In ricordo di Pantani

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Quest’anno il Giro d’Italia presenta un sostanzioso aumento delle tappe montane, con salite che premieranno i più forti scalatori e sconvolgeranno le classifiche a passisti e velocisti. Era proprio quello che chiedeva dieci anni fa l’indimenticabile Marco Pantani, e non fu mai accontentato per il timore, si disse, di cannibalizzare il Giro. Sarebbe un sogno rivederlo andar via dal gruppo divorando i tornanti come un serpentario per poi volare giù nelle discese, temerario come solo lui sapeva. Non mi conforta sapere che verrà riaperta un’indagine sulla causa della sua morte perchè sono le troppe ingiustizie patite ad averlo distrutto, né potrà mai consolarmi vedere a mesi un film sulla vita del pirata. Cara Bice, come si fa a distruggere un campione con una analisi del sangue? Anni fa sono stato donatore di sangue e il mio valore di ematocrito, rilevato in data 23 febbraio 1999, superava di poco il 50. I valori di riferimento sul referto vanno da 42 a 52, in quanto il valore dell’ematocrito è assolutamente ballerino: basta una giornata di sole, una sudata senza bere, per farla schizzare verso l’alto (vedi l’articolo su Panorama del 24/06/’99 -L’ematocrito che mistero-).Nessun magistrato venne a prelevarmi sul lavoro per evitarmi rischi di trombosi o ictus e a tutt’oggi godo di ottima salute. Ma il 5 giugno del 1999 il procuratore Raffaele Guariniello fermò il volo di Marco Pantani per una simile castroneria, di fatto smentita poi a Tione il 2 ottobre 2003 dal giudice monocratico Giuseppe Serao che ritenne inapplicabile la legge 401/89. A Madonna di Campiglio , Pantani in maglia rosa si avviava a vincere ancora e ancora,  e ancora avrebbe regalato al mondo epiche imprese, forse anche il bis Giro-Tour : quella pugnalata alle spalle lo ferì a morte, il resto l’ha fatto, forse, la droga, quell’angolo buio in cui si era rifugiato. Ricordo che a commemorare il primo anniversario della morte del campione c’erano tanti amici, tanti giovani: ma che tristezza vedere le spoglie di colui che volava sulle cime dei monti, quel timido ragazzo generoso che tanto ha dato al ciclismo, agli italiani, alla sua famiglia e anche al comune di Cesenatico finire tumulato nel freddo  loculo n° 262 !! Non un momumento funebre, una cappella di famiglia, una grande aiuola fiorita ove inginocchiarsi per cercare un contatto, per versare una lacrima..Romagna mia, quanta ingratitudine !

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