, preferisca gradualmente pagarla meno e con vincoli aleatori, mettendo in secondo piano le competenze.

Un cinema pieno di pugni: Southpaw – L’ultima sfida  di Francesco Saverio Marzaduri

Faccia piena di pugni, occhio sinistro tumefatto, corpo marchiato dai troppi tatuaggi –Billy-Jake Gyllenhaal è solo l’ultima figura ad aggiungersi a una già nutrita casistica. Southpaw presenta tutto quello che questo genere di confezione richiede,retorica,sentimentalismo,personale voglia di riscatto.

Talenti modenesi al festival del Cinema di Venezia  

di Corrado Corradi e Chiara Schievano

Si fanno valere per il loro talento Corrado Corradi  e  Chiara Schievano, autori di questo reportage “”fashion””  da Venezia. Una  inconsueta parentesi dedicata alla  moda.

 Il Medico risponde         Dott.Domenico Amuso

Riprende la rubrica  dopo la pausa estiva, con un articolo dedicato alle Lesioni muscolari.

Auguro a tutti buona settimana e buona lettura del n. 481-148

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