INTERROGAZIONE SU INDAGINE “”ANGELI E DEMONI””

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INTERROGAZIONE

 

OGGETTO: tutela dei minori in affido

 

PREMESSO CHE

  • I Carabinieri di Reggio Emilia – sotto il coordinamento della locale Procura – hanno concluso l’operazione “Angeli e Demoni”, operazione che ha fatto emergere un illecito sistema di “gestione minori in affido” nella vicina provincia di Reggio Emilia. Si è così purtroppo appreso che attraverso metodi criminali venivano fatte pressioni su minori, anche di tenera età, al fine di allontanarli dalle famiglie di origine attraverso abusi di vario genere (pare veri e propri “lavaggi del cervello”), per poi essere mantenuti in affido e sottoposti ad un circuito di cure private a pagamento (è stato fatto il nome della Onlus “Hansel e Gretel” di Moncalieri). Un business illecito di diverse centinaia di migliaia di euro di cui beneficiavano alcuni degli indagati (27 in tutto tra il Sindaco del Comune di Bibbiano, la rete dei Servizi Sociali, educatori e psicologi dell’ASL), mentre altri si avvantaggiavano a vario titolo dell’indotto derivante dalla gestione dei minori attraverso i finanziamenti regionali, grazie ai quali venivano, inoltre, organizzati anche numerosi corsi di formazione e convegni ad appannaggio della predetta Onlus o “Centro Studi”; e ciò in elusione del codice degli appalti e delle disposizioni dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.
  • Stando alle fonti di stampa la stessa Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena si sarebbe attivata per comprendere se e quanti minori della Provincia di Modena siano stati coinvolti in tale rete affaristica.

 

CONSIDERATO CHE

 

  • Tale indagine ha posto alla ribalta il problema generale dei “minori in affido” (il cui numero in ambito nazionale sarebbe nell’ordine delle 50.000 unità), dei costi sostenuti dai Comuni e dalle A.S.L. a favore degli istituti o strutture dove i bambini vengono collocati prima di essere affidati a nuove famiglie (stimati mediamente nell’ordine di 200/400 euro giornalieri) e più in generale delle procedure di affidamento che vedono interagire tra loro il Tribunale per i Minorenni e i Servizi Sociali.
  • Il Comune di Modena, con delibera della Giunta Comunale del 24/4/2014, ha approvato le “linee guida in materia di affidamento famigliare e di collocamento di persone di minore età in comunità”.
  • Nelle linee guida si dà atto (paragrafo: finalità dell’affido familiare) che “la legge italiana sancisce il diritto del minore di essere educato nell’ambito della propria famiglia” e che “i vincoli affettivi tra minore e famiglia di appartenenza sono mantenuti e sollecitati, poiché il fine dell’affidamento è la ‘ricostruzione’ della famiglia nella sua globalità, e la sua riunificazione, nell’interesse del minore stesso”.

Ciò premesso e considerato

SI INTERROGA

 

Il Sindaco e la Giunta per sapere:

 

  • quanti siano in ambito comunale i minori sottoposti a procedure di affidamento;
  • a quanto ammontino i costi per i servizi o gestione di tali procedure;
  • con quali ditte affidatarie e/o liberi professionisti del settore il Comune di Modena ha attualmente rapporti – e in particolare se ne abbia mai avuti, a qualunque titolo, con la Onlus coinvolta nell’indagine – e quali siano i criteri di scelta o aggiudicazione;
  • quali attività di controllo sono state poste in essere per verificare il rispetto delle linee guida approvate dal Comune di Modena e in generale della normativa vigente per tutelare i minori in affido;
  • se siano mai giunte segnalazioni di irregolarità o comunque di non conformità alle linee guida nella gestione degli affidi di minori.  

 

F.to

 

Antonio Baldini

Giovanni Bertoldi

Alberto Bosi

Beatrice De Maio

Barbara Moretti

                               Stefano Prampolini

                               Luigia Santoro

 

 

 

 

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