INCENERITORE DI MODENA = MORTE PRECOCE

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Non sono serviti i documenti tecnici riportanti le analisi chimiche dell’aria nelle vicinanze dell’inceneritore di Modena durante gli ultimi 10 anni, ossia dal raddoppio della sua capacità produttiva, di proprietà di HERA SPA, del Comune di Modena e di altri soggetti riconducibili alla sinistra modenese.

I sostenitori ed elettori della sinistra modenese, al governo dall’epoca della sua costruzion a 2 chilometri dalla Ghirlandina, sono disposti a respirare ed a far respirare l’aria inquinata dall’inceneritore a tutta la popolazione di Modena, e di quella residente nelle immediate vicinanze, in un territorio di circa 15 chilometri quadrati.

un inceneritore che proprio nel 2009 fallì, nel silenzio generale, il suo obiettivo più importante, ovvero quello di convertire l’energia prodotta, in teleriscaldamento, che avrebbe sostituito l’installazione di 10.000 caldaie a gas in quartieri nuovi o rigenerati e che oggi è obbligato a funzionare a pieno regime, fagocitando rifiuti urbani e speciali da altre province e da altre regioni, facendo saltare a Modena gli obiettivi virtuosi dello stesso piano rifiuti regionale che, ad oggi, avrebbe dovuto registrare una diminuzione netta e costante nella produzione di rifiuti indifferenziati (cosa che non è avvenuta, almeno nei territori dove il servizio di raccolta e smaltimento è gestito da Hera , a differenza di altri dove, con la tariffa puntuale, il porta a porta, recupero e riciclo, si è arrivati anche all’85%  di materiale recuperato), e del riciclo, sacrificato al concetto di recupero che a Modena vale anche per la plastica bruciata ed utilizzata per produrre più calore.

Ma l’obiettivo è quello del PLASTIC FREE, ha affermato oggi il presidente della Regione Bonaccini.

FREE, libera di essere bruciata e di volare libera nell’aria che puntualmente e Modena, con tanto di indennizzo, nonostante i superfiltri, respiriamo a PERCENTUALI VOLUTAMENTE DOPPIE rispetto a qualsiasi altra area della regione.

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