Incoerenza elettrica

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Risparmiare energia elettrica è la prima necessità  e tutti ci dobbiamo adoperare  in questo senso. Ogni cittadino ha ben chiaro che il suo dovere è di  seguire questi consigli, risparmiando  anche nelle più piccole cose, per il bene della collettività. Meno chiaro è, invece, il contemporaneo invito (l’obbligo, fra una manciata di anni) ad usare esclusivamente auto elettriche.

Fra le innumerevoli “giornate” dedicate ai più svariati temi, dal 16 febbraio 2005 c’è la Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili che dal 2022 è stata riconosciuta dalla Repubblica Italiana e si celebra quindi anche in Italia.  Sono molti, nonché molto utili, i suggerimenti e i consigli che  vengono dati in quell’occasione in particolare ma in generale  anche in ogni altro giorno dell’anno, allo scopo di risparmiare energia, soprattutto l’energia elettrica. La riduzione dei consumi   limita l’impatto ambientale ed economico, l’invito a consumare razionalmente e , soprattutto, a risparmiare energia elettrica è rivolto alle amministrazioni  centrali e locali e, capillarmente, alla popolazione.

L’installazione di pannelli fotovoltaici, l’uso di lampadine a LED, l’accensione di un lampione stradale su due, lo spegnimento  notturno, o quando non in uso,  di tutti gli apparecchi elettrici, televisori, computer, macchine del caffè e quant’altro, anche la famosa lucina rossa dello stand-by; l’adozione di  interruttori con multi-presa che, quando si  spegne  l’interruttore, si scollegano  contemporaneamente tutti gli  elettrodomestici allacciati e così via.

Alcuni consigli appaiono  magari superflui, riguardano soluzioni adottate già da sempre,  da qualsiasi  famiglia:  non dimenticare le luci accese inutilmente,  non inserire cibi caldi in frigo, usare lavatrice e lavastoviglie solo a pieno  carico e non semivuote…

Ma tutto va bene, tutto è ben accetto, qualsiasi consiglio anche al limite dell’ovvio… Risparmiare energia elettrica è la prima necessità  e tutti ci dobbiamo adoperare  in questo senso. Perché produrre energia elettrica è costosissimo, noi come nazione siamo a distanza siderale dall’essere autosufficienti e dobbiamo rifornirci all’estero poiché le nostre energie rinnovabili coprono un’esigua parte dell’enorme fabbisogno, in particolare delle nostre industrie, altamente  energivore.


Fin qui… qualsiasi cittadino ha ben chiaro che il suo dovere è di  seguire questi consigli, risparmiando  anche nelle più piccole  cose l’energia elettrica, per il bene della collettività.
Meno chiaro è, invece, il contemporaneo invito (l’obbligo, fra una manciata di anni) ad usare esclusivamente auto elettriche.

In Italia  l’energia elettrica è ricavata dai biocombustibili tradizionali, da quelli derivanti dalla lavorazione di biomasse,  dal carbone, dal petrolio e dal gas naturale. Non basta assolutamente al fabbisogno, quindi si ricorre all’idroelettrico, al fotovoltaico, al termico e all’eolico e, soprattutto, all’acquisto da chi la produce col nucleare. Siamo acquirenti di energia dalla Svizzera, dalla Francia, dalla Slovenia e dall’Austria. Acquistiamo materie prime energetiche dall’estero anche per produrre energia in Italia.

Di qui a breve, però, a peggiorare il quadro già preoccupante, il fabbisogno crescerà in modo esponenziale, con l’adozione delle auto alimentate a energia elettrica.

Noi, persone qualsiasi, cercheremo di risolvere tanti problemi, per primi  quelli relativi ai costi delle auto, anche di piccola  cilindrata, nettamente superiori a quelli attuali, non alla portata quindi di tutte le tasche… gli esperti ci risponderanno, invece,  su benaltri problemi: quelli riguardanti l’installazione diffusa di colonnine per il rifornimento; quelli legati alla produzione delle batterie e allo smaltimento delle stesse…

E, soprattutto, gli esperti dovranno dirci  dove mai andremo a procurarci tutta questa energia ulteriore se, già ora, quando le automobili elettriche rappresentano un’esigua percentuale dei veicoli in circolazione, siamo in grande difficoltà.

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Una risposta

  1. La follia delle auto elettriche
    Che si debba fare qualcosa per scongiurare l’estinzione del pianeta Terra è scontato.
    E’ altrettanto scontato che il surriscaldamento globale sia cagionato dall’immissione selvaggia in atmosfera di CO2.
    E’pacifico che continuando in questo modo si è molto vicini al non ritorno con la speranza che non siamo già oltre.
    Si sa che l’obiettivo ” immissioni zero ” è l’unica strada per frenare il surriscaldamento ed evitare che il nostro pianeta non sia più vivibile.
    Ma occorre dire però che lo stop alla costruzione e vendita di motori termici a benzina, diesel e ibridi dal 2035 decisa dall’assemblea plenaria del Parlamento Europeo il 14 febbraio 2023 è veramente folle.
    Se dal 2035 si dovessero poter acquistare solo auto elettriche e non con motori termici ci sarebbero una serie di problemi da affrontare e risolvere.
    Innanzitutto vi sarebbe un impatto economico devastante perché bisognerebbe operare in tempi abbastanza brevi la riconversione e reindustrializzazione di tutte le aziende automobilistiche italiane ed europee che producono auto tradizionali , che sono quelle con motori termici.
    V’è da dire che l’intero pianeta non ha ancora smaltito la crisi economica del 2008 che a distanza di tre lustri continua ancora a mordere, ha dovuto affrontare la crisi sanitaria derivante dalla pandemia da coronavirus che continua a mietere vittime.
    C’è inoltre la crisi energetica ed una inflazione ormai a doppia cifra mentre all’orizzonte c’è lo spauracchio del terzo conflitto mondiale innescato dalla folle guerra tra russi ed ucraini.
    L’iter legislativo però ancora non è concluso perché il testo ora deve essere approvato in via formale anche dal Consiglio Ue per entrare in vigore.
    Se dovesse essere approvata la proposta di regolamento dal consiglio UE e diventare cogente per i Paesi aderenti alla UE si porrebbe un altro forse irrisolvibile problema.
    La conversione all’elettrico dei motori termici tradizionali non è solo un problema di risorse economiche.Come è a tutti noto l’energia elettrica prodotta in Italia ( con l’idroelettrico, il fotovoltaico, il termico e l’eolico ) non è sufficiente per soddisfare il fabbisogno interno e siamo per questo costretti a comprarla da chi la produce col nucleare ( Svizzera, Francia, Austria ed altre ) .
    Si pone anche il problema dell’alto costo delle auto elettriche non alla portata di tutte le tasche.
    Poi vi sono altri problemi connessi all’installazione capillare delle colonnine per il rifornimento che dovranno soppiantare i vecchi distributori benzina, diesel e gasolio .
    Non ultimo vi è da risolvere il problema della produzione e smaltimento delle batterie.
    E’ facile immaginare che a regime il fabbisogno elettrico crescerà in modo esponenziale quando tutte le auto saranno a trazione elettrica.
    Non è dato sapere però dove potremmo trovare tutta l’energia elettrica occorrente per la circolazione delle auto non più a motore termico.

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