IL TESTIMONE DEL NOSTRO TEMPO

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Sergio Zavoli  ha inaugurato la seconda edizione del ciclo “Fiorano incontra gli autori”

 

Sergio Zavoli è una delle più prestigiose e importanti icone della cultura e della comunicazione del nostro tempo e, parafrasando il titolo di un Suo libro, è anche considerato il socialista di Dio, per la Sua forte connotazione di uomo impegnato nel civile, e per la Sua grande, autentica attenzione per i problemi della fede, della religiosità, dei rapporti tra uomo e religione, fede.

E’ considerato, giustamente, testimone e poeta del nostro tempo in quanto, come sottolinea Igor Man, tutto quello che racconta è per impegno civile. E’ cronaca pura, testimonianza. La Sua vita, ha scritto Carlo Bo, è “una lunga e appassionata storia di stimolatore di coscienze e di intelligenze”. Ha iniziato la Sua attività di giornalista alla radio (alla RAI appena “ricostruita” dal manager umanista Salvino Sarnesi, che costruì la RAI sulle ceneri e dalle ossa della decrepita EIAR), nel 1947, cioè cinquantanove anni fa, distinguendosi subito per il taglio dei Suoi documentari detti all’italiana, da “Scartamento ridotto” a “Notturno a Cnosso”, a “Clausura”. Nel 1959, comincia a scrivere libri e a collaborare con giornali, come “Il Mondo” di Pannunzio, dove conosce e diventa amico di Federico Fellini e Cesare Zavattini, amicizia che si rinnova e rinforza negli anni. Nel 1960, passa alla televisione, sempre alla RAI Radiotelevisione italiana e inventa la filosofia dei servizi speciali. Sono Sue le rubriche che hanno fatto la storia della comunicazione televisiva (da “TV” a “AZ”, “Controcampo”, “Incontri”, “La guerra d’Algeria”, a “Processo alla tappa”, che passa di successo in successo dal 1962 al 1969, a “Un codice da rifare”, “Nascita di una dittatura”).

Il grande “vecchio” del giornalismo italiano, Indro Montanelli,  lo definisce “il principe del giornalismo televisivo”. Per primo, con “Un viaggio nel niente”, nel 1968, parla di droga, denunciando la pericolosità e la gravità del problema, soprattutto per i giovani. Nel 1969, con “Von Braun, l’uomo della luna” e con “Viaggio intorno all’uomo”, si afferma e distingue come protagonista di un giornalismo di tipo saggistico, attento alle grandi questioni morali, sociali, civili, ai problemi aperti dalle lacerazioni della coscienza moderna. In seguito, negli anni più tormentati della recente storia d’Italia, nascono libri ormai famosi come “In nome di un figlio”, libro fondamentale con una profonda riflessione sul significato dei valori. “Con i suoi interrogativi –sottolinea la stampa- provoca la coscienza dell’epoca”. Con “Socialista di Dio”, nel 1981, si afferma come giornalista attento soprattutto all’uomo più che al “Palazzo”. E’ un libro magnifico –scrive Giuseppe Prezzolini- che contrassegnerà Sergio Zavoli per tutta la vita. Nel 1987, con “Romanza” le ragioni della vita trovano parole di estrema giustezza. E’ un romanzo autobiografico, un eccellente esempio di narrativa della memoria.

Domenica 7 maggio 2006, Sergio Zavoli ha inaugurato la seconda edizione di “Fiorano incontra gli Autori” Nell’occasione , ha presentato il Suo bellissimo, interessante libro “Diario di un cronista. Lungo viaggio nella memoria”, pubblicato da “RAI ERI” e dalla “Arnoldo Mondadori

Editore”

 

 

 

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