Immigrazione fuori controllo

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Gli sbarchi continuano anche in periodo di pandemia anche se, a causa di essa, alcune notizie hanno meno risalto.

 


Causa la pandemia, alcune notizie hanno meno risalto. Prendiamo come esempio gli sbarchi senza controllo di migranti provenienti dalla sponda africana e da altre vie. Sembra che il problema non sia risolvibile. In effetti, grazie a una clausola di un vecchio trattato fra le nazioni dell’UE, il paese in cui sbarcano i richiedenti asilo (termine non esatto in quanto più del 90% di questi ultimi è semplice migrante economico!) ha l’obbligo di tenerseli. Certo, poi c’è la legge del mare, che obbliga a salvare chiunque rischi di naufragare ma, anche se ci fosse calma piatta e il mare liscio come l’olio, state pur certi che le navi delle ONG li porterebbero dritti dritti solo nei nostri porti. Tutto questo è normale e giusto? Io credo di no, ma la ragione di stato ce lo impone. Ci sono clausole che non sono scritte, ma restano a livello verbale, in modo tale da poter essere smentite in qualunque momento. Parliamoci chiaro: questa costante migrazione non avrà un lieto fine. Purtroppo, però, a pagarlo saranno prima i nostri figli e poi i nostri nipoti. E’ logico che chi sta nelle stanze delle cancellerie estere queste cose ben le conosce, anche perché hanno analisti e studiosi del problema molto più bravi dei nostri. Ora, se la piccola e “insignificante” Lettonia ha costruito una barriera per tutelarsi dai clandestini, non certo provenienti dall’Africa, un motivo ci sarà! Sarà l’atavico terrore dell’invasione russa o bielorussa? Ipotesi ardita? Ai posteri, la sentenza. Ma torniamo a noi. Secondo il cruscotto statistico del Ministero degli Interni, al primo e secondo posto, come nazionalità d’arrivo, troviamo la Tunisia e il Bangladesh. Ora, non mi risulta che queste due nazioni siano impegnate in guerre o in esse ci siano in atto guerre civili. Quindi, smettiamo di prenderci, o farci prendere in giro. Tocca a noi sobbarcarci l’onere, com’è toccato a noi fare gli spostamenti di bilancio nel passato, dell’enorme prestito per risollevarci dalla pandemia. Queste, sono ipotesi fantasiose? Sarà, ma la libertà di pensiero m’impone di scriverlo. Chiudo con un’amara riflessione. Se il patriottismo degli italiani si riconosce nel modo di esporre la bandiera nazionale, siamo messi male. Un quotidiano locale ha pubblicato immagini della festa dopo la vittoria della nazionale italiana contro la Spagna, ma anche nella finale contro l’Inghilterra si sono viste immagini imbarazzanti sull’argomento. Orbene, su quattro bandiere esposte da tifosi esultanti, ben due, ripeto su quattro, erano al contrario. Consoliamoci con un pareggio: fra conoscenza contro ignoranza, non è poi proprio da buttare.

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