Inizia la “Fase Due”

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Questa parziale riapertura, mette di fronte anche a una nuova realtà: quella di un sistema mercato rarefatto in cui non ci sia, almeno per i primi mesi, sufficiente domanda per poter tenere in piedi  attività varie, messe a dura prova dalla irrinunciabile serrata di questi mesi dolorosi. Anche se tendenzialmente siamo un popolo risparmiatore, abbiamo il dovere di “spendere”, secondo le nostre possibilità e, soprattutto, comprando italiano.

 

 


L’inizio della settimana corrisponde a una data fatidica, quella della “riapertura” di moltissime attività lavorative, con ulteriore allargamento delle maglie per quanto riguarda le restrizioni alla libertà individuale imposte dal Governo per fronteggiare l’emergenza della pandemia da Covid19.

Chi considerasse questa data come la possibilità di sciamare fuori, come bimbetti urlanti l’ultimo giorno della scuola materna… si sbaglia.

Non è esattamente così. Ancora, si dovranno fare i conti con i problemi non certi risolti, forse solo in parte attenuati e, altrettanto pericoloso, si dovrà tenere in considerazione la responsabilità dei singoli, con la prudenza, la saggezza, la misura … che faranno parte del modo di agire comune.

Questa riapertura mette di fronte anche a una nuova realtà: quella di un sistema mercato rarefatto in cui non ci sia, almeno per i primi mesi, sufficiente domanda di servizi ed eventi, per poter tenere in piedi negozi e attività varie, messe a dura prova dalla pur necessaria e irrinunciabile serrata di questi mesi dolorosi.

Speriamo tutti che la macchina economica, dal sistema produttivo, alla miriade di imprese grandi e piccole, ai negozi, alle attività artigianali, alle Partite Iva…  riprenda. Con tutte le cautele richieste da una situazione di gravità senza precedenti, dovremo noi, nelle settimane e nei mesi a venire rimettere in moto la nazione, acquistando beni, richiedendo servizi, partecipando a eventi…

E, forse,  almeno in questi frangenti, potremmo vicendevolmente darci un consiglio  un po’ fuori dell’ordinario, un consiglio che va controcorrente e che può sembrare assurdo in un periodo di nera crisi: almeno in ciò che ci è possibile, almeno coloro i quali non siano  stati massacrati economicamente  da questi mesi terribili… quelli che hanno comunque potuto contare  su entrate “sicure” anche se non elevatissime,  rinuncino alla pur benedetta e proverbiale parsimonia italiana e spendano qualcosa in più, almeno quello che hanno risparmiato in carburante, in questi mesi, per  dare una mano a chi riprende con immensi sacrifici e incertezze il lavoro.  Dobbiamo ritenere anche questo un dovere, così come sarà nostro dovere rispettare le disposizioni, indossando la mascherina e i guanti, evitando gli spostamenti non necessari, gli assembramenti, le imprudenze dannose per gli altri e per  noi stessi… Non è un’elemosina quella che chiedono gli artigiani, le imprese, i negozi grandi e piccoli, no di certo. Quello che chiedono è di poter riprendere a lavorare.

E, poiché per riprendere a spendere ci vuole il denaro, lo Stato faccia la sua parte, rimetta nelle tasche dei contribuenti qualche spicciolo in più, magari abbassando l’IVA su qualche bene, aiutando a far circolare l’economia … Sarà comunque denaro che rientra.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

 

Inizia la “Fase Due”

A.D.Z.
Il bazooka di conte: illusione, ha un fucile Carcano mod. 91

Massimo Nardi

Alle banche non si chiede “un atto d’amore”, ma si gli si dice cortesemente di fare quello che il governo ha deciso. Chi sgarra, ai piani alti, finisce sotto tutela. Poco democratico? Forse, ma si tratta di salvare una nazione.

 

Il ponte di Genova: imparare dalle cose giuste è meglio

Alberto Venturi

Dov’è finita l’Italia dei cantieri eterni, di percorsi ad ostacoli negli appalti che neanche Matusalemme riesce a vederne la fine?  Cosa ha reso possibile la costruzione del ponte di Genova, in un tempo inferiore a quello che i comuni marchigiani stanno sopportando per vedere almeno rimosse le macerie del terremoto?

5.5.2020 Primo Anniversario

La Reine

Un anno fa nasceva il  Centro Via Vittorio Veneto, con l’intenzione di diventare un luogo in cui fare Cultura, quella con la “C” maiuscola, quella che distingue la condizione umana da quella delle altre specie viventi.

In balia delle banche

Paolo Danieli

In un sistema fondato sulle banche anziché sul lavoro e sulla sovranità monetaria ed economica dello Stato, solo il prestito bancario può “salvarci”. E l’usuraio non vede l’ora di poterci “aiutare”, ma alle sue condizioni.

 

Le due fazioni europee

Eugenio Benetazzo

Le nazioni europee del Nord hanno un focus mentale incentrato sulla contrapposizione tra ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, le nazioni europee del Sud invece tra ciò che mi conviene fare rispetto a quello che non mi conviene.

Buona settimana e buona lettura del n. 700 – 390

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