“”Incontro sul Ddl Zan senza contraddittorio in liceo a Sassuolo””

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Scuola Modena. Lisei (Fdi): “”Incontro sul Ddl Zan senza contraddittorio in liceo a Sassuolo””

Nell’interrogazione si afferma che si è trattato di una iniziativa di un docente e che le famiglie non sono state avvisate. “”E’ in contrasto con la Buona Scuola che non prevede la promozione di pensieri o azioni ispirati a ideologie””
 

La Regione spieghi se ha saputo di un incontro a scuola sul Ddl Zan e “se non si ritenga sbagliato l’indottrinamento a scuola su un tema d’attualità come il Ddl Zan, aggravato dall’assenza di una controparte”. La domanda viene posta alla Giunta in un’interrogazione del consigliere Marco Lisei (Fratelli d’Italia) firmata anche da Michele Barcaiuolo.

Il mese scorso, durante l’ora di educazione civica, si legge nell’atto ispettivo, si è tenuto in un classe del liceo Formiggini di Sassuolo (Modena) un incontro senza contraddittorio sul Ddl Zan. Iniziativa “organizzata da un singolo docente per la propria classe”.

Il capogruppo di Fdi ricorda che un comma della legge sulla Buona scuola indica che si possono affrontare temi quali la pari opportunità, la prevenzione della violenza di genere e le discriminazioni. Una nota del Miur del 2015 specifica, però, che “la finalità del suddetto articolo non è, dunque, quella di promuovere pensieri o azioni ispirati a ideologie di qualsivoglia natura, bensì quella di trasmettere la conoscenza e la consapevolezza riguardo a diritti e doveri della persona costituzionalmente garantiti, anche per raggiungere e maturare le competenze chiave di Cittadinanza, nazionale, europea e internazionale, entro le quali rientrano la promozione dell’autodeterminazione consapevole e del rispetto della persona, così come stabilito pure dalla Strategia di Lisbona 2000”. Inoltre, il Miur scrive che “tra i diritti e i doveri e tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in alcun modo né “ideologie gender” né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo”.

Un contraddittorio – prosegue Lisei – avrebbe permesso il dialogo e di avere un ventaglio di opinioni, ma qui non sono state avvisate nemmeno le famiglie. In Gran Bretagna, a fine settembre 2020, scrive il consigliere, “il Dipartimento inglese per l’Educazione ha bandito dalle scuole statali ogni tipo di insegnamento sull’identità di genere. La ragione nasce dal fatto che è stato rilevato che l’educazione di genere nelle scuole è pericolosa per i minori”.

(Gianfranco Salvatori)

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