Integrazione… l’eterna utopia

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I terroristi responsabili della carneficina di Parigi sono figli di immigrati regolarmente sul territorio, nati e cresciuti  in Francia, o in Belgio. Sono, burocraticamente, legalmente, formalmente,  dei cittadini  ""europei""... ma essi, di fatto, con le loro azioni mostrano di essere musulmani assolutamente non integrati; si comportano come se non  appartenessero alla nazione europea in cui sono nati, sono e restano stranieri e nemici  che con le loro azioni si pongono fuori da ogni  civile consesso.

I terroristi  che hanno seminato terrore e morte a  Parigi,  sono cittadini europei.

Ce lo dicono con sussiego  i fautori dell’accoglienza indiscriminata, coloro i quali fanno dell’abbattimento di ogni confine la loro bandiera,  quelli che ritengono l’integrazione di ogni profugo, clandestino, rifugiato, richiedente asilo… la panacea di tutti i mali. 

Purtroppo i fatti di Parigi li contraddicono.  E’ vero…la burocrazia  fa di questi terroristi, figli di immigrati regolarmente sul territorio, nati e cresciuti  in Francia, in Belgio, formalmente dei cittadini  “”europei””,    ma  essi, di fatto, con le loro azioni mostrano di essere musulmani assolutamente non integrati, che si comportano come se non appartenessero alla nazione in cui sono nati, nazione nella quale sono e restano stranieri e nemici.

Estranei, pertanto, a leggi, usi e costumi delle nazioni in cui sono nati, musulmani che le loro azioni pongono fuori da qualsiasi civile consesso. Né le  idee dei fautori dell’integrazione trovano una benchè minima conferma dai notiziari televisivi:, nei servizi girati  nei quartieri di provenienza dei terroristi, una zona centrale di Bruxelles “”chiusa”” ai belgi, in cui tutti sono  musulmani di seconda e terza generazione. In teoria, quindi, perfettamente integrati. Allora…riteniamo pure trascurabile il problema dell’abbigliamento, non formalizziamoci pertanto sulla presenza qui di donne esclusivamente  in burqa e di  uomini, mullah, con la tunica;… gli intervistati parlavano solo in  arabo,  soprattutto  senza degnarsi di accennare nè tantomeno condannare gli attentati sanguinosi, senza pietà e solidarietà per le vittime.

Questa è integrazione?

Senza considerare, poi, in questa specifica tragedia, la prova che il buonismo produce stragi.  Il passaporto ritrovato accanto ad uno dei kamikaze della strage di Parigi e’ stato identificato come appartenente ad un rifugiato siriano registrato a Lesbo il 3 ottobre.Vero o falso che sia, questo documento, il sistema per entrare è quello di fingersi ciò che non si è…profughi, rifugiati, perseguitati, richiedenti asilo… 

Nel “”villaggio globale””  che è ormai diventato il nostro mondo,  in tempo reale   si diffondono le notizie e con esse, lo sgomento e l’orrore.

Molte persone, in buona fede,  dopo gli attentati del 13 novembre  hanno espresso la vicinanza alle vittime e al popolo francese tutto,  con i segni esteriori… la bandiera francese posta in trasparenza sulla foto del profilo, nei social network, i fotomontaggi, tristissimi e commoventi, in cui campeggiano i colori francesi e su cui scrivono  “”Je suis Paris””… come,  appena pochi mesi fa, scrivevano Je suis Charlie… , per essere vicini e solidali con  le vittime dei terroristi islamici che irruppero nella redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo, il 7 gennaio 2015, a Parigi, nel quale persero la vita dodici persone.

In gran parte sono manifestazioni di cordoglio sincero, di addolorato stupore e condanna. 

Ma il pericolo  è che ci si fermi alla consueta liturgia, è che dopo aver compiuto questi  riti sociali, consueti e ripetitivi di ogni tragedia nel villaggio globale, nulla, realmente, cambi.

Condanniamo davvero, con reale fermezza, l’accaduto?

Ne capiamo la gravità incommensurabile?

Fermamente provvederemo a gesti  concreti per sconfiggere i terroristi islamici, combattendoli  militarmente nei loro covi in Iraq, Siria e Libia, scardinando  i luoghi fisici e virtuali, moschee e siti jihadisti, dove si pratica il lavaggio di cervello che trasforma esseri umani in robot suicidi?

Questa volta, lo faremo? Infischiandocene di bieco  “”politically correct”” di becero buonismo, di imposizioni esterne?

Spero di si, temo proprio di no.

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Come sempre, riassumo brevemente il contenuto del  numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link diretti agli articoli relativi: questo per  permettere, anche a chi poco tempo una più agevole consultazione di Bice.

 

Integrazione…l’eterna utopia    di A.D.Z.

I terroristi responsabili della carneficina di Parigi sono figli di immigrati regolarmente sul territorio, nati e cresciuti  in Francia, o in Belgio. Sono,  burocraticamente, legalmente, formalmente,  dei cittadini  “”europei””… ma  essi, di fatto, con le loro azioni mostrano di essere musulmani assolutamente non integrati; si comportano come se non  appartenessero alla nazione europea in cui sono nati, sono e restano stranieri e nemici  che con le loro azioni si pongono fuori da ogni  civile consesso.

 

Tranquilli, non è l’invasione     di     Massimo Nardi

Sono solo prove tecniche per saggiare l’eventuale livello di reazione delle forze dell’ordine e della popolazione della nazione colpita dall’atto terroristico.

La Giustizia e’ piena di acciacchi e noi la usiamo male   di Alberto Venturi

Sicuramente il sistema giudiziario italiano non tutela a sufficienza gli indagati nella fase iniziale dell’inchiesta; finiscono sui giornali notizie, particolari di verbali, intercettazioni che costituiscono un danno oggettivo per una persona la cui colpevolezza è ancora da dimostrare.  Lo tutela invece perfino troppo quando si conclude il processo perché dopo il primo grado, se uno è colpevole, dovrebbe diventare esecutiva la condanna, con o senza l’appello in corso.

“Io volevo fare l’avvocato”      di  Roberto Armenia

Anche la professione forense  può divenire romanzo, sempre che a raccontarla sia uno scrittore. Un libro di parole vive, che sembrano farsi toccare, utile e necessario allo stesso tempo, che mette in luce un nuovo, promettente scrittore”  Il libro è dedicato (e rivolto) agli avvocati e a tutti coloro che vogliono conoscere i segreti (e tante curiosità-aneddoti) della giustizia e della professione forense . 

Cameron way                          di Eugenio Benetazzo

Durante il 2015, David Cameron riceve un secondo blessing dall’elettorato britannico alle elezioni generali, che lo riconfermano nuovamente primo ministro inglese il cui consenso è ormai forte tanto quanto quello avuto da Margaret
Thatcher grazie ai risultati raggiunti. E quali sono questi risultati e come si sono ottenuti ?

#thinkforparis                        di Alex Scardina

 C’è chi prega  e chi, dopo i tragici eventi,  preferisce dedicare a Parigi memoria e pensieri per onorare gli ideali occidentali che essa rappresenta.

Piazza Roma – Modena   

 “La Modena che sa guardare al suo futuro è questa, quella che vediamo in questa nuova piazza: una città che sa cambiare diventando più bella e migliore, più accogliente per i suoi abitanti, più attraente per i visitatori e i turisti, capace di cambiare abitudini superate dalla cultura e dai tempi”.

Auguro a tutti buona settimana e buona lettura del n. 491-158.

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