Il vocabolario dell’urbanistica

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“Oggi il vocabolario dell’urbanistica ha monopolizzato il dibattito politico retrocedendo di fatto il tema dei temi, quello della sicurezza urbana, ormai relegato a qualche commento sui fatti di cronaca nera” art. di Luca Gardinale

 

Zone F, comparti Peep, Psc e Poc Rue. Per chi preferisce le cose più semplici, ci sono anche piscina al parco, piscina Virgin, via Cannizzaro, via Aristotele, campo da rugby, campo Cesana e, naturalmente, Modena Attiva. Se molte di queste parole fino a qualche mese fa avevano un contorno definito solo per gli addetti ai lavori, o tutt’al più per chi vive in zona, oggi il vocabolario dell’urbanistica ha monopolizzato il dibattito politico – chiedere all’assessore Sitta – retrocedendo di fatto il tema dei temi, quello della sicurezza urbana, ormai relegato a qualche commento sui fatti di cronaca nera (che pure non mancano). Ma come hanno fatto questi termini, spesso complicati, a cambiare l’ordine dell’agenda politica cittadina, costruendo un’‘opposizione di sinistra’ ben più pericolosa per la giunta rispetto alla minoranza politica?

Un tuffo… a sinistra

Termini piuttosto complicati, appunto, ma entrati nell’agenda della politica e dei media solo a ruota di un formidabile apripista: la piscina al parco Ferrari. Un’idea semplicissima – una vasca dedicata al divertimento nel più grande polmone verde della città – che è riuscita a calamitare l’interesse di politici, associazioni, comitati e cittadini fino a trasformarsi in una valanga che ha portato i vertici del Partito democratico a stoppare il progetto voluto dagli assessori Marino, Arletti e Sitta, rimandando di fatto il problema alla prossima legislatura, quando magari sarà lo stesso Stefano Bonaccini, ora segretario regionale del Pd, a cassare la piscina come sindaco. Perché della piscina al parco hanno parlato praticamente tutti, dalla ‘tripla B’ che guida il partito – Bonaccini, Baruffi e Boschini, tutti contrari alla vasca – al sindaco Pighi, accorso a rinsaldare l’asse Marino-Sitta-Arletti di fronte ai mal di pancia del Pd. E sempre attorno alla piscina è nata Modena Attiva, il laboratorio politico di sinistra a cui i democratici devono guardare con attenzione per non perdere ulteriore consenso in vista delle prossime amministrative.

L’altra vasca

Chiusa la questione della piscina al parco, se n’è aperta subito un’altra, con contorni diversi, ma accomunata alla ‘vecchia’ vasca da un aspetto: la giunta sta da una parte, il partito dall’altra. Il grande impianto sportivo che la Virgin aprirà nel 2013 in via Monsignor della Valle, infatti, sta giusto davanti alla piscina dei vigili del fuoco, da anni uno dei vanti dell’associazionismo modenese. E se il colosso del fitness ha tutti i diritti di costruire la sua palestra, in tanti nel centrosinistra si chiedono se non fosse possibile mettersi d’accordo per piazzarla altrove. Giusto far presente che il target dei due impianti non sarà lo stesso – per il nuoto agonistico si continuerà ad andare alla piscina dei vigili del fuoco, per il divertimento e il fitness si andrà alla Virgin – ma su molte attività, e soprattutto quelle più remunerative (acqua gym e corsi vari) la concorrenza ci sarà eccome: un po’ come mettere un centro commerciale di fianco a un supermercato di medie dimensioni, insomma.

Il ruolo del Pd

E se l’anno scorso in tanti si chiedevano se una piscina può davvero dividere una città, la risposta è arrivata con via Cannizzaro, via Aristotele, il campo da rubgy di Modena est e quello da calcio alla Sacca: la piscina, forse per la posizione centrale che avrebbe occupato, è diventata l’esempio più eclatante di una sinistra divisa in due. Da una parte chi pensa che lo sviluppo della città passi inevitabilmente dall’edificazione e dal ‘nuovo’, e dall’altra chi ritiene che lo spazio utile sia sostanzialmente finito e che sia necessario concentrarsi sull’esistente. Daniele Sitta (assessore all’Urbanistica) contro Paolo Silingardi (coordinatore del forum Ambiente del Pd e mente di Modena Attiva), per chi ama la personalizzazione e le sfide, ma anche giunta comunale contro potenziali alleati del Pd (da Sel, che la settimana scorsa ha rifiutato il rimpasto di giunta, all’Idv, da Rifondazione a diversi ex Pd come Roberto Vezzelli), con il Partito democratico in un delicatissimo ruolo da intermediario. In realtà, come ha dimostrato il documento della segreteria cittadina votato all’unanimità a inizio luglio, la sensibilità democratica sembrava essere un po’ più vicina alla componente ambientalista che alla giunta, ma è ovvio che il partitone non può permettersi di sconfessare i suoi stessi assessori, e così nelle ultime settimane il Pd si è riavvicinato a Pighi e a Sitta. E gli alleati, almeno per ora, possono aspettare.

 

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