In che mani siamo

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Anche Draghi, all’inizio della sua (e nostra…) avventura alla guida del Governo, praticamente era ad un passo dall’essere canonizzato… ora non solo si è rivelato un comune mortale, commettendo errori di valutazione, scelte a dir poco discutibili, ma, dei comuni mortali sembra anche possedere scarsa tolleranza alle critiche, una certa propensione alle ripicche, unite ad ambizioni decisamente elevate… Lo credevamo il salvatore della Patria che, rinunciando alla dorata tranquillità di una vita di superpensionato privilegiato, per amore della sua nazione accettava un incarico da far tremare le vene e i polsi… ossia governare gli ingovernabili per antonomasia, noi italiani. Nessuna aspirazione professionale, nessun sogno elevato coltivato in segreto… no, no, solo il desiderio di mettere la propria competenza, innegabile e provata in altre sedi, al servizio dell’Italia.

Invece, la mancata elezione al soglio quirinalizio, Super Mario se l’è per così dire legata al dito e ha mutato anche atteggiamento nelle conferenze-stampa, negli appuntamenti in Parlamento (piuttosto rari, questo si deve dire…). Da algido gentleman facilmente paragonabile ad un compassato tecnocrate britannico è passato alla più comune e a noi nota figura del personaggio intelligente, competente, ambizioso e dotato di lingua affilata.
Indimenticabile il piglio ironico con il quale, all’indomani della rielezione di Mattarella, rassicurò gli astanti sul suo futuro lavorativo, affermando che era ben in grado di cercarselo lui, da solo, un altro posticino di lavoro…

E, dato che abbiamo nominato l’intoccabile per eccellenza, il Presidente della Repubblica, non mi è parsa un granché bella la pronta accettazione del secondo mandato dopo  essere stato più e più volte immortalato in fase di trasloco, con tanto di scatoloni, alla stregua di un qualsiasi impiegatuccio ministeriale.

Ripeto, in che mani siamo.

 Coacervo di contraddizioni, amalgama indigesto di promesse mancate, di inversioni a “U” politiche e ideologiche… Ordinaria amministrazione è il ripudio di veri dogmi, per partiti e movimenti.

Non parliamo della “voltagabbanite acuta” che si è impossessata di partiti, partitelli e movimenti, in occasione della guerra fra Ucraina e Russia.
Viene voglia di comprarsi un apparecchio acustico, perché certe dichiarazioni sulla Russia, su Putin, sul sistema sovietico… sono talmente incredibili, da certi pulpiti, che sembra di aver capito fischi per fiaschi.

 E poi, siamo sicuri che i santoni dell’energia pulita, delle fonti energetiche rinnovabili, fautori del no a tutto ciò che fino ad ora ha mandato avanti il mondo, siano veramente preparati? Siamo sicuri che le loro scelte non si rivelino patetiche autoreti… che poi portino al ritorno addirittura verso il carbone? Cosa peraltro già accaduta con la ventilata riapertura delle miniere del Sulcis, ad esempio.

L’idea delle fonti rinnovabili sfruttate in modo da renderci autosufficienti dal punto di vista energetico è veramente risolutiva o è una pia illusione? E, in ogni caso, nell’immediato, dall’oggi al domani, così come si chiuderà il fatidico rubinetto russo del gas, possiamo contare su un altrettanto subitaneo approvvigionamento?

E poi, poi, poi… sono così affidabili e sicuri, i siti alternativi per l’approvvigionamento del gas, cioè nazioni come Algeria, Congo…

Domande irrisolte, mentre assistiamo impotenti alla chiusura di storiche attività, al fallimento di artigianato artistico che era il nostro fiore all’occhiello, alla cessazione di fabbriche che hanno contraddistinto il Made in Italy…

Una fortuna, almeno questa, ce l’abbiamo: non eleggiamo direttamente il Presidente della Repubblica. La nostra facilità all’innamoramento di questo o di quello, ci farebbe eleggere, sull’onda di qualche inopportuno colpo di fulmine, un personaggio osannato e idolatrato che potrebbe deluderci amaramente dopo pochi mesi…

Meglio non avere anche questa responsabilità. Ne abbiamo già tante sulle spalle. Non ultima, quella della rassegnazione che, nel cittadino elettore, io considero una colpa.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più agevolmente il giornale, andando direttamente all’articolo interessato.

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In che mani siamo

A.D.Z.

Consiglio comunale, alzati e cammina!        

Alberto Venturi

L’evoluzione del governo degli enti locali, con al suo apice l’elezione diretta del sindaco, ha fatto una vittima: il consiglio comunale, che non è più l’istituzione centrale di una comunità, ma una fastidiosa appendice alla volontà della maggioranza, una forca caudina da sopportare ed ascoltare soltanto quando strettamente indispensabile.

I trent’anni dello “Studio legale Moscattini”

La Reine

L’avvocato Gian Carla Moscattini, è in procinto di festeggiare i 30° dello studio legale da lei aperto, e di cui ancora oggi è la sola e unica titolare, come del resto per questi tre decenni.

Della dignità dello Stato si fa lotteria

Ugo Volpi

Il sottosegretario Federico Freni, in quota Lega, ci garantisce che la lotteria degli scontrini immediata è “una norma già scritta, concordata, su cui non c’è alcun problema politico, che verrà inserita nel primo contenitore legislativo utile che può essere il decreto legislativo semplificazione: si tratta di una misura essenziale”.

Patriottismo economico 

Bulldog

Marine Le Pen ha ragione, dobbiamo tornare ad un’economia patriottica e non soltanto pro-Cina; anche Emmanuel Macron nel suo discorso di insediamento ha ripreso alcuni dei concetti della sua antagonista, annunciando di puntare ad una nazione più indipendente e più forte nella difesa dei valori repubblicani e dell’interesse nazionale. E questo vale anche per noi.

Buona settimana, buona lettura del n. 799 – 492.

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