Il trapianto della pituitaria

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""In democrazia un popolo si salva da solo, o si danna da solo, con il voto. Voto che rimane ancora l’unico mezzo possibile per scegliere da chi essere governati, sia che si abbiano idee di Destra o di Sinistra"" articolo di Maria

Questo probabilmente contrasta con la visione che, nell’immaginario collettivo, si può avere della Destra, dove magari  un uomo politico particolarmente capace di coagulare attorno a sé il consenso del popolo, una volta eletto  decide poi per esso, o indipendentemente da esso,  quasi fosse investito a vita di questo compito, divenendo inattaccabile, ingiudicabile, paternalisticamente impegnato a salvare il paese come se fosse una  sua proprietà, proprietà  non solo da salvare, ma anche da forgiare a suo piacimento.

Ma queste sono aberrazioni, non deve essere così  e questo dovrebbe essere chiaro sia a chi attualmente ci governa, sia a chi l’ha votato. E a farlo sono stati in molti; sono stati  gli acritici adoratori, i convinti sostenitori, i puri di Destra e anche gli incerti.

Perché ci sono sia per la Destra, sia per la Sinistra, gli incerti,  quelli per intenderci che per votare il meno peggio si turano il naso, anche se talvolta più che a turarsi il naso si dovrebbe pensare “al trapianto della pituitaria”[1]  perché il lezzo è insopportabile.  

Tuttavia, pragmaticamente si dovrebbe  far tesoro  del suggerimento “”si habbi nelle cose a vedere il fine e non il mezzo“” (anche se deve in ogni caso restare la libertà di critica e  soprattutto la libertà di scelta futura) sorvolando se possibile su alcune cose, per quanto sgradite, privilegiando l’interesse superiore del Paese, per la risoluzione dei problemi più urgenti. E, alla luce degli ultimi avvenimenti, il primo e più importante problema  è la paura per la sicurezza, ormai diventata dogma, anche se non serviva l’attentato di Milano per ricordarcelo.[2]

Si direbbe che  siamo seduti su una polveriera, per la facilità con la quale un qualsiasi esaltato può facilmente procurarsi l’occorrente e fabbricare comodamente ordigni esplosivi nel suo sottoscala.

Con la maggior buona volontà appare piuttosto difficile mantenere un atteggiamento distaccato e positivo, quando in ogni luogo, da un centro commerciale, a una chiesa, a una scuola, ad un bar affollato, ad un concerto…un qualsiasi buzzurro,  munito di esplosivo e imbottito marcio di droga, sia questa ideologica  o chimica, può fare un attentato, senza rispetto per la vita altrui  e nemmeno per la propria.

Ma siamo seduti su una polveriera anche e soprattutto per l’invasione strisciante che ormai da lustri ci vede vittime e che si fa sempre più imponente…nei numeri e nel metodo.

I numeri parlano da soli, con sbarchi, ricongiungimenti familiari, boom delle nascite, soggiorni nelle case circondariali[3].

Il metodo, invece,  è messo in atto a 360°,  senza esclusione di colpi, con l’imposizione anche violenta di loro  costumi e loro  usanze, col rifiuto di adeguarsi alle leggi, con le ordinarie quotidiane prepotenze, con l’insinuarsi nelle scuole, nelle mense, negli esercizi commerciali, con la pretesa di essere accolti, soprattutto con l’odio e con l’intolleranza verso le radici culturali dell’Occidente  e verso i cristiani, fino agli attentati.

C’è chi, inascoltata e dileggiata, per non dire vilipesa, qualche anno fa estremizzò il concetto,  dicendo che non tutti gli islamici sono terroristi, ma che tutti i terroristi sono islamici[4].

Concetto questo  che non condivido appieno, soprattutto pensando alle imprese dell’Ira, organizzazione terrorista cattolica, delle  Tigri Tamil, dei Sikh etc…per tacere delle nostrane Brigate Rosse, mai sconfitte…ma  sicuramente è sciocco e imprudente sottovalutarlo.

Eppure, comodamente (si fa per dire) seduti su una montagna di nitrato d’ammonio,o altro materiale utile allo scopo di cui sopra, noi
 
incredibilmente continuiamo a farci la guerra.

Ricorriamo, per definire chi non la pensa come noi, a titoli ispirati all’apparato genitale maschile; ci curiamo dei calzini turchesi dei giudici e delle loro sedute dal parrucchiere, forse in risposta alle critiche sul cerone di Berlusconi e sulla sua chioma recentemente riacquistata; ci  incolpiamo reciprocamente di faziosità, arroccati sterilmente su posizioni antitetiche,  senza nulla concedere all’avversario politico, senza ravvedere negli altri nulla di positivo, nulla di buono da salvare, ma tutto da criticare o da gettare.

Siamo incapaci di ammettere colpe e meno che mai capaci e disposti a chiedere scusa, neppure di bestialità e calunnie, neppure di menzogne senza fondamento, neppure di infinite cattiverie.

Così, alla fine,  il danno è per il Paese, con le riforme che attendono, con il clima politico che si arroventa, con la collaborazione negata, con il confronto sempre sopra le righe, a colpi di insulti, irrisioni e complotti, ignorando ottusamente che, da tutto questo, altri trarranno immensi vantaggi.

Forse è il caso di pensarci, e di essere disposti, finalmente,  a riconoscere i propri errori, da qualunque parte si stia, disposti a chiedere scusa[5], disposti a tendere la mano, superando le divisioni per fare fronte comune, non solo  per quanto riguarda la sicurezza, ma per ogni altro pressante problema della Nazione.

 


[1]   Scherzoso riferimento ad un racconto, fra i più belli comparsi  su Topolino negli anni Settanta, che  si intitolava Zio Paperone e il trapianto della pituitaria, come ricorderanno sicuramente gli appassionati e i collezionisti. O semplicemente chi l’ha letto e lo ricorda benissimo J .

[2]   Alla caserma Santa Barbara, in, zona San Siro, un libico,  Mohammed Game, residente a Milano, con regolare permesso di soggiorno,   ha fatto esplodere un ordigno artigianale di circa due chilogrammi all’ingresso della caserma, provocando una violenta esplosione nella quale è rimasto gravemente ferito: una mano gli è stata amputata e ha perso un occhio. Ferito non gravemente anche un soldato di 20 anni, il caporale Guido La Veneziana

[3] Secondo i dati del Sindacato della polizia penitenziaria  in Italia su  65 mila detenuti, 24 mila sono stranieri , un detenuto su tre (il 37%). In particolare gli extracomunitari sono poco meno di 20 mila

Il Sappe, (Sindacato autonomo della polizia penitenziaria)  chiede al governo Berlusconi di «incrementare concretamente le espulsioni dei detenuti stranieri» per alleviare i gravi problemi di sovraffollamento delle carceri. «Si deve incrementare il grado di attuazione della norma che prevede l’applicazione della misura alternativa dell’espulsione per i detenuti stranieri i quali debbano scontare una pena, anche residua, inferiore ai due anni; potere che la legge affida alla magistratura di sorveglianza»

[4] Oriana fallaci. Più condivisibile l’opinione di Abdel Rahman al-Rashed, direttore della TV Al Arabiya, che in un coraggioso editoriale pubblicato sul quotidiano saudita Asharq Al-Awsat, affermò  «anche se non tutti i musulmani sono terroristi, la gran parte (e non “tutti”) dei terroristi sono musulmani».

[5]
Un  complimento di Berlusconi, unito alle scuse per quella rozza e imperdonabile caduta di stile, e poi magari , da uomo di mondo qual è, un invito a cena e dopocena, sono convinta che farebbero bene a Rosi Bindi. E sarebbe un ottimo scoop, mettendo  per una volta d’accordo le tirature di varie testate.

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