Il Venerdì Santo è  Pasqua

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Il mio augurio di Buona Pasqua a tutti gli amici di “Bice” è che non sia soltanto la grigliata, l’uovo, la scampagnata fuori porta. Perché, se è Pasqua vera allora, credente o no, è impossibile non fare i conti con Gesù di Nazareth, come uomo o come figlio di Dio, al suo morire e, per chi ci crede, risorgere.

Una poesia di David Maria Turoldo, con poche e semplici parole, ci invita a guardare alla Pasqua da una diversa prospettiva: “No, credere a Pasqua non è / giusta fede: / troppo bello sei a Pasqua! / Fede vera è al Venerdì Santo / quando Tu non c’eri / lassù! / Quando non una eco risponde / al suo grido / e a stento il Nulla / dà forma / alla Tua assenza”.

Chi l’avrebbe mai detto, a pochi giorni dall’ingresso trionfale a Gerusalemme, agli Osanna, ai mantelli e alle fronde stesi come tappeto! Ma anche per Gesù di Nazareth ‘sic transit gloria mundi’; era ormai troppo famoso e troppo destabilizzante perché il potere non lo bloccasse e quel venerdì, nel grido “Elì Elì lammà sabactani!” c’era la disperazione di un uomo abbandonato perfino da suo padre Dio.

Fu la fine? No, le ultime parole, ormai un rantolo, sancirono l’inizio: “Nelle tue mani affido il mio spirito” e nell’affidarsi al Padre, nonostante tutto e nonostante tutti, fu l’inizio, la Pasqua, la terra promessa.

La croce di Cristo e l’albero di Giuda sono dello stesso legno, ma il primo, dopo tre giorni di morte,  porterà la vita , il secondo sancì la disperazione e la morte per sempre. Come libera scelta perché Gesù non ha mai respinto Giuda; anche a lui ha lavato i piedi, anche a lui ha distribuito il pane e il vino. E’ una libera scelta di ognuno di noi. Con lui, senza di lui, contro di lui.

Come ha scritto Dietrich Bonnhoeffer: “Non gli uomini hanno fatto qui qualcosa, / no, soltanto Dio lo ha fatto. / Egli ha percorso la via verso gli uomini / con infinito amore. Ha giudicato / ciò che è umano. / E ha donato grazia / al di là del merito”.

Non hai bisogno di Dio? Non credi alla sua esistenza? Gesù di Nazareth fu solo un grande uomo e fu Paolo a trasformarlo in religione universale?

Non sarebbe per questo meno grande, il suo messaggio meno straordinario, la sua centralità nella storia meno incisiva, i frutti del suo pensiero meno prolifici.

Utilizzando soltanto la forza dell’amore e fidando sui diseredati della vita, che lui amava proprio in quanto brutti, sporchi, cattivi, ha scaravoltato la cultura e il cammino del genere umano. Forse non un Dio, ma certamente un uomo di straordinaria grandezza che merita la nostra attenzione. Mi domando allora perché non dare credito a un uomo così speciale; me lo domando e continuerò a domandarmelo, cercando di coltivare almeno la speranza, quando mancano le certezze della fede.

E’ soltanto una mia riflessione un po’ sgangherata; prendetela se volete, ma accettate comunque i miei sinceri auguri affinché sempre, quando sarà ‘Venerdì santo’, possiate viverlo come una Pasqua.

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Una risposta

  1. Voglia di vita o “cupio dissolvi ? ”
    Questa mattina sono rimasto sinceramente colpito da alcune frasi stralciate dalla tua riflessione e precisamente:”Non hai bisogno di Dio? Non credi alla sua esistenza? Gesù di Nazareth fu solo un grande uomo e fu Paolo a trasformarlo in religione universale?Non sarebbe per questo meno grande, il suo messaggio meno straordinario, la sua centralità nella storia meno incisiva, i frutti del suo pensiero meno prolifici.Utilizzando soltanto la forza dell’amore e fidando sui diseredati della vita, che lui amava proprio in quanto brutti, sporchi, cattivi, ha scaravoltato la cultura e il cammino del genere umano. Forse non un Dio, ma certamente un uomo di straordinaria grandezza che merita la nostra attenzione. Mi domando allora perché non dare credito a un uomo così speciale; me lo domando e continuerò a domandarmelo, cercando di coltivare almeno la speranza, quando mancano le certezze della fede.” Se da un credente come te viene fuori una riflessione che porta alla speranza ma non alla certezza della fede , per me , miscredente da tempo immemorabile, diventa sempre più difficile il tentativo di convertirmi e di credere nell’Aldilà.Devo dire che non ho mai rifiutato pregiudizialmente di credere nell’Aldilà.Da sempre ho atteso la folgorazione sulla via per Damasco, che per me negli ultimi anni era la strada che portava da Maranello al Santuario della Beata Vergine di Fiorano , che percorrevo almeno settimanalmente , condizioni climatiche permettendo.Devo confessare che i riti della settimana santa mi hanno sempre affascinato, sin da quando, bambino, mi recavo con mio padre, molto religioso ( che morì in giovane età quando avevo poco più di 9 anni ) a visitare i 7 “sepolcri”(così venivano definiti nel napoletano gli altari della reposizione) di sette chiese percorrendo tra giovedì e venerdì chilometri e chilometri a piedi da una chiesa all’altra..Ricordo ancora come se fosse ieri i vasi con i germogli di grano coltivati al buio delle cantine, gli odori dei fiori di fresia, i crocefissi coperti con manto nero ed il tabernacolo vuoto.Poi si è rotto l’incantesimo con la morte prematura di mio padre.Mi sono allontanato decisamente dalla fede forse come reazione per quello che mi era accaduto.
    Ho tentato di riaccostarmi , pur con qualche riserva, alla fede tanti anni dopo quando venni a Maranello ( 31 anni fa ormai ).
    L’uomo che mi fece riaccostare alla fede fu Don Livio Bellotti, prete di Pozza, morto però prematuramente all’età di sessanta anni nell’aprile del 2012.
    Le sue prediche mi affascinavano perché non erano mai banali e sempre interessanti.
    Era un uomo di grandissima cultura, grande organizzatore e capace di coinvolgere tutti , anche miscredenti come me.
    Mi piacevano le sue citazioni in latino ed in greco, le musiche ed i cori gestiti con maestria.
    Per anni ed anni ho partecipato persino al triduo pasquale.
    E lo facevo con estremo piacere e non solo per accompagnare mia moglie .
    Confesso che la sua morte improvvisa mi ha addolorato immensamente e mi ha lasciato un senso di smarrimento.
    Ho avuto la sensazione di aver perso l’ultimo treno con la fede.
    Riconosco anche io la grandezza di un uomo, a prescindere dal fatto che fosse veramente figlio di Dio, che con il suo sacrificio ha illuminato la storia dell’umanità da duemila anni.Ma mi fermo qua e non riesco ad andare oltre. Buona Pasqua comunque ai credenti e non credenti con l’augurio che vengano ascoltate le parole di papa Francesco il quale , condannando sempre il ricorso alle armi , ha più volte affermato: “Nelle guerre a soffrire è il popolo, la gente. Questo genera odio; chi fa la guerra dimentica l’umanità. Non si costruisce la pace producendo e vendendo armi .” Mi auguro che finalmente i potenti della Terra, di fronte al rischio della terza ed ultima guerra mondiale , ascoltino la parole di papa Francesco, uno dei pochi che oggi dimostra buon senso.
    Spero ancora che prevalga finalmente la voglia di vita sul “cupio dissolvi”.

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