Il tumore. La vera prevenzione e’ la conoscenza e l’informazione

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La Prevenzione è il primo passo per combattere il cancro, per mettere un freno alla malattia. Prevenzione significa anche sapere ascoltare il proprio corpo: osservarne le mutazioni, accettare l’idea che la vita va difesa e salvaguardata fin dal momento di benessere.coscientizzare al valore della salute.

  Abbiamo intervistato il co-autore del libro “Le donne vogliono sapere”, Mario Pappagallo , che è laureato in medicina, fa parte della “Fondazione Umberto Veronesi”

Nato a Roma , nel 1954, dal 1986 è redattore del “Corriere della Sera”, a Milano, poi, dal 1992, è giornalista medico-scientifico e capo servizio Interni. E’ uno dei quattro giornalisti che hanno fondato il “Corriere Salute”, che esce ancora oggi, con periodicità settimanale

Con il fratello Marco Pappagallo (è il numero uno , neli USA, per il dolore neurologico. Allievo di Veronesi, si è trasferito negli USA, dove è neurologo della “John hopkins University”, direttore del Centro terapia del dolore del “Mount Sinai” di New York  e massimo studioso ed esperto del dolore e della terapia del dolore) , ha pubblicato (dicembre 2005) “Contro il dolore” (Frassinelli Editore),  libro che analizza e documenta anche il confronto USA e Italia negli studi sul dolore e nella terapia del dolore. Mario Pappagallo è anche nipote di Don Pietro Pappagallo, l’eroico sacerdote “Medaglia d’Oro” da parte del Presidente Ciampi, che come vice-Parroco della Basilica di Santa Maria Maggiore –il Parroco è lo stesso Santo Padre- ha salvato centinaia di vite umane, di ebrei soprattutto, durante le persecuzioni razziali del nazifascismo. Arrestato e torturato è stato assassinato alle Fosse Ardeatine. Il suo eroismo è stato ricostruito e raccontato anche da un bellissimo sceneggiato , recentemente messo in onda dalla RAI Radiotelevisione Italiana.

 

Quale è la situazione del tumore al seno nelle donne

 

” Il tumore al seno è un male che si rivela incurabile per il 33% dei casi. Ma proprio per questo, occorre impegnarsi. Dieci anni fa, con il libro “Le donne devono sapere” si sosteneva che la vittoria era incerta. Dopo dieci anni, con “Le donne vogliono sapere”, si dimostra che la curva della mortalità per cancro, ha iniziato a scendere all’ingiù. E le donne, ancor più di prima, devono sapere che la scienza e la tecnologia offrono strumenti di diagnosi precoce di un’accuratezza impensabile pochi anni fa; devono sapere che, grazie a queste diagnosi anticipate e allo sviluppo della ricerca scientifica, le terapie sono sempre meno mutilanti e sempre più rispettose della qualità della vita; devono sapere come cercare le strutture più adeguate in caso di malattia;  devono sapere che siamo entrati in una nuova era della medicina, in cui l’autodeterminazione del paziente avrà un peso sempre maggiore nell’identificazione del percorso di cura, per cui la consapevolezza e l’informazione diventano elementi fondamentali nel rapporto tra medico e paziente e in quello tra cittadino e medicina; devono sapere che la prevenzione  e l’eventuale cura avranno tanto più successo, quanto maggiore e costante sarà il coinvolgimento personale. Per ottenere questo alto livello di coscienza, la donna deve conoscere la propria biologia e deve imparare ad ascoltare e interpretare il proprio corpo con grande serenità. Poi dovrebbe superare le paure residue sugli esami di diagnosi precoce , dovrebbe interessarsi, attraverso il proprio medico, circa il rischio individuale di sviluppare una malattia al seno, seguendo , poi, un programma personale di prevenzione.Dovrebbe anche tenersi informata, con continuità, sui progressi nell’ambito della salute del seno e della salvaguardia del benessere in generale.

Tra dieci anni, forse, il Prof Veronesi ed il sottoscritto scriveremo “Le donne sanno” e concluderemo la trilogia

Voglio sottolineare, in proposito, che di tumore alla mammella si muore meno. Negli anni ’60 erano considerate guarite il 40 per cento delle pazienti a 5 anni dall’intervento, oggi, sono il 75 per cento. Se la neoplasia operata è di dimensioni inferiori ad 1 centimetro di diametro e i linfonodi sono negativi, cioè senza cellule cancerogene, e i recettori ormonali positivi, la percentuale di guarigione sfiora il 90 per cento.

Nonostante tutto, però, per le donne il tumore alla mammella resta, anche in Italia, il pericolo numero uno. Ogni anno, si contano 35.000 nuovi casi e 10.000 decessi, mentre cresce l’esercito delle pazienti che sopravvivono (350.000)”

 

Come si sviluppa il tumore al seno ?

 

Mutazioni di cellule in senso neoplastico avvengono quotidianamente nel corpo umano. Le difese dell’organismo a volte riescono al annullarle, o a mantenerle in una condizione congelata, di incapacità a svilupparsi. Può però accadere che una cellula passi i controlli e in modo subdolo cominci a svilupparsi per poi manifestarsi clinicamente. Secono molti studi, dal primo evento biologico (la mutazione genetica) alla sua percettibilità clinica trascorrono degli anni. In media, sette anni per arrivare a una massa tumorale di un centimetro. Poi, col passare del tempo, il processo può diventare più veloce. Per fortuna, oggi, siamo arrivati a guarire tumori di dimensioni che solo dieci anni fa rientravano tra i casi a prognosi infausta.”

 

Il livello culturale e la condizione socioeconomica incidono sull’approccio al tumore ?

 

Sicuramente incidono, però molto meno che in passato. L’emancipazione culturale e un buon livello di informazione sulle malattie mammarie sono ormai diffusi in tutti gli strati della popolazione femminile. I tumori del collo dell’utero sono tipici delle popolazioni povere, mentre quelli al seno colpiscono le donne delle classi sociali più elevate (pochi figli, pochi allattamenti, alimentazione carnea). La curabilità è maggiore se il livello socioeconomico si traduce in un aumento dell’informazione e in una partecipazione più attiva ai controlli. Secondo un sondaggio, il 55 per cento degli italiani non fa nessun tipo di prevenzione contro i tumori. Dieci anni fa, il numero di italiani disinformati rasentava la totalità”

 

La mente può influenzare la guarigione ?

 

Le donne hanno più forza dell’uomo di fronte alla malattia. Una giovane donna combatte per non morire, fa scelte più drastiche, supera meglio le prove della terapia. Soprattutto, oggi, che la guarigione non è un’utopia e la bellezza può restare integra o essere ripristinata senza conseguenze invalidanti come l’asportazione dei linfonodi ascellari”

 

La donna, oggi, è sempre più informata rispetto al passato. Quanto di questa conoscenza influisce sulle capacità di difesa rispetto al cancro ? Se per il tumore al seno si sono fatti progressi, quale è la situazione relativamente ad altri tipi di tumore ?

 

 In passato, il timore della diagnosi di tumore al seno, si accompagnava alla disinformazione sulle cure più moderne. Le donne si affidavano al medico sperando nella soluzione definitiva del problema. Spesso, però, il chirurgo, praticando la mastectomia totale con tutto quello che ne conseguiva, non ricorreva alla tecnica operatoria più nuova ma semplicemente tutelava in primis se stesso, applicando un tipo di intervento che già si sapeva superato, soprattutto, nei confronti dei tumori di piccole dimensioni.

Il tumore al seno è stato vinto proprio dalle donne. Le Associazioni di donne operate al seno e quelle dei consumatori hanno avuto un ruolo fondamentale, prima negli Stati Uniti poi nel Nord Europa . La tecnica del prof Veronesi è stata imposta proprio dalle donne americane la cui pressione sull’opinione pubblica ha infranto i rigidi dogmi della chirurgia oncologica allora adottata. In questi anni, l’autopalpazione è divenuta una prassi abituale tra le donne e si è diffusa l’esigenza di individuare un’eventuale lesione sempre più precocemente.”

 

Quale è l’importanza della conoscenza e dell’informazione nell’affrontare il tumore ?

 

  Va premesso e sottolineato che occorrerebbe introdurre una materia di studio che riguardi la salute, gli stili di vita, nelle scuole. Per parlare di AIDS, di tumori, di droghe, di alimentazione e di attività fisica.. La vera prevenzione è la conoscenza, l’informazione, la divulgazione. Nozioni semplici, ma che creino nel giovane, adulto in seguito, l’interesse verso la prevenzione e la possibilità di conoscere le malattie, compreso come evitarle o procrastinarle.

Parlare di tumore, tra l’altro, potrebbe finalmente sdrammatizzare una parola che ancora oggi è considerata un tabù, preferendole termini come male incurabile , brutto male, lunga malattia “

 

Quanto la bellezza femminile ha influenzato le ricerche e gli obiettivi dell’Istituto Europeo di Oncologia ?

 

“Moltissimo, perchè affrontando uno dei tumori femminili che più colpiscono la sfera psichico-emotiva della donna , ci si deve preoccupare di sconfiggere la malattia ma anche di preservare la vita di relazione della malata stessa. E questo, nell’ottica di mantenere integra la sua qualità di vita, con un ritorno alla normalità che, oggi, è sempre più frequente”

 

L’alimentazione è importante nella scoperta e per la cura dei tumori ?

 

 L’alimentazione è importantissima. Alcuni cibi sono protettivi, altri sembrano favorire la comparsa di un tumore. Tra i primi vi sono numerosi vegetali che hanno un’azione preventiva nei confronti di molti tumori. Tra i secondi i grassi animali e un’alimentazione a b
ase di carne. E’ dimostrato che c’è una stretta relazione tra un regime dietetico ricco di grassi animali ( e quindi di carne) come nel modenese e il tumore della mammella”

 

Il fumo incide sui tumori al seno e su quello al polmone ?

 

Il fumo non incide sul tumore al seno. Il fumo, però, provoca tumori in molti altri organi”

 

La libertà sessuale può influenzare il tumore al seno ? O meglio, vi sono tumori influenzati da infezioni sessualmente trasmesse ?

 

Il sesso, se si attuano regole di prevenzione, non è assolutamente un fattore di rischio. In altre parole, l’AIDS si previene con il preservativo. E’ vero comunque che alcuni virus trasmessi attraverso rapporti sessuali possono favorire il cancro, in particolare quello del collo dell’utero. Ma questo pericolo tende a scomparire spontaneamente dopo i trent’anni. Se in una donna il virus persiste, il rischio di sviluppare un carcinoma del collo dell’utero diviene sensibile”

 

 Come può essere definita la prevenzione ? Inoltre, la prevenzione, intesa come regole in grado di incidere in modo consistente nella comparsa dei tumori, può essere considerata fondamentale per sconfiggere i tumori ?

 

La vera prevenzione si può attuare solo se si conoscono le cause di un tumore. La ricerca non serve solo a trovare cure, ma soprattutto a scoprire i meccanismi ambientali o genetici che portano alla trasformazione di cellule sane in cellule malate. In Italia, finora, si è speso molto poco in prevenzione. Gli screening di massa periodici  , molto usati in Emilia-Romagna, sono una forma di prevenzione secondaria: si cerca di scoprire il tumore all’inizio in modo che la sua eliminazione sia priva di traumi e la guarigione certa”

 

Come si opera, oggi, un tumore al seno, soprattutto con la mastectomia radicale ?”

 

 Il Prof Veronesi ha ideato una nuova tecnica chirurgica conservativa per eliminare il tumore al seno. Anche se, in ossequio alla regola che “nemo propheta in patria”, l’Italia è il Paese più arretrato nell’applicazione di questa tecnica.

Prima, la chirurgia dei tumori era essenzialmente demolitiva. Ci si preoccupava di eliminare anatomicamente l’organo e si riteneva che quanto più estesa fosse stata l’asportazione, tanto maggiori sarebbero state le probabilità di salvare la vita.

La chirurgia conservativa, limitata alla sola porzione del seno dove è collocato il tumore, ha creato una rivoluzione. Per la prima volta ci si poneva due obiettivi: salvare la vita, ma anche la qualità della stessa”

 

Il Prof Veronesi ha aperto la strada a una chirurgia “dolce” per la cura dei tumori. Inoltre, è stato un chirurgo anomalo, in quanto sembra volesse abolire il bisturi: Questa rivoluzione può portare a interventi veramente invisibili ?

 

 Più è piccolo il tumore, prima lo si scopre, meno si taglia, ma soprattutto il discorso si può chiudere addirittura in sala operatoria”

 

 Quali sono le nuove tecniche nel campo della ricostruzione ?

 

Per quanto riguarda la ricostruzione, oggi, persino i casi più gravi, cioè quelli in cui si rende indispensabile la mastectomia, possono concludersi con una soddisfacente ricostruzione del seno, quasi sempre nel corso dello stesso intervento chirurgico, e questo è per le pazienti un insostituibile motivo di serenità. L’ultima conquista della tecnica del Prof Veronesi è il salvataggio anche del capezzolo. Sappiamo che questa parte del seno ha un valore psicologico fondamentale per la donna”

 

Oltre alla chirurgia quali altre cure esistono ?

 

La grande novità dei nostri giorni è che un tumore si può affrontare con diverse strategie personalizzando le cure. Se il tumore è circoscritto e la chirurgia lo elimina completamente, ci si potrebbe fermare lì. Però, nei casi con un futuro incerto, una terapia sistemica adiuvante va fatta. Partendo dalla conoscenza del tipo di tumore, si stabilisce la cura.. Se è sensibile agli ormoni, come nella maggioranza dei casi, le più recenti ricerche indicano di somministrare il tamoxifene, oppure una nuova famiglia di farmaci inibitori degli estrogeni: gli inibitori dell’aromatasi, che si possono usare al posto del tamoxifene, oppure si possono usare entrambi, non in combinazione, ma in successione

Se invece il tumore non è sensibile agli ormoni, subentra la chemioterapia. Se questa non è vincente e non si riesce a confinare il tumore , allora l’obiettivo si modifica e, insieme al paziente, si cerca l’avvicinamento ad una parziale normalità, cioè non si cerca di distruggere il tumore, ma piuttosto si cerca di creare un equilibrio persistente tra tumore e organismo, che si possa prolungare negli anni”

 

Che cosa sono i farmaci intelligenti ?

 

Sono quei farmaci che distruggono solo le cellule malate. Per esempio, con un tumore si può convivere tenendolo circoscritto e stabile grazie a molecole che ne disinnescano la pericolosità. Ci sono tante sperimentazioni in corso, tante prospettive promettenti. Con l’avvento delle nanotecnologie, poi, l’obiettivo è addirittura quello di arrivare a preparare farmaci ad hoc per ogni singolo malato, partendo dai suoi problemi genetici. E’ una via di studio moto importante”

 

Le cellule staminali, scoperte nel 1998, possono essere utili nella lotta ai tumori

 

 Le cellule staminali adulte, che sono nel nostro organismo e hanno funzioni riparatorie o di rimpiazzo, incominciano ad attivarsi per sostituire quelle danneggiate o usurate : Le cellule staminali sono nascoste nel profondo dei tessuti, e sono talmente anonime da essere difficilmente individuabili. Ricercatori italiani sono riusciti a riprodurre le “mammo-sfere” che sono piccoli aggregati di staminali. Sono riusciti a moltiplicarle in laboratorio, così da ottenerne in quantità utile per analizzarle più facilmente. Già da ora sappiamo che quante più sono le staminali presenti in una neoplasia, tanto più quest’ultima sarà aggressiva e difficilmente attaccabile dai farmaci. Sappiamo, che per fare attecchire un tumore è necessario inoculare un milione di cellule neoplastiche, ma ne sono sufficienti solo mille di staminali.

La ricerca genetica e, in particolare, l’uso delle staminali umane, sollevano questioni etiche che, in Paesi come l’Italia, si traducono in limiti o addirittura in divieti alla sperimentazione. Ma gli scienziati sono convinti che queste paure non freneranno la ricerca e che i vincoli politici e amministrativi prima o poi cadranno: La speranza, l’aspettativa è che il tumore esisterà ancora, in futuro, ma noi saremo pronti a trasformarlo in una comune malattia, guaribile senza angosce”

 

 

 

 

 

 

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