Il vice prefetto di Modena Mario Ventura e il Trio Gabrriel Faurè in un Museo Diocesano…

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Testimonianze culturali di modenesi vissute nel bresciano. Leggendo queste annotazioni ci si trova come trasportati dentro un racconto romanzato dei giorni nostri, mentre invece si è trattato di una serata realmente vissuta. Art. di Adriano Primo Baldi.

Il difficile momento economico e i tagli alle attività culturali sono oggetto di dibattito e riflessioni. Tutte le città si trovano a fare i conti con tagli di spesa e scelte prioritarie. Lasciamo perdere l’interesse per la cultura che a parole oggi tutti manifestano. Lasciamo perdere anche le chiacchiere di quelli che esaltano il valore formativo della cultura unitamente al valore economico che essa ha per il nostro paese.

Da maggioranza e opposizione ho sentito sottolineare l’urgenza di garantire continuità di programmazione ai teatri, alle biblioteche, all’editoria e altro ancora.

Purtroppo, però, la realtà nella pratica quotidiana e negli atti deliberativi degli enti pubblici è assai diversa. Ho organizzato a Brescia un mese di attività culturali. Brescia e la sua provincia sono ricche di iniziative culturali, e se mettessimo l’accento sulla quantità, potremmo anche dire che la crisi ha toccato solo parzialmente queste realtà. Tuttavia, a Sarezzo – centro industriale vicino a Brescia –  sono stato testimone di una volontà e di un desiderio di fare cose importanti nel campo della cultura a tal punto che ho convinto il direttivo dell’associazione che presiedo a sostenere, anche economicamente, un programma di alto valore artistico.

A Sarezzo c’è una giunta di sinistra, alla Provincia di Brescia una di destra, al Museo Diocesano, Don Giuseppe Fusari, un prete colto e intelligente.

Per realizzare un programma di prestigiose iniziative abbiamo collaborato insieme, e con l’impegno determinante della pittrice Cinzia Bevilacqua, abbiamo trovato 20 Sponsor che ci hanno sensibilmente sostenuto. Del concerto di Cristiano Rossi e Leone Magiera (pianista e direttore d’orchestra per cinquant’anni di Luciano Pavarotti), ho riferito la scorsa settimana. Della successiva conferenza di Philippe Daverio non è necessario riferire tanto è prevedibile il successo e l’entusiasmo che sempre suscitano i suoi interventi.

Voglio invece soffermarmi su di una serata del nostro programma che ci preoccupava per il timore di avere poco pubblico. Pioveva. Al Museo Diocesano – giustamente, essendo in centro storico – non si arriva con l’automobile.

Dovevamo presentare un libro di Mario Ventura al quale faceva seguito un concerto del Trio Gabriel Faurè. Il concerto non era rock, ma di musica classica, e la presentazione del libro di Ventura: “Momento di Taglio” non è edito da Mondadori, o altro importante editore, e non è passato in televisione. Quindi, preoccupazione legittima.

Il risultato, però, è stato di grande soddisfazione e la gente c’era. Ho riconosciuto tra il pubblico l’assessore alla cultura di Sarezzo, venuta anche a rappresentare il sindaco, e ho riconosciuto alcuni sponsor: artigiani e piccoli industriali. La sala, circa 100 persone, era piena. Mario Ventura è uno scrittore raffinato e di grande capacità introspettiva. Roberto Armenia (modenese e organizzatore di eventi nazionali) venuto a Brescia a presentare l’opera di Ventura, ne ha ben illustrato il valore. Si è entusiasmato nel sottolineare alcuni passaggi che una brava attrice, Franca Lovino, anch’essa modenese, ha letto con voce calda e penetrante. Non pensavo che un libro, non inserito nei grandi interessi delle case editrici, potesse suscitare tanta partecipazione. Il suo autore non richiama il grande pubblico come certi personaggi televisivi, o boss dell’editoria di massa che qualunque cosa scrivono la gente corre, più che per leggere le loro opere, per vedere da vicino autori famosi. Alcuni Racconti di Mario Ventura non solo sono divertenti, ma sono formativi e insegnano a riflettere sulla vita. In essi si trovano risposte che aiutano a guardarsi intorno, a vivere con gioia, con sobrietà, senza trascurare profonde riflessioni su ciò che richiede fatica. Il Trio Gabriel Faurè si è esibito subito dopo la presentazione del libro e ha incantato un pubblico che, nonostante la pioggia e l’ora tarda, non accennava, a concerto finito, ad abbandonare la sala. Se questi sono gli effetti della cultura, essa ci può aiutare. Anche se non lo sappiamo… ne abbiamo tutti bisogno.

 

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