Il voto, redentore e salvifico

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Forse al voto popolare alcune persone attribuiscono un’importanza che travalica il semplice consenso politico per farlo diventare qualcosa di molto diverso.
art. di A.D.Z.

 

“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”  è una  delle frasi, al di fuori del Tempo e dei giudizi umani, pronunciate da un Personaggio che tutti, prima o poi, citano, e amano tirare per la giacchetta, adattando e aggiustando il Suo pensiero alle proprie esigenze e convinzioni.

Sicuramente è molto discutibile, che certi signori si mettano a fare predicozzi agli altri. Tuttavia, se aspettiamo di ricevere inviti a comportarci bene solo da chi non ha alcuna ombra o colpa…stiamo freschi.

Per questo,  e per altro ancora, mi è spiaciuto  quel “…da quale titolarità di cattedra etica…” rivolto da Angelino Alfano a Lucia Annunziata, quando lei  ha indicato i rappresentanti del PdL come “impresentabili, in una recente movimentata  trasmissione.

Forse al voto popolare alcune persone attribuiscono un’importanza che travalica il semplice consenso politico per farlo diventare qualcosa di molto diverso.

Angelino Alfano, che con sacro furore, degno di miglior causa,  ha detto alla giornalista Lucia Annunziata come si permetteva di definire impresentabile chi da vent’anni prende milioni di voti dai cittadini, evidentemente deve avere per l’appunto questa idea, del voto popolare, ossia un’idea salvifica, redentrice,come se l’investitura rendesse onesto e  probo chi l’ha ricevuta, pertanto presentabile, qualsiasi cosa combini e lo collochi pertanto al di sopra della Legge.

Mi ripeterei, dicendo che trovo da sempre  la signora Annunziata piuttosto faziosa, ma trovo ripugnante chi l’ha attaccata definendola impresentabile, dato che non ha l’ aspetto di una soubrette o di un’olgettina, oppure  le ha indirizzato termini da scaricatore di porto, in prima pagina, come Alessandro Sallusti.

Non è questo, almeno io credo, il modo di “rimettere a posto” una giornalista che  dimentica il suo primo dovere, quello dell’imparzialità …anzi,  non fa mistero delle sue simpatie per una fazione che di “impresentabili” ne ha a sua volta in gran numero.

Un “dopo elezioni” questo, assai rissoso, inconcludente, pericoloso.

Questa settimana Bice innanzitutto porge a tutti i Papà i migliori auguri per la loro festa, ovunque essi siano, con la gratitudine e l’amore più grandi.

“Maria” dedica alla neo eletta  Presidente della Camera l’articolo Il buonismo come professione.

Alex Scardina firma I misteri della Fede, considerazioni, tra il sacro e il profano, sugli avvenimenti della settimana.

Così come al all’epoca delle pestilenze raccontavano al popolo che i responsabili erano gli untori, allo stesso modo ora si addita come responsabile della crisi la politica: ovviamente essa non è esente da colpe  ma, nell’articolo Dagli all’untore il Sen. Paolo Danieli  smonta questa semplicistica teoria, adatta ad ingannare, più che ad informare.

Con molto piacere Bice pubblica l’articolo Marò, di Adimaro degli Adimari, sulla ben nota e   tragica vicenda che sta assumendo sempre più l’aspetto di una inopportuna telenovela.

E’ dedicato al nuovo papa l’articolo raccomandato oggi. La Rubrica dei Lettori   consiglia, infatti, un articolo con la cronaca degli eventi di questi primi giorni di pontificato di un papa  che si propone  ai fedeli proprio come il Santo di cui porta il nome…lieto, sereno, accanto agli umili.

Infine, la pagina di Bice su Face Book.

Buona settimana e buona lettura del n. 364-19.

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