Insider Trading

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Il  mondo della Finanza indica in due parole un concetto che in italiano ne richiederebbe parecchie : “transazioni illegali effettuate da chi ha conoscenza di informazioni interne”.

Nella galassia dei termini inglesi che i giornalisti impiegano per dimostrare che sono istruiti sta comparendo frequentemente un termine che non si era ancora visto spesso: insider trading. Se di molti altre parole inglesi si potrebbe agevolmente fare a meno, questo è un termine tecnico del mondo della finanza ed indica in due parole un concetto che in italiano ne richiederebbe parecchie. Difatti sta ad indicare “transazioni illegali effettuate da chi ha conoscenza di informazioni interne”. Mi spiego subito per chi non ha dimestichezza col mondo bancario o societario.

 

Un esempio: io sono consigliere in una spa e vengo informato che essa sta per sottoscrivere un importante contratto per cui, quando verrà risaputo, le sue azioni aumenteranno di valore. Allora mi precipito in borsa ad acquistarne un bel pacchetto con l’intenzione di rivenderlo quando il valore sarà salito. Così facendo non sono un furbo, ma un gaglioffo. Questo è insider trading.

 

Infatti sono venuto a sapere questa informazione grazie alla mia posizione e ne approfitto per farmi dei soldi alterando il mercato a scapito degli altri azionisti che, non sapendo niente, possono essere indotti a vendere le loro azioni restando con un palmo di naso quando poi esse salgono. Questo comportamento in nazioni un po’ più serie della nostra è severamente sanzionato sia civilmente, con delle ammende, sia penalmente, con la detenzione.

 

In Italia lo sport dell’insider trading è stato praticato per lungo tempo da molti personaggi che l’hanno fatta franca. Contro il loro comportamento è stata istituita la Consob, che dovrebbe vigilare affinché questi fenomeni non accadano e, qualora accadessero, venissero repressi e sanzionati.

 

In questi giorni era in gestazione l’infame progetto renziano di trasformare le banche popolari da cooperative a spa, eliminando il voto capitario e rendendole attaccabili dal grande capitale. Degli effetti del decreto relativo ci siamo occupati su queste stesse righe e non ci ripetiamo. Puntualmente si è verificato che qualcuno si è precipitato ad acquistare sul mercato le azioni delle società trasformande facendole aumentare di valore e questo prima ancora che si sapesse che doveva arrivare il decreto. La Consob deve avere annusato che c’era odore di insider trading perché ha aperto un’indagine sul comportamento degli acquirenti dei titoli suddetti.

 

Sono saltati fuori numerosi intermediari, sia interni sia internazionali, da Londra e da Lussemburgo, che in gennaio hanno acquistato e rivenduto a tutto spiano titoli delle banche. Il guadagno illegale ipotizzato dalla Consob sarebbe attorno ai 10 milioni. Adesso il caso è in mano alla Procura di Roma. I furbetti avranno interpellato il mago per predire il futuro o avranno avuto qualche buona dritta? Quest’ultima teoria è tutta da dimostrare. Tuttavia, come successo in passato, in campo giudiziario non c’è niente nel nostro paese di più conosciuto di quello che dovrebbe restare segreto.

 

Dato che copiamo tanto dai paesi anglosassoni dovremmo anche copiare un paio di cose: uno, come perseguire l’insider trading e due, la serietà con la quale vengono colpiti coloro che se ne avvalgono.

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