Immigrazione: solo slogan dalla destra amica di Gheddafi

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Il segretario provinciale del Pd Davide Baruffi replica agli slogan della destra sull’immigrazione. Ecco la sua dichiarazione.

 

«Ecco, abbiamo l’ennesima conferma che la destra si trova più a suo agio con gli slogan che con i numeri, più con il virtuale che con il reale. Sul tema immigrazione, a fronte di fatti oggettivi, certificati da istituti di ricerca, Lega e PdL si arrampicano sugli specchi e replicano con slogan vuoti o numeri ipotetici. Avevamo proposto una base seria di confronto, neutra, oggettiva. Lega e Pdl spostano subito il tiro sui numeri incerti degli “irregolari”. D’accordo, vogliamo ragionare seriamente di clandestini? Allora basiamoci su stime attendibili e recenti. Quelle dell’Università cattolica, ad esempio (giugno 2010), elaborate per conto del ministero degli Interni – i lavori sono stati tenuti a battesimo dallo stesso Maroni che ne ha elogiato la qualità – ci dicono che nonostante la diminuzione degli sbarchi (solo il 10 per cento degli arrivi sono via mare) i clandestini sono aumentati di 126 mila unità anche nel 2009 portando il numero complessivo a circa 550 mila. A dimostrazione del fatto che nessuna efficacia hanno avuto sia la Bossi-Fini che l’introduzione del reato di clandestinità.

Di fronte al fallimento delle politiche sull’immigrazione la destra, invece di prenderne atto e cambiare rotta, persevera diabolicamente nell’errore e tenta di scaricare sugli enti locali colpe e responsabilità che sono tutte del governo nazionale. A farci una pessima figura è soprattutto la Lega che si è sempre distinta nella caccia all’immigrato – regolare o irregolare che sia – e adesso è persino costretta a inghiottire il rospo Gheddafi.

Una volta era il Carroccio a tenere alta la bandiera della crociata antislamica e Calderoli andava in televisione a irridere Maometto. Adesso il governo – nel quale la Lega fa la parte del Leone – accoglie in pompa Magna un dittatore libico che viene in Italia a far propaganda islamista a spese dei contribuenti italiani, compresi quelli del nord.

A Modena l’amministrazione buonista – come la definiscono Aimi, Leoni e Manfredini – taglia la luce ai nomadi perché non pagano le bollette. A Roma, invece, i cattivoni della Lega e del Pdl stendono tappeti rossi al passaggio di Gheddafi che fa affari con il presidente del Consiglio. Forse lo apprezzano per il trattamento che riserva ai migranti?».

 

CS

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