Immigrazione “Bossi-Fini fallimentare”

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Paolo Trande e Paolo Negro: “Il fenomeno immigrazione deve vedere un rigoroso controllo dei flussi e politiche che tengano assieme diritti e doveri degli immigrati”

 

«Sono passati 8 anni dalla introduzione della legge Bossi-Fini e un anno dalla introduzione del reato di clandestinità (luglio 2009). Queste due tanto strombazzate misure avrebbero dovuto, per la loro natura inflessibile e securitaria, risolvere tutti i problemi. Tutto ciò in un quadro di regole di base che nega il diritto di cittadinanza a chi nasce nel nostro paese, frequenta le nostre scuole, parla la nostra lingua. Che cosa è successo in questi anni? Ecco alcuni dati che certificano il fallimento di queste politiche propagandistiche e “fintamente dure”.

a) Gli immigrati regolari (per lo più regolarizzati con sanatorie o regolarizzazioni di massa varate dai vari governi Berlusconi)  continuano ad aumentare. Oggi sono circa 4,3 mln pari al 7% della popolazione residente in Italia¹.

b) In Italia oggi vivono circa 5-700 mila² stranieri clandestini o irregolari pari a circa il 15% di tutti gli stranieri presenti sul territorio; si stima che l’80% di questi lavori³ (senza permesso di soggiorno e quindi in nero, con conseguenze anche sui salari di tutti i lavoratori).

c) Nonostante l’introduzione del reato di clandestinità continuano ad arrivare clandestini. Anche nel 2009 +126.000 come certificato da molti enti4. Anche arrestando del tutto gli sbarchi di clandestini si deve sapere che solo il 5% arriva “via mare”. Il 95% arriva “via terra” con permesso di soggiorno temporaneo e poi si ferma senza permesso (irregolari overstayers).

d) E’ aumentato il carico giudiziario per i procedimenti legati al reato di clandestinità e sovraffollamento delle carceri e dei CIE (quante risorse gettate via per un sistema che poi non processa davvero e non rimpatria).

e) Ogni giorno vengono “prodotti” migliaia stranieri irregolari semplicemente perché perdono il lavoro e quindi il diritto di rimanere nel nostro paese, spesso con famiglie “ricongiunte” che divengono anch’esse di colpo irregolari (compresi i figli minori a scuola!)

f) Nel 2009 su 52.000 stranieri fermati senza valido permesso di soggiorno solo 18 mila sono stati rimpatriati perché le forze dell’ordine non hanno i soldi per pagare le trasferte e gli straordinari ai poliziotti che dovrebbero eseguire i rimpatri5.

g) Ci sono circa centinaia di migliaia di ragazzi nati in Italia da famiglie straniere che non possono diventare cittadini semplicemente perché ci vogliono 18 anni, fare domanda e aspettare anni e anni.

h) “Selezione” casuale o negativa della immigrazione, che in Italia  risulta a più basso tasso di scolarità e integrabilità perché per arrivare ad avere un permesso di soggiorno bisogna quasi sempre passare attraverso un periodo di  clandestinità.     

La Bossi-Fini è una legge inadeguata per gestire il complesso fenomeno della immigrazione che deve vedere un rigoroso controllo dei flussi e politiche che tengano assieme diritti e doveri degli immigrati (regole certe, percorsi lineari, politiche attive per la integrazione). Non si governano fenomeni così complessi con le “grida manzoniane” e con la propaganda. Per un semplice motivo: si prendono voti ma non serve a nulla perché inefficace».

 

Paolo Trande

Paolo Negro

 

Bigliografia: 1) ISTAT 2010; 2) OECD/OCSE International Migration Outlook 2010-Country Note for Italy; 3) Dossier Immigrazione 2009 e 2010. Caritas-Migrantes; 4) “Per una integrazione Possibile”. 2010. V. Cesaro e R.Bighi della Università Cattolica di Milano per conto del Ministero dell’Interno-Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione; 5) V.Polchi. “La Repubblica”, 7 novembre 2010 su dati ISTAT, OCSE e Ministero dell’Interno

 

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