Indignazione di facciata

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A Macerata una squallida sceneggiata nel giorno del 25 aprile. Non c’è da stupirsi più di tanto. Nell’ignobile quanto disonorevole pagliacciata coinvolti anche dei bambini, in puro stile ISIS.

 


Stupefatti, sconcertati, e diciamo pure disperati, dal risultato elettorale del 4 marzo, i pasdaran dell’antifascismo militante 24 ore su 24, si sono ritrovati senza argomenti. Infatti, i temuti rigurgiti di neofascismo non riescono a raggiungere, e nemmeno a sfiorare, la percentuale per avere alcuni rappresentanti in parlamento. Così, le forze di estrema sinistra, anarchici (e chi ne ha più ne metta di quell’area politica), non sapevano a che cosa attaccarsi per illuminare la ricorrenza del 25 aprile, definita Festa della Liberazione. Tuttavia, qualche mente illuminata, colpita da oltre un mese di sicura insonnia, alla fine è riuscita a pensare a qualcosa di sinistra, anche se sarebbe meglio dire, di sgradevole. Così, a Macerata gli aderenti alle associazioni Palestra popolare Macerata e dal Collettivo Antifa lanciano la brillante, quanto demenziale operazione: “”Spacca la testa al pupazzo raffigurante Mussolini appeso a testa in giù e vinci le caramelle””. Invito choc ai bambini armati di bastone, come riportano da alcuni, media locali, in piazza Battisti nel giorno delle celebrazioni per la Liberazione.

L’offesa, dopo la morte, al corpo dell’avversario vinto, è una cosa che insita in tutti i popoli, o meglio in quelle minoranze, dove nella loro testolina, non trovano spazio le parole libertà e democrazia. La storia ci rimanda spesso episodi, più o meno conosciuti, di persone che sono state macellate da vive e poi offese da morte, arrivando a smembrare le membra. Senza risalire alla notte dei tempi, ricordiamo la dama di compagnia della regina di Francia Maria Antonietta, Maria Luisa Teresa di Savoia-Carignano più conosciuta come principessa di Lamballe. Giuseppe Prina, il detestato Ministro delle finanze del Regno d’Italia (quello creato da Napoleone I), linciato a Milano dalla folla inferocita e l’assassinio della famiglia dell’ultimo Zar Nicola II, come lo stesso omicidio di Benito Mussolini e della sua amante Claretta Petacci. Più recentemente la brutta fine dell’ultimo presidente della repubblica democratica afgana Mohammad Najibullah, catturato presso gli uffici dell’Onu di Kabul, dove si era rifugiato, e torturato, mutilato e trascinato con una jeep prima di essere giustiziato con un colpo alla testa ed esposto al pubblico. Per finire il dittatore della Libia Mu’ammar Gheddafi. Quindi, non mi stupisco più di tanto, o m’indigno, per quanto successo in questa città che ultimamente ha fatto parlare molto di se, ma in maniera negativa. L’offesa al vinto, anche sotto forma di fantoccio, riporta però a qualche riflessione, personale, che ritengo sia giusta per un’informazione corretta. Più che di allerta, al nuovo neofascismo, che come scritto sopra appare al momento inesistente, bisognerebbe tenere monitorati certi ambienti di sinistra. Non solo, ma anche quelli che sono deputati a evitare certe sconcezze. Mi riferisco all’amministrazione comunale. Non si danno autorizzazioni così facilmente, quando poi a fattaccio avvenuto, ci s’indigna e non si perde l’occasione come, però, il sindaco della città ha fatto a muso duro (pro elettorale) a ricordare il ventennio, contro la nipote del Duce. Il motivo c’è, sotto, sotto. Non sarà mica per caso che qualcuno rimpiange la perduta occasione di fare scoppiare una guerra civile subito dopo la fine della II Guerra Mondiale? Il rivoluzionario che comandava l’ala dura del PCI, tale Pietro Secchia, fino al 1948 non faceva passare giorno senza rompere le b….  ai vertici del PCI, Togliatti compreso, per incitarli a scatenare la rivoluzione proletaria. Ci volle Stalin in persona a dirgli di smetterla, non certo spinto dalla democrazia, ma più lungi miratamente, visto com’era finito in Grecia, dove il movimento partigiano comunista e antimonarchico, era stato annientato grazie all’aiuto inglese. Inoltre, non aveva dimenticato le cifre del referendum del 1946, in cui i monarchici avevano avuto quasi 10.700.000 di voti. L’Italia era nell’orbita americana e, quindi, di aprire un altro fronte, non sarebbe convenuto. 

Il gesto, inoltre, a mio parere, non offende solo la famiglia Mussolini, ma anche quel complesso di formazioni definite partigiane, ma che io preferisco definire patrioti, che in un momento storico combatterono il nazi-fascismo, cercando di mantenere un sottile equilibro in una guerra fratricida, che molto spesso è sfociato in un tunnel dell’orrore. Parlo dei reparti democristiani, liberali, repubblicani e monarchici. Per le altre, quelle col fazzoletto rosso al collo, per capirci, basta leggere alcuni libri usciti negli ultimi anni che spesso sono di autori e ricercatori sconosciuti e altri di famose firme. Spero che però sia aperta anche un’indagine, affidata ai famosi assistenti sociali, per vedere sei i genitori dei bambini incoraggiati a colpire il fantoccio, non abbiano bisogno di qualche seduta da un buon psichiatra, per riportarli sulla retta via, in altre parole una corretta educazione alla tolleranza e alla civiltà del proprio bambino. Vado oltre: se questi genitori risultassero che sono anche persone addette all’istruzione e all’educazione civica? Un consiglio: ricicliamoli assolutamente in altri luoghi di lavoro. Di bambini indottrinati che impugnano un AK47, una pistola o un coltello, ne abbiamo già abbastanza nel web.

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