Intitolazione di uno spazio o di un bene pubblico nel Comune di Modena a Gino Strada.

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Al Sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli

alla Presidente del Consiglio Comunale Fabio Poggi

 

e P.C.

Giunta del Comune di Modena

Consiglieri comunali del Comune di Modena

 

 

MOZIONE

 

Oggetto: Intitolazione di uno spazio o di un bene pubblico nel Comune di Modena a Gino Strada.

premesso che:

 

  • il 13 agosto 2021 è venuto a mancare Gino Strada, all’anagrafe Luigi, fondatore insieme alla moglie Teresa Sarti, prematuramente scomparsa nel 2009, dell’ONG italiana Emergency, lasciando in eredità un patrimonio umano e sociale inestimabile;
  • nel 1978 si è laureato in Medicina e Chirurgia e, successivamente, si è specializzato in Chirurgia d’Urgenza e, per completare la formazione, negli anni ’80 ha vissuto 4 anni negli Stati Uniti dove si è occupato di chirurgia dei trapianti di cuore presso le Università di Stanford e di Pittsburgh;
  • negli anni ’80 si è specializzato anche in chirurgia cardiopolmonare, lavorando negli Stati Uniti, sempre presso le Università di Stanford e di Pittsburg, nel Regno Unito presso l’Harefield Hospital e in Sudafrica presso il Groote Schuur Hospital di Città del Capo;
  • nel periodo 1989 – 1994 ha lavorato con il Comitato internazionale della Croce Rossa in varie zone di conflitto (Pakistan, Etiopia, Perù, Thailandia, Gibuti, Afghanistan, Somalia e Bosnia-Erzegovina);
  • dopo quest’ultima esperienza Gino Strada, assieme a un gruppo di colleghi ed alla moglie Teresa Sarti, ha fondato Emergency, associazione umanitaria internazionale per la riabilitazione delle vittime di guerra e delle mine antiuomo che, dalla sua fondazione nel 1994, ha fornito assistenza gratuita a oltre 11 milioni di pazienti in 19 Paesi del mondo;
  • il primo progetto di Emergency fu avviato in Ruanda, durante il genocidio, dove venne ristrutturato e riaperto il reparto di chirurgia dell’ospedale di Kigali e riattivato il reparto di ostetricia e ginecologia, e poco dopo vennero avviati progetti in Cambogia, Paese in cui Gino Strada è rimasto diversi anni;
  • nel 1998 è partito per l’Afghanistan, dove è rimasto per 7 anni e dove, nel 1999, ha aperto un primo Centro chirurgico per vittime di guerra ad Anabah, nella Valle del Panshir, per poi proseguire l’attività aprendo Centri di primo soccorso, Centri di maternità e Centro chirurgici per vittime di guerra;
  • nel solo Afghanistan Emergency, sotto la guida di Gino Strada, ha curato, in un Paese di poco più di 30 milioni di abitanti, più di sette milioni di persone, per cui una persona su 6 ha ricevuto l’aiuto dell’ONG;
  • nel 2005 ha iniziato a lavorare per l’apertura del centro Salam di cardiochirurgia in Sudan, il primo centro totalmente gratuito in Africa;
  • nel 2014 si è recato in Sierra Leone, dove Emergency è presente dal 2001 per fronteggiare l’emergenza Ebola;
  • dalla sua fondazione, Emergency ha fornito assistenza a più di 11 milioni di persone nelle zone più critiche del Pianeta;
  • nel corso della sua vita, Gino Strada, assieme ad Emergency di cui, fino all’ultimo, ne è stato Direttore esecutivo, si è fatto coraggioso portavoce della difesa di diritti umani, soprattutto in favore di coloro che si trovavano nelle zone più complicate, conflittuali e povere del mondo, esponendosi sempre nel richiamare i valori costituzionali della pace e dell’uguaglianza ed avviando innumerevoli progetti e realizzando svariati Ospedali altamente tecnologici e con specializzazioni d’eccellenza in tutte le parti del mondo;
  • con Emergency ha affermato (e praticato in concreto) il principio secondo cui il diritto alla cura deve essere un diritto umano fondamentale inalienabile e gratuito per tutti, senza alcuna discriminazione, per cui la sanità deve essere fondata su eguaglianza, qualità e responsabilità sociale e le cure medico-chirurgiche devono essere gratuite e di elevata qualità, soprattutto alle vittime di guerre, mine antiuomo e povertà;
  • anche durante l’emergenza Covid, Emergency, di cui Gino Strada era Direttore esecutivo, ha avviato innumerevoli progetti nel territorio italiano (tra gli altri: “Nessuno escluso. Neanche chi è ora in difficoltà”, un progetto avviato in diverse città che prevede la distribuzione gratuita di pacchi di alimenti e di beni di prima necessità alle persone che hanno bisogno di un sostegno per superare questo momento e che non hanno accesso ad altri aiuti; ha gestito l’attività di contact tracing e mediazione nella comunità indiana nella provincia di Latina per monitorare e prevenire il contagio da Covid-19; ha collaborato presso il reparto Covid-2 dell’ospedale San Giovanni di Dio a Crotone, gestendo 25 posti letto nella struttura dell’ospedale e altri 8 posti letto nella struttura tendata esterna, pronti in caso di necessità; sempre in Calabria ha gestito un Ambulatorio a Polistena, situato in uno stabile confiscato alla ndrangheta, dove vengono curate le fasce più fragili della popolazione che non hanno accesso alle cure; nelle Marche ha offerto un servizio di ascolto e sostegno psicoterapeutico per personale sanitario, ex pazienti Covid e famiglie dei pazienti ricoverati a causa del Covid o che, a causa del virus, hanno subito un lutto; in Piemonte ha supportato le RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) locali, colpite dal contagio da Covid-19, garantendo formazione al personale delle strutture con l’obiettivo di garantire e proteggere la salute di staff e ospiti; a Bergamo, tra marzo e maggio 2020, nel picco dell’epidemia e nella zona più colpita dal virus, con un team medico e logistico composto da circa 80 persone ha lavorato presso il presidio ospedaliero in Fiera dell’ospedale Papa Giovanni XXIII gestendo un reparto di Terapia Intensiva da 12 posti letto; e tanti altri);
  • nel 2015 Gino Strada è stato insignito, unico italiano nella storia, del “”Right Livelihood Award 2015“”, comunemente conosciuto come il “”premio Nobel alternativo””.
  • nel 2017 è stato insignito, a Seul in Corea del Sud, del Premio “Sunhak Peace”, assegnato ogni anno a individui e organizzazioni che si sono distinti per l’importante contributo alla pace e allo sviluppo umano;
  • Gino Strada ci lascia ad un’età ancora prematura e fino all’ultimo giorno si è dedicato alla medicina ed all’amore incondizionato verso il prossimo, salvando vite umane e testimoniando i valori della pace, dell’eguaglianza, della solidarietà e della giustizia, nonché promuovendo attivamente una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani, rappresentando così un esempio a cui tutta la cittadinanza dovrebbe aspirare;

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

 IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA AFFINCHE’ PROVVEDA:

 

  • ad intitolare o a fare intitolare uno spazio o un bene pubblico del (o nel) Comune di Modena (ad esempio un ospedale, una struttura sanitaria, una via, una piazza, un parco o comunque un’altra struttura pubblica) a Gino Strada ed alla moglie Teresa Sarti.

 

I Consiglieri firmatari:

 

Giovanni Silingardi

Andrea Giordani

Enrica Manenti

 

 

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