Interrogazioni consigliari in Piazza Grande

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PIGHI: “SICUREZZA, INTERVENTI MIRATI NEI DIVERSI QUARTIERI”

La risposta del sindaco di Modena al consigliere Baldo Flori (Modena a colori)

 

Il sindaco di Modena Giorgio Pighi ha risposto in Consiglio comunale all’interrogazione presentata dal consigliere Baldo Flori di Modena a colori sulla presenza delle forze dell’ordine nella zona Tempio affermando tra l’altro

“”È importante mettere in campo nei confronti dell’insicurezza urbana un intervento differenziato. Io ritengo che una presenza di poliziotto di quartiere non darebbe nella zona Tempio lo stesso valore aggiunto che ha in viale Gramsci. In quella realtà servono provvedimenti più severi””

 

Flori ha presentato l’istanza sostenendo che

Il Sindaco, in occasione di un recente dibattito consiliare, ha dichiarato che la zona Tempio ha bisogno di una presenza delle forze dell’ordine con caratteristiche di contrasto a differenza di via Gramsci. Noi siamo tra coloro che ritengono certo importante la riqualificazione anche commerciale di un’area a rischio e il tentativo di migliorarne le condizioni di vivibilità complessiva, ma riteniamo altrettanto importante appunto l’azione di “”contrasto”” che soltanto le forze dell’ordine, che hanno competenze istituzionali e preparazione adeguata, possono effettuare””. Flori ha dunque chiesto: “”allora cosa propone la Giunta comunale perchè l’azione di contrasto ci sia davvero ed abbia effetti concreti?””.

 

Il sindaco ha precisato che

“” in viale Gramsci la densità abitativa è una delle più alte della città. Questo è una risorsa per i piccoli negozi, ma anche una possibile fonte di problemi: lo è stato per la raccolta differenziata ma anche per le cattive frequentazioni. Qui, il poliziotto di quartiere è stato decisivo e l’azione cosiddetta di contrasto morbido è stata molto apprezzata. La zona Tempio è diversa: gli interventi immediati non sono risolutivi perché ci sono alcuni nodi strutturali: riaprire l’edificio delle Poste e il cinema Principe, ultimare la casa natale di Enzo Ferrari e il nuovo nodo intermodale che sorgerà al posto dello scalo ferroviario. Qui l’intervento è più complicato e sono serviti interventi di maggiore contrasto. Abbiamo chiuso il sottopasso e il passaggio che serviva come via di fuga nei pressi della ferrovia. Ricorderete poi il brutto episodio della rissa davanti all’albergo, la cattiva frequentazione dei locali, lo spaccio di droga e la prostituzione. Queste forme di devianza e criminalità devono essere allontanate e i cittadini hanno apprezzato il nostro intervento””.

 

Flori ha replicato:

“”l’intenzione era non generalizzare in modo indistinto sui problemi della sicurezza. Bisogna agire con attenzione ai problemi dei diversi quartieri. Non volevamo che l’interrogazione avesse il significato di una guerra tra poveri, tra chi può avere il poliziotto di quartiere e chi no. Crediamo che i problemi di via Gramsci abbiano trovato una prima risposta, ma che per ogni zona servano interventi mirati e orientati in modo preciso. Vorremmo capire se la zona Tempio è una priorità. Credo che comunque servano più agenti delle Forze dell’ordine per la sicurezza in città””.

 

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IL RUOLO DELL’AGENZIA D’AMBITO

Così l’assessore all’Ambiente Giovanni Franco Orlando ha risposto in Consiglio comunale all’interrogazione del gruppo consiliare Modena a colori su Ato, presentata in aula da Baldo Flori.

“”Nel 2007, a fronte di un aumento effettivo della Tariffa di igiene urbana del 2,3%, praticamente pari a quello dell’inflazione, abbiamo ottenuto più interventi di pulizia della città, più investimenti per la raccolta differenziata, più aperture delle Isole ecologiche e consistente presenza sul territorio dell’Isola ecologica itinerante: questo solo per citare alcune delle iniziative messe in campo nel corso dell’anno passato e che hanno portato, tra l’altro, al superamento della barriera del 35% di raccolta differenziata sul territorio comunale””.

 

Flori ha chiesto all’assessore:

“”a cosa serve Ato, la fantomatica Agenzia d’ambito che deve occuparsi di tariffe dei servizi pubblici, se non riesce a dire niente sulle tariffe che dovrebbero aumentare pesantemente per le imprese e le famiglie modenesi, secondo le richieste di Hera?””, aggiungendo che “”l’opinione del nostro gruppo consiliare è che i compiti delle diverse agenzie, che sono evidentemente enti di tipo politico, potrebbero invece essere svolti, con oneri minori, dall’Amministrazione provinciale, che ne avrebbe le capacità e le strutture“”.

 

L’assessore Orlando ha pr
ecisato che

 “”in regime di libero mercato, l’attività legata alla gestione delle acque e dei rifiuti, beni di particolare interesse pubblico, necessita di un soggetto regolatore. Questi servizi essenziali per la qualità della vita, per la tutela dell’ambiente e per gli interessi dei cittadini sono regolati dall’agenzia di Ambito territoriale ottimale, Ato, come previsto dalla normativa nazionale e regionale. Avremo occasione presto di parlare della tariffa di igiene urbana in sede di dibattito consiliare. In ogni caso, il processo di modernizzazione portato avanti fino qui, grazie ai servizi integrati, costituisce un percorso irreversibile. Specie in considerazione del fatto che il servizio integrato permette un uso più razionale delle risorse, una maggiore semplificazione tariffaria, solidarietà fra territori, e investimenti strutturali. L’Ato di Modena, nell’ambito del servizio idrico, ha svolto questa funzione dal 2005 conseguendo alcuni obiettivi sicuramente importanti. Ne cito solo alcuni: ha ridotto a solo 5 le 33 tariffe in vigore su tutto il territorio provinciale. Con la politica tariffaria attuata, ha consentito al sistema di autonomie locali di ottenere nel triennio 2005-2007 quasi 90 milioni di euro di investimenti sull’intero territorio provinciale. Cosa assolutamente impensabile qualche anno fa, soprattutto per i Comuni di piccole dimensioni. Per il servizio rifiuti, la definizione di tariffa per la Gestione dei Rifiuti Urbani è stata introdotta dal Decreto Ronchi come corrispettivo per il servizio. Nella determinazione delle tariffe, la responsabilità di alcuni disguidi dipende anche dal contesto nel quale si opera, perché solamente quando tutti i Comuni del nostro territorio saranno passati dal regime di tassa dei rifiuti a quello di tariffa l’Agenzia potrà svolgere il proprio ruolo in modo ottimale. Attualmente, e non per colpa di Ato, così non è e ciò rende più ardua una politica integrata sovracomunale: ricordo infatti che, attualmente su 47 comuni 23, compreso il Comune di Modena, sono a tariffa e 24 restano a tassa. Per il momento, il lavoro di Ato consiste solo nell’individuazione di modelli di riferimento e obiettivi per orientare la gestione del servizio: costi di riferimento per tipologia di servizio, vuotatura di cassonetto, o per costo orario gestione isola ecologica, ma la determinazione della tariffa dipende dalle caratteristiche del territorio servito, dall’intensità del servizio, dal rapporto tra utenze domestiche e produttive eccetera. Pertanto non può che essere il Comune che definisce il costo del servizio richiesto nell’ambito della trattativa con il Gestore. Allo stesso modo il Comune definisce come ripartire i costi e quali attenzioni prestare ad esempio a soggetti disagiati introducendo agevolazioni tariffarie ed incentivi che incidono sulla spesa finale dell’utente””.

 

L’interrogazione è stata trasformata in interpellanza e Dante Mazzi ha aggiunto:

“”credo che il dibattito sull’utilità e le funzioni di Ato ci sia già stato in altre occasioni. L’assessore ha parlato di un ruolo di indirizzo, ma alcuni degli obiettivi stabiliti non sono stati raggiunti. Si è parlato del 50% di raccolta differenziata e non mi sembra brillante: l’obiettivo era del 55% entro il 2005 ed è fallito. Anche dopo l’ultima commissione abbiamo chiesto di poter rivedere i dati, che Hera ci ha fornito all’ultimo momento. Sembra che l’amministrazione accetti supinamente le imposizioni del gestore concessionario che, lo ricordiamo, agisce in posizione di monopolio. L’agenzia d’ambito è di fatto un ente politico“”.

 

Baldo Flori ha replicato:

“”le difficoltà del Comune a confrontarsi in fase negoziale con Hera sono ormai assodate. Ci troveremo lunedì prossimo a discutere una terza proposta dopo quelle circolate in questi mesi. Il fatto che Ato sia previsto da una legge regionale o nazionale non è rilevante. La Giunta però presta ad Ato molta attenzione, e l’intervento difensivo dell’assessore lo dimostra. Le agenzie locali sono solo una scimmiottatura rispetto a quelle nazionale. Il loro ruolo non è significativo sulle materie delicate e pregnanti come quella dei rifiuti””.

 

L’assessore Orlando ha ribadito:

“”non ho parlato di risultati brillanti o meno, non sono io a doverlo dire. Ma il trend di crescita che abbiamo avviato, più 6% in due anni tenendo basse le tariffe, è positivo. Con le modifiche legislative in arrivo, alcune variazioni tariffarie ci daranno preoccupazioni molto più importanti, a fronte di alcune proposte di miglioramento dei servizi. Io non credo che Ato sia un duplicato. Credo che, utilizzato bene, possa servire per armonizzare il tema tariffario e gestire il territorio in modo ottimale””.

 

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PREMIO CITTÀ DI MODENA

 

Il Sindaco di Modena Giorgio Pighi ha risposto in Consiglio comunale al consigliere di Modena a colori Baldo Flori.

“”Se c’è un’iniziativa nata proprio dal Consiglio, quella è il Premio Città di Modena. Ai consiglieri è stata data comunicazione all’epoca della segnalazione delle candidature di quest’anno. Nella prossima edizione faremo inviti ad personam anche per la premiazione””.

 

“”Come mai””, ha chiesto Flori, “”non è stata data adeguata comunicazione ai consiglieri in merito al Premio Città di Modena?””
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Il Sindaco ha ribadito che

“”l’edizione di quest’anno accentua alcuni tratti delle due precedenti: il Premio è l’occasione per far emergere straordinarie situazioni di generosità che altrimenti non sarebbero conosciute. È stato istituito a seguito una mozione presentata nel 2001 dall’allora capogruppo di An, accogliendo una richiesta di alcune associazioni del territorio, tra cui Modena Civile. Attivando il premio abbiamo raccolto i pareri di tutte le realtà interessate. Abbiamo dato comunicazione del bando ai cittadini e ai consiglieri comunali con una lettera protocollata, dando la possibilità di fare segnalazioni. La notizia è apparsa sulla stampa e sulla rete civica del Comune di Modena. Alla premiazione erano invitati i premiati e i familiari. Si sarebbe potuta fare una comunicazione più incisiva e diffusa per la premiazione. L’anno prossimo inviteremo personalmente i consiglieri””.

 

Flori ha replicato:

“”spero che l’anno prossimo si possa voltare pagina. Il premio merita il calore dell’intero Consiglio comunale e credo che la nostra volontà di protagonismo debba essere apprezzata””.


PRAMPOLINI : “RIMOSSA LA BOTTIGLIA DI LAMBRUSCO ABUSIVA”

 

L’assessore alla Politiche economiche del Comune di Modena Stefano Prampolini ha risposto in consiglio comunale all’interrogazione del consigliere Mauro Manfredini della Lega Nord, sul tema “”pubblicità antiestetica””.

“”L’installazione del gonfiabile che rappresenta una bottiglia di lambrusco in via Carlo Sigonio è avvenuta senza autorizzazione. Il Comune ha contattato un’azienda di commercio di vini che ha sede in quella zona e la bottiglia è stata rimossa il 4 marzo, ancora prima dell’intervento della Polizia Municipale””.

 

Mauro Manfredini ha presentato l’interrogazione affermando:

“”dopo una segnalazione, sono andato a verificare e ho scattato una fotografia a questa bottiglia di gomma, che emergeva di alcuni metri dal tetto di un palazzo di via Carlo Sigonio. Nonostante sia un amante dei prodotti modenesi, la pubblicità non è molto bella e sono stato invitato a intervenire da alcuni cittadini””.

 

 L’assessore ha esordito ringraziando il consigliere per la segnalazione e ha spiegato:

“”dopo attente verifiche, avviate grazie alle comunicazioni ricevute da diversi cittadini, è emerso che l’installazione del gonfiabile è avvenuta senza che gli uffici del Servizio Trasformazione urbana e qualità dell’architettura, per l’aspetto edilizio, e quelli del Servizio Attività economico – commerciali, per l’aspetto pubblicitario, ne fossero a conoscenza. Dopo la verifica d’ufficio è stata informata la Polizia Municipale per i dovuti controlli sul posto. La Polizia Municipale ha contattato una ditta di commercio di vini che ha una rappresentanza in zona. Il 4 marzo scorso la bottiglia è stata tolta dal tetto dell’edificio di via Sigonio, prima ancora che la Polizia Municipale emettesse sanzioni. Si deve riconoscere, comunque che il mezzo, non propriamente bello né architettonicamente armonico con il contesto edilizio della zona, non era quello più appropriato per pubblicizzare una delle eccellenze enogastronomiche del nostro territorio. Si può dar atto che la pubblicità non era indirizzata a un singolo marchio, ma genericamente a un prodotto tipico. Proprio per questo, però, avrebbe richiesto un coinvolgimento delle istituzioni e delle forze economiche che promuovono l’economia modenese. Concludo dicendo che l’attento ruolo di controllo esercitato dal Consiglio Comunale e la sollecitudine dei cittadini a partecipare attraverso segnalazioni, sono fondamentali per dare risposta a situazioni critiche””.

 

Manfredini ha replicato:

“”sono soddisfatto, mi pare che l’intervento sia stato positivo. Speriamo serva di lezione per la prossima volta””.

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A SALICETA ENTRO MAGGIO LE STRISCE PEDONALI”

La risposta dell’assessore Sitta all’interpellanza di Toni (Pd)

 

Così l’assessore all’Urbanistica Daniele Sitta ha risposto in Consiglio comunale al consigliere Pd Ercole Toni.

“”Entro il mese di maggio realizzeremo le strisce pedonali sulla via Giardini in corrispondenza della fermata dell’autobus numero 13, a Saliceta San Giuliano””.

 

Toni aveva chiesto:

“”a quando un attraversamento pedonale in via Giardini all’altezza di Saliceta? Mi riferisco al tratto di strada nei pressi del civico 1070, all’altezza della fermata dell’autobus numero 13. I viaggiatori che arrivano da Modena ne hanno bisogno per raggiungere le proprie case dall’altro lato della
strada””.

 

L’interrogazione è stata trasformata in interpellanza e Dante Mazzi di Forza Italia è intervenuto sottolineando:

“”è giusto fare l’attraversamento ma occorre più visibilità con la segnaletica verticale e luminosa. Poco più avanti, oltre il cavalcavia dell’autostrada, si è verificato recentemente un incidente grave. Occorre una maggiore segnalazione preventiva dei passaggi pedonali, e magari i cosiddetti occhi di gatto adottati in altri Comuni, che consentono di rallentare e fermarsi preventivamente perché sono visibili anche a distanza. Spesso, pur viaggiando alla velocità adeguata, è difficile fermarsi in tempo. Chiedo che in questo nuovo passaggio pedonale si possa fare questa sperimentazione per la sicurezza dei pedoni, gli utenti più deboli””.

 

Giuseppe Campana del Pd ha aggiunto:

“”la questione delle strisce pedonali mi sta molto a cuore. Ho fatto due interrogazioni e ancora più segnalazioni. Il problema vero è che le strisce non vengono rispettate mai, in questo paese. In passato, ho chiesto più di una volta all’Amministrazione di prendere iniziative non solo di formazione ed educazione, ma di sanzione. Campagne mirate anche severe, in modo da testimoniare, tra le proteste dei cittadini increduli, che il non rispetto delle strisce pedonali va sanzionato. Questa battaglia l’ho sempre persa ma la continuerò fino all’ultimo giorno del mio decimo anno da consigliere comunale””.

 

Toni ha replicato:

“”condivido perfettamente l’intervento dell’amico e collega Campana. I modenesi non rispettano mai le strisce né i pedonali. Rispetto all’intervento di Mazzi, ricordo che nell’interrogazione si richiede un’adeguata segnaletica di preavviso. Intendevo i pali tipo semaforici con lampeggiante continuo e le tabelle che indicano il pedonale. Ci sono delle strade particolari che inducono a una certa velocità, mentre invece bisogna arrivare a pensare anche ai pedoni. Certo è più costoso ma credo sia utile per ragioni di sicurezza””.

 

L’assessore Sitta ha ribadito:

“”gli interventi dei consiglieri dimostrano che questo tema è molto sentito. Le considerazioni dei consiglieri sono giuste, è chiaro che gli interventi vanno fatti con buon senso e attenzione alle risorse disponibili. A Modena ci sono 150 impianti semaforizzati e centinaia di passaggi pedonali. Le diverse metodologie d’intervento dipendono da valutazioni della sicurezza nelle diverse situazioni. Non sarebbe possibile mettere impianti semaforizzati o pannelli luminosi ovunque. Forse con il tempo ci arriveremo, per ora si va dalle strisce tradizionali all’inserimento di attraversamenti evidenziati con la colorazione rossa, ai pannelli luminosi e ai semafori a chiamata. Qui siamo a 50 metri da un incrocio semaforizzato e forse prima di inserire altri elementi luminosi è bene riflettere. Rispetto a una diversa cultura a difesa della mobilità dolce sono perfettamente d’accordo. Un’attenzione diversa deve essere anche imposta, ma credo che qualche passo avanti sia stato fatto, sia in termini di piste ciclabili che di pedonali. La regola è chiara: in caso di attraversamento sulle strisce pedonali, per i veicoli c’è l’obbligo di arrestarsi. La cultura deve cambiare perché gli incidenti sono un numero rilevante, con conseguenze anche gravi per i pedoni””.

 

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ORLANDO: “NEL PARCO DELLE MURA COSTANTI CONTROLLI”

La risposta dell’assessore all’Ambiente all’interrogazione di Manfredini (Lega Nord)

 

L’assessore all’Ambiente del Comune di Modena Giovanni Franco Orlando ha risposto, in Consiglio comunale, all’interrogazione presentata dal consigliere Mauro Manfredini della Lega nord.

 

“”L’attenzione per la zona del Parco delle Mura è costante, sia dal punto di vista dei controlli della Polizia Municipale, sia da quello della sensibilizzazione ecologica e ambientale e della pulizia””.

 

“”Il parco delle Mura, tra via Martiri delle Libertà e via Rimembranze, è sporco e degradato””, ha affermato il consigliere: “”ho prodotto ampia documentazione fotografica in materia e voglio ricordare che oltre alle cartacce ci sono spesso in giro anche bottiglie di vetro. I cocci in giro per il parco possono essere pericolosi, soprattutto per i bambini””.

 

 L’assessore Orlando ha spiegato:

“”ho letto con molta attenzione l’interrogazione del consigliere Manfredini e soprattutto guardato le foto allegate all’interrogazione. In effetti, nel Parco, si assiste spesso e volentieri a situazioni di abbandono dei rifiuti che impongono crescente attenzione, vigilanza e interventi sanzionatori. Purtroppo, spesso e volentieri non vengono utilizzati i contenitori per una raccolta ordinata e civile dei propri rifiuti. Il Parco Mura per la particolarità della posizione vicina al centro e della frequentazione da parte di molti stranieri è fatto oggetto di continui controlli della Polizia Municipale. Inoltre, il Settore Ambiente e l
a Circoscrizione Centro storico con il coinvolgimento di HERA e delle Guardie ecologiche della Provincia di Modena organizzano da due anni, in una domenica di ottobre, una giornata di impegno ecologico e di volontariato sui problemi dell’ambiente e del territorio, in particolare la raccolta differenziata. L’iniziativa, che si svolge nella zona del Parco di viale delle Rimembranze e viale Martiri della Libertà, fa parte della giornata Fiumi puliti – Parchi puliti, indetta dalla Provincia di Modena. Si tratta di una giornata di formazione e informazione capillare ai cittadini. Anche i cittadini stranieri sono invitati a partecipare, per sensibilizzarli sulla raccolta differenziata e l’utilizzo consapevole dei parchi pubblici come luogo di divertimento. Ci sono punti informativi e gruppi di cittadini che partecipano, volontariamente, alla pulizia del Parco, utilizzando materiale fornito da Hera. La partecipazione è stata in media di 70 volontari per ogni edizione. Queste attività, certamente non in alternativa ma a complemento degli interventi e dei controlli sul territorio, continueranno anche quest’anno, per creare condizioni di migliore fruibilità del Parco attraverso una sensibilizzazione mirata dei cittadini che lo frequentano””.

 

Manfredini ha replicato:

“”apprezzo il lavoro svolto, ma non credo che una giornata all’anno sia sufficiente per sensibilizzare. Sembra che ogni fine settimana il parco sia in pessime condizioni, e suggerirei di esporre cartelli multilingua che invitino a depositare l’immondizia negli appositi contenitori””.

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“I VEICOLI DEL COMUNE SARANNO OFFERTI ALLE ASSOCIAZIONI”

 

L’assessore al Bilancio Francesco Raphael Frieri ha risposto in Consiglio comunale all’interrogazione presentata dal Consigliere della Lega Nord Mauro Manfredini.

“”D’ora in poi qualsiasi veicolo in procinto di essere rottamato verrà prima offerto alla Consulta per il volontariato, per verificare se ci sono associazioni interessate ad utilizzarli, purché si accollino i costi di ripristino””.

 

Manfredini ha spiegato:

“”ho avuto una segnalazione di un furgone ducato attrezzato per trasporto disabili che era stato rottamato. Ho fatto una verifica sul posto e allego le fotografie, per capire come mai un automezzo ancora efficiente, con soli 65 mila chilometri, è stato rottamato””.

 

L’assessore Frieri ha precisato che “”i tecnici del Comune hanno scelto di rottamare il Furgone Ducato di cui parla il consigliere Manfredini perché sarebbero serviti 2000 euro per ripristinare le condizioni di sicurezza e 1400 euro per la carrozzeria. I tecnici hanno applicato correttamente le procedure. La nuova procedura di assegnazione alle associazioni, comunque, varrà anche in occasione del piano di metanizzazione del nostro parco veicoli, che presenteremo a settembre. I veicoli saranno rottamati solo nel momento in cui nessuna associazione li richieda, ovviamente accollandosi le spese di ripristino e riparazione. Per evitare questi equivoci, rinunceremo anche all’introito economico derivante dagli incentivi per la rottamazione. Continueremo a lavorare prendendo anche spunto dall’interrogazione presentata””.

 

Dante Mazzi ha ricordato l’episodio delle 4 autovetture elettriche malfunzionanti messi in vendita con un bando nel 2007 e ha poi aggiunto:

 “”speriamo sia l’ultima volta che veniamo in aula a parlare di rottamazioni di auto e che questo serva di stimolo ad agire meglio””.

 

Manfredini ha replicato all’assessore:

“”non credo che per 3400 euro di spesa si debba rottamare un mezzo da 50 mila euro. Nessuna azienda lo avrebbe rottamato. L’automezzo aveva la gommatura nuova e nemmeno un segno. Sono stati soldi buttati e chi le ha detto di rottamare il mezzo va sostituito e mandato a raccogliere il pattume perché non sa fare il suo lavoro””.

 

L’assessore ha però ribadito:

“”nel caso del veicolo da lei citato, la Onlus che lo gestiva ne chiedeva da un anno la sostituzione perché troppo rumoroso, non climatizzato e privo di accessori indispensabili per il trasporto dei disabili. Abbiamo pensato che ripristinarlo per uso promiscuo fosse costoso. Volevamo rottamarlo per comprare un veicolo a quella Onlus. Dopo la sua interrogazione, un’altra Onlus ce lo ha richiesto. E in questo modo riusciremo a soddisfare l’una e l’altra, pur rinunciando agli incentivi per la rottamazione””.

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