Immigrazione o Invasione?

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Il  doppio gioco della sinistra. perdere i voti degli italiani e concedere il voto agli immigranti? Fantasia o sotto sotto c’e’ qualcosa di vero? 

Lo avevo anticipato nel titolo dell’articolo della settimana scorsa. Per gli italiani ci saranno sempre meno risorse se si continuerà nella catastrofica politica di un’accoglienza senza fine. In pratica, l’ha ben ripetuto il premier Matteo Renzi alcuni giorni dopo, parlando in pubblico e dicendo pressappoco così – Salviamo vite anche se ci fa perdere voti -. Belle parole, ma che, di fatto, non risolvono il problema. Anzi, rischiano di spaccare in due la nazione. Sì, perché adesso la sinistra buonista, grazie alle parole del loro capo, lascia mano libera ai talebani e ai pasdaran dei centri sociali. La riprova c’è qualche sera fa durante la trasmissione “Dalla vostra parte”. L’inviata e i suoi ospiti, comuni cittadini che democraticamente protestavano contro l’arrivo d’immigranti, si sono visti contestare, per fortuna solo a parole, da questi giovani che con urla e cartelli cercavano di impedire il collegamento. Inoltre, dobbiamo anche assistere alle manifestazioni, per ora pacifiche, di immigranti che bloccano le strade e protestano perché non hanno ancora mangiato la pizza. Credo che anche al più ingenuo lettore che legge queste notizie, non nasca un sospetto. Quando in casa nostra ci saranno un paio di milioni di questi baldi energumeni chi impedirà loro di uscire dalle tende e di occupare le nostre case? Fanta politica? Non credo. I presupposti ci sono tutti. A due passi da noi si è creato uno stato islamico che promette il paradiso e non so quante vergini, con slogan abbastanza semplici. – Vai ucciditi l’infedele, prendi la sua donna, la sua casa e distruggi tutti i luoghi di culto  che non sono legati ad Allah -. Andiamo avanti. Per gli smemorati, erano profughi anche i palestinesi fuggiti dal territorio occupati da Israele che si rifugiarono in Giordania, accolti pacificamente da re Hussein che poi fu costretto a prenderli a cannonate perché volevano comandare in casa sua. In Libano la storia è più recente. Cacciati dalla Giordania, i palestinesi fecero scoppiare una guerra civile in quella nazione che un tempo era definita la Svizzera del Medio Oriente e dove convivevano decine di religioni. Forse, è meglio affrontare ora, con determinazione e consapevolezza, un problema in cui l’Europa si gioca la sopravvivenza futura di fronte ad un esodo che per un 10% è pacifica, ma per il restante 90% ho i miei dubbi. Bisogna quindi studiare seriamente una scelta militare, fin tanto che ne abbiamo la supremazia. Un’operazione pianificata a tavolino dove ogni nazione dell’UE dia il proprio contributo. Diciamolo serenamente. Ma vi sembra che la Libia del dopo Gheddafi sia uno stato sovrano? E’ pressappoco, se non peggio, della Libia del 1911. Si, quella di ‘ Tripoli bel suol d’amore’. Fanno ridere i politici in televisione, specialmente i buonisti della sinistra, che si oppongono a questa soluzione sbandierando trattati e che rifuggono la guerra come risoluzione al problema  dimenticando con quanta facilità destabilizzarono un governo, che non sarà stato il massimo della democrazia, ma perlomeno era uno stato vero. 

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