Immigrazione

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 Anche i sindaci dell’Europa Unita guardano la televisione. quindi, vedono il degrado a cui porta questa immigrazione selvaggia. I loro capi di governo fanno peggio. Le risorse della nazione sono per i loro cittadini. Quindi, italiani, fate voi i buoni che noi ce ne fottiamo.

Quando uno stato sovrano blinda la propria frontiera per impedire l’ingresso a persone che ritiene, a torto o a ragione, indesiderate, ne ha tutti i diritti. I loro governanti, molto ben più lungimiranti dei nostri, sanno quando devono porre uno stop all’ingresso di gente che, come spesso accade, va a rinforzare le schiere di quelle persone sono sfruttate da datori di lavoro senza scrupoli e dalla malavita locale che li usa per bassa manovalanza. Perciò, l’invasione, perché di questo si tratta, dell’Europa, va fermata ora fino a che ne abbiamo ancora i mezzi. Fra qualche hanno sarà troppo tardi e diventeremo noi gli schiavi. Nel frattempo, nelle più importanti cancellerie europee si studia come, in maniera legale, far rimanere questo problema  sulle nostre spalle. Ci si appella alla convenzione di Dublino quando, incautamente, l’Italia firmò un accordo senza avere la minima idea di cosa sarebbe successo nel prossimo futuro. Questo,  dà  l’idea di chi ci governa. Certo, anche altri politici di  importanti stati non sono stati immuni da prendere cantonate. Basta vedere il congresso di Monaco del 1938 quando, tornando in patria, il premier inglese Neville Chamberlain e il suo omologo francese, Edouard Daladier, dicevano di avere trovato un accordo con quel pazzo di Adolf Hitler.  Erano convinti di avere assicurato un lungo periodo di pace al vecchio continente. Furono clamorosamente smentiti appena un anno dopo. Altro esempio: la conferenza di Jalta, un cui gli alleati Usa e Inghilterra, di fatto, consegnarono mezza Europa a Stalin, obbligando gli abitanti di quelle nazioni ad avere il “paradiso comunista” (di cui volentieri ne avrebbe fatto a meno), fino alla caduta del muro di Berlino. Ricordiamo, per correttezza, che per anni il Pci italiano ha elogiato quelle nazioni come veri e propri paradisi in terra, dimenticando di dire ai loro trinariciuti, termine coniato dal grande Giovannino Guareschi papa di Don Camillo e Peppone, che il muro era stato costruito non per impedire l’accesso all’eden comunista, ma per arrestare un’immigrazione biblica di persone che voleva venirne via. Un po’, come  ciò che sta avvenendo adesso. Troppo forte? Fantasia? No. E qui, se il direttore me lo consente, faccio pubblicità al mio romanzo di fanta- politica “Colpo di stato: 8 giorni a Natale 2016”, scritto nel 2011, in cui anticipo eventi che si sono poi purtroppo verificati. Torniamo al nocciolo della questione. L’incapacità dei nostri governanti di capire quello che è utile agli interessi del proprio popolo e quello che invece lo danneggia e lo rende sempre più povero. Altri due esempi. Possibile che nessuno dei nostri politici abbia sollevato l’obbiezione quando siamo andati ad aggredire uno stato sovrano (se pure governato da un dittatore) che Gheddafi, in base ad accordi scritti e “non scritti” con il nostro governo, stava regolando l’invasione? Ora, perché abbiamo questi slanci di buonismo e andiamo a liberare il popolo libico che in tutti questi anni però non è mai scappato in maniera massiccia dal feroce dittatore? Se siamo così buoni, andiamo anche in Eritrea e cacciamo il bieco dittatore. Così, perlomeno, gli eritrei rimarranno a casa loro. E, invece, non ci andiamo. Perché ne l’America ne l’Inghilterra e neppure la Francia hanno interessi in quella povera nazione. Ho ragione, o torto? Lo stesso si può dire per le sanzioni contro Mosca. Sinceramente, vedo nella Santa Madre Russia una risorsa, una fonte di reddito per le aziende italiane e di conseguenza,  per  tutti noi. Anche qui, ho torto o ragione? Queste sanzioni ci fanno solo del male. Eppure, come un gregge di pecore, i nostri governanti, come nel caso della Libia, si sono subito messi in cammino con accanto un cane a due teste (Angela Merkel e Barack Obama) che abbaia e ringhia, ma li tiene uniti. Scusate, ho creato un mostro. 

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