Intervista al Consigliere regionale di AN avv. Enrico Aimi

Condividi su i tuoi canali:

Politica ingessata, cultura a senso unico, politiche per la casa che privilegiano cittadini extracomunitari e nessuna promessa elettorale mantenuta. Queste le accuse mosse dal consigliere regionale di Alleanza Nazionale Enrico Aimi alla maggioranza che guida la città di Modena. Il centro destra ha cavalli di razza ma e' difficile scalfire un sistema di potere basato su una gestione clientelare di un certo mondo economico. Sfogo sincero e accorato quello di Aimi che sogna la poltrona di primo cittadino per difendere la modenesità.

aimi.jpg1)        Questa maggioranza che sta guidando il Comune, dove sta portando la città di Modena?

Sinceramente non si riesce proprio a capire, soprattutto perché il programma politico di uno schieramento (come quello che appoggiava il Sindaco Pighi) che va dalla Margherita fino a Rifondazione Comunista non può che essere nebuloso e contraddittorio.

Erano state promesse molte cose che, ad un anno di distanza, non possono dirsi neppure iniziate e anche sui temi da sempre ( almeno a parole) cari alla sinistra, la politica locale di governo si dimostra evanescente o addirittura dannosa.

Basti pensare all’esempio delle politiche ambientali: in meno di un anno l’Amministrazione ha approvato il raddoppio di un inceneritore ( le cui conseguenze sulla salute non sono ancora note) e si è dilungata in una inutile e strumentale polemica con il Ministro dell’Ambiente Altero Matteoli per fare sì che l’alta velocità passasse attraverso la discarica di Via Caruso.

Se questo è ambientalismo, allora credo che i Verdi, se hanno una dignità, dovrebbero tutti…

2)       Ci dicono che Modena sia città triste e grigia. Lei cosa risponde?

Rifiuto per Modena l’etichetta di città triste e grigia, se non altro per il fatto che ci sono nato e che le sono molto legato.

Se, tuttavia, si sostiene che Modena non ha avuto in molti anni di governo di sinistra il salto di qualità che merita, allora non posso che essere d’accordo.

L’economia è ancora ingessata dalla politica, la cultura è ormai a senso unico in modo addirittura spudorato, le politiche per la casa e quelle assistenziali privilegiano l’assegnazione agli extracomunitari, mentre gli italiani si ritrovano alla stregua di cittadini di serie B.

Quest’ultimo, in particolare, è il punto focale del problema: non si può pensare di dare un futuro alla città se si costringono, di fatto, le giovani coppie con figli a trasferirsi nei Comuni “satellite” e se, per contro, si applica una indiscriminata politica dell’accoglienza nei confronti di realtà multietniche tra loro molto diverse e spesso in conflitto tra loro.

Senza contare che mancano politiche giovanili degne di questo nome, oltre che luoghi di aggregazione diversi dai Circoli ARCI: a Modena, se hai 16 anni, o vai nel locale “politico”, oppure sei tagliato fuori.

3)       Come mai dopo sessant’anni di governo ininterrotto dalla sinistra non siete riusciti a conquistare il governo della città. Vi manca qualche cavallo di razza?

I cavalli ci sono: Carlo Giovanardi è Ministro della Repubblica, Isabella Bertolini ai vertici nazionali di Forza Italia, io stesso sono consulente del Ministero per le Attività Produttive e Capogruppo di AN in Regione, oltre a tanti altri esponenti di una classe dirigente che è molto cresciuta politicamente.

La realtà è che scalfire un sistema di potere basato non soltanto sul consenso ma anche e soprattutto sulla gestione clientelare di un certo mondo economico non è affatto facile.

Posso però affermare con soddisfazione che la Casa delle Libertà a Modena, con una politica attenta al territorio, ha fatto grandi passi avanti, anche sotto l’aspetto politico – culturale: oggi dire di votare AN in un bar o alla polisportiva non è più considerato un tabù e tante categorie di pensiero della destra sono oggi presenti nel modo di ragionare di molti elettori di sinistra.

Quando questi ultimi capiranno che in termini di sicurezza, immigrazione, tutela della vita e famiglia sono più sintonici alla destra che alla sinistra, allora saremo maggioranza anche a Modena.

4)       Si parla di malessere all’interno della Casa delle Libertà, in modo particolare di problemi all’interno di Forza Italia di Modena, lei è più tranquillo  o più preoccupato?

Assolutamente tranquillo.

Non vedo problemi in Forza Italia, ma semplici dibattiti interni, che, a volerla dire tutta, sono fisiologici in ogni partito.

Nessun malessere, quindi, ma, al contrario, tanta voglia di “tornare in pista” per le prossime elezioni politiche, per le quali saremo tutti impegnati al massimo e credo davvero che si possa correre per vincere, non foss’altro perché più conoscono Prodi e meno lo votano.

5)       Secondo Lei in una città come Modena, deve fare maggiormente sognare una metropolitana o un ripensamento sullo sviluppo sostenibile?

Entrambe le cose, dal momento che sono progetti complementari, anche se penso che i modenesi in realtà sognino al
tri progetti…

Certo che se per “sviluppo sostenibile” si intende quello che fino ad ora ha fatto la sinistra ( cioè progetti sulla carta pagati profumatamente oppure discorsetti elettorali), allora è meglio risparmiare denaro.

Lo sviluppo sostenibile che sogniamo noi di AN è fatto di collaborazione tra gli Enti Locali e le imprese ed è fatto, soprattutto, di infrastrutture efficienti.

Guardi, per esempio, tutte le polemiche sul famigerato “trasporto su rotaia”: alla fine l’elefante ha partorito il topolino, con la creazione di pochi transit point assolutamente inadeguati alla nostra realtà economica.

A quel punto era forse meglio realizzare un Autoporto degno di questo nome ( come altre città emiliane hanno fatto); ma, evidentemente, la demagogia dei politici ha prevalso ancora una volta sugli interessi della gente.

6)       Ha qualche sogno nel cassetto col quale  sorprendere i Modenesi?

La risposta mi sembra scontata: vincere le elezioni comunali a Modena.

Ma mi permetta di essere scaramantico: mi basterebbe vedere i governi del centro – destra in realtà politicamente più “abbordabili”, come Sassuolo, Formigine, Pavullo, Serramazzoni e tante altre in cui è possibile la svolta.

 

7)        Come si dice ai bravi studenti durante gli esami, mi dica in due parole dell’argomento che le piace di più.

Rimango al tema.

Ritengo la politica una scelta da fare con il cuore, una scelta di passione.

Credo che questo concetto sia fondamentale per le giovani generazioni, perché se è vero che l’impegno politico non è obbligatorio, è altrettanto vero che ce n’è un grande bisogno, soprattutto dalle nostre parti, dove essere di Destra significa innanzitutto avere coraggio, spirito di sacrificio e valori forti.

Non solo per vincere una elezione, ma per difendere la nostra comunità, le nostre radici, la nostra Civiltà.

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

“Lei non sa chi  sono io”

Quando   qualcuno ritiene che gli siano  dovuti privilegi o cure speciali, impunità compresa, ricorre all’espressione  che ho scelto come titolo e che  può essere declinata

C’era una volta il medico di famiglia

Le decisioni del Governo per accorciare le liste d’attesa, se incideranno relativamente sulla loro lunghezza, sono almeno un segnale d’attenzione alla crisi della sanità italiana. Le opposizioni gridano

La Corsa più bella del mondo 

La Corsa più bella del mondo torna dall’11 al 15 giugno con una cavalcata di 2200 chilometri che le magnifiche vetture costruite fra il 1927 e il 1957 percorreranno in cinque tappe, come da format inaugurato lo