“” In Paradiso è sempre autunno “”

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La bellezza dell'autunno è innegabile, anche per chi non è poeta, come John Donne, autore della frase che ho scelto come titolo. Ma, scendendo dalle vette della Poesia alla normalità delle nostre vite qualsiasi, l'autunno è anche un periodo pieno di guai. Dalle tragedie legate allo sconvolgimento climatico, all'invasione di certi insetti insopportabili, dalle proteste studentesche alle rivendicazioni sindacali... e, ogni anno, ricorre l'espressione ""Autunno Caldo"".

 

 


I colori, i profumi, i sapori, sono le infinite meraviglie che ci fanno sopportare l’arrivo della stagione autunnale con l’addio all’estate e l’arrivo dell’inverno. Credo che la bellezza dell’autunno sia innegabile, anche per chi non è poeta, come John Donne, il  quale, nella frase che ho scelto come titolo,  fa dell’autunno la stagione adatta alla perfezione che immaginiamo e speriamo per questo Luogo.

Scendendo dalle vette della Poesia a più miti pretese, nella normalità delle nostre nostre vite qualsiasi,  l’autunno è anche un periodo pieno di guai. Dalle tragedie legate allo sconvolgimento climatico, all’invasione di certi insetti insopportabili, come le cimici, dall’acuirsi di alcuni malanni al rincaro dei prezzi, dalle proteste studentesche alle  rivendicazioni sindacali. Ogni anno, più o meno motivata, ricorre l’espressione “”Autunno Caldo””.

Essa,  ormai entrata nel linguaggio comune, deriva  dall’ondata di proteste e lotte sindacali operaie che, nel settembre del 1969, videro alleati operai e studenti, gli uni per le rivendicazioni sui contratti, sull’adeguamento dei salari, sulle condizioni di lavoro all’interno delle fabbriche; gli altri per il diritto allo studio. Proteste e rivendicazioni che, per quanto giuste, non furono sempre esenti da violenza. Molto politicizzate, queste manifestazioni creeranno anche il terreno favorevole alla nascita di gruppi  che in alcuni casi sfoceranno nel terrorismo e nella lotta armata.

Ma questa è un’altra storia. Almeno lo speriamo. Perchè, quanto a “”caldo””  non si scherza nemmeno in questo autunno,  almeno a giudicare da quanto si è visto lo scorso 12 ottobre in varie città italiane, teatro di manifestazioni di protesta, Torino in particolare, dove due studentesse, per sottolineare il loro anelito allo studio, al rinnovamento, ad una società migliore, più giusta e civile, hanno dato fuoco a due manichini con i volti di Salvini e di Di Maio. Torino,  città incantevole sempre, che fa sentire “”a casa”” fin dalla prima volta che accoglie il visitatore, ha visto, accanto ai colori caldi degli alberi al  Valentino, all’azzurro  del cielo sopra la Mole Antonelliana, anche il fuoco e il fumo dei due fantocci brcuciati.  Queste sono scene già viste, scene di ordinaria barbarie dalla quale nessuna fazione è esente. Veder bruciare  un mucchietto di stracci dalla sommaria forma umana, sormontati da due volti fotograficamente riprodotti, di due Ministri della Repubblica  mi fa paura  così come nel recente passato mi ha fatto  paura  e orrore che abbiano dato fuoco a un manichino con le sembianze, rozzamente riprodotte, di un Presidente non amato, di una donna politica  decisamente sgradita, di un Papa  poco incline al relativismo… La lista è lunghissima, e di queste belle imprese si sono macchiati in modo trasversale alle ideologie e ai partiti. Comune denominatore, per chi è incapace di dialogo, è la violenza: fisica, verbale, nelle immagini…

Questo è intollerabile, questo lascia presagire il peggio, in quanto sintomo di mancanza di capacità dialettica, di disponibilità al confronto delle idee, segno di intolleranza, da chiunque sia praticato. Chi arriva a questo, ha un unico partito, quello dell’inciviltà e del conformismo.
Già, il conformismo di chi si ritiene anticonformista e, invece, si conforma ottusamente al “”pensiero unico”” al di fuori del quale non sa riconoscere nulla.

Se poi questi grigi conformisti della violenza e dell’intolleranza, in particolare  penso alle due  donzelle incendiare di Torino, costituiranno  la classe dirigente del  futuro, c’è ancora meno da stare allegri.

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In Paradiso è sempre autunno

di A.D.Z.

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Franca Lovino: nel suo nuovo libro “Una fotografa alla ricerca dei pani d’Italia” riscopre le nostre radici in un viaggio nelle regioni del Bel Paese.

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Auguro a tutti buona settimana e buona lettura del n. 625-309.

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