Il tempo rubato

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La cupa merceologia di Halloween, esposta contemporaneamente ai lumini cimiteriali, di ogni foggia e grandezza, nonché alle ghirlande, alle lucine, ai globi decorati e ai dolciumi  tipici delle feste natalizie: tutto questo costituisce lavoro per moltissime persone, è tornata la normalità, dopo quasi due anni di pandemia nei quali molti hanno duramente pagato per festeggiamenti soppressi o ridotti. Ma la forzata contemporaneità commerciale di questi eventi, dà la sensazione che il tempo ci sia in qualche modo rubato, non permettendoci di assaporarli e di viverli.

 


Accade che gli eventi epocali siano destinati a fare da spartiacque, tra un “prima” e un “dopo”, siano essi eventi naturali come terremoti o altre calamità, o siano provocati dall’uomo, come l’attentato alle Torri Gemelle… accadrà così anche per la pandemia che ci attanaglia ormai da quasi due anni. Ricostruendo i nostri ricordi, collocandoli nel tempo, faremo riferimento a questo periodo.

Ora che ci stiamo riprendendo e la pandemia sembra sotto controllo, grazie ai vaccini, alla costante attenzione e al rispetto delle indicazioni sanitarie, etc. etc., riprendono anche tutte le attività, fra queste il commercio. Uno dei segnali della ripresa, indubbiamente, è il ritorno alle consuetudini, alle tappe obbligatorie del consumismo, scandite da date ben precise. Che si apprezzino o meno, che si condividano o meno, ci sono festeggiamenti come Halloween per il quale, da metà mese di ottobre paesi e città si “addobbano” con i colori e la merceologia tipica. Non esiste settore, da quello alimentare a quello zoologico, che sfugga a questa regola. Ben venga, si dirà, in questo tempo di dura crisi, qualcosa che si venda bene, che abbia un vasto mercato: l’aspetto commerciale è ormai indissolubilmente legato a ogni ricorrenza ed evento, sarebbe sciocco, pertanto, negare l’importanza di questi appuntamenti che sollecitano gli acquisti, contribuiscono a rimettere pian piano in moto i consumi e aiutano il commercio.  Sono stati anni un po’ sottotono e quasi con sollievo si assiste alla ripresa anche delle manifestazioni esteriori legate a ricorrenze e festività.

E, nei giorni immediatamente dopo il 31 ottobre, accanto a qualche rimasuglio della predetta cupa merceologia, ci sono già le ghirlande, le lucine, i globi decorati e i dolciumi tipici delle feste natalizie… nonché i lumini cimiteriali, di ogni foggia e grandezza, data la concomitanza della commemorazione dei defunti anche se, davanti a questi banconi le famigliole certo non si soffermano. I genitori e in generale gli adulti che festeggiano Halloween anche con i bambini più piccoli, conciandoli da mostri, da fantasmi, da zombie, fino a dotarli di discutibili maschere demoniache, sono gli stessi che, per “salvaguardare la loro serenità”, il giorno dopo e seguenti, evitano di portarli a visitare i cimiteri perché non sono luoghi adatti ai bambini. Questa scelta contraddittoria induce a pensare che magari siano gli adulti a non essere maturi e preparati. Forse perché è più facile travestire sé stessi e i figli da mostri e fantasmi, è più facile impiastricciare visetti innocenti, mettendo in ridicolo la paura della morte … che confrontarsi davvero con essa o insegnare a un bambino la devozione per chi non c’è più.

Queste sono, tuttavia, considerazioni personali che lasciano il tempo che trovano e ciascuno può, naturalmente, scegliere a quali ricorrenze dare importanza e quali ignorare. Di certo, e questo credo sia generale, c’è la sensazione che il nostro tempo ci sia sottratto, in queste continue anticipazioni ravvicinate dell’evento che verrà. E così, dopo le zucche di Halloween, i lumini cimiteriali, le strenne, i panettoni, i brindisi chiassosi di San Silvestro… via, verso la frettolosa calza della Befana seguita, dopo una manciata di giorni, dai primi bigliettini, cioccolatini, cuori e  sdolcinatezze varie di San Valentino che contenderanno gli espositori alle frittelle di Carnevale…

Tutto questo costituisce lavoro per moltissime persone, la nostra normalità ora è tornata questa ed è benedetta da coloro i quali, in questi quasi due anni di pandemia, hanno duramente pagato per la soppressione o comunque la riduzione al minimo dei festeggiamenti.

Ma la sensazione che il nostro tempo ci sia rubato, proprio dalla forzata contemporaneità commerciale di questi eventi, dall’anticipazione di quelli immediatamente successivi, per indurre agli acquisti, è talvolta un po’ alienante e non permette, forse, neppure di assaporarli e di viverli appieno.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più agevolmente il giornale, andando direttamente all’articolo interessato.

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Il tempo  rubato

A.D.Z.

Nuova legge elettorale

Massimo Nardi

Sistema maggioritario o proporzionale? L’importante è che a decidere siano gli elettori e non le segreterie dei partiti. Quindi, la priorità, secondo il mio modesto parere, sarebbe quella di restituire al corpo elettorale la libertà di mettere la crocetta sul nome della persona che più ritiene idonea a questo compito.

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Ormai è normale interrompere un mandato ricevuto dalle urne per un salto di carriera, così come è normale presentarsi in diversi seggi contemporaneamente, scegliendo dopo in quale essere eletto.

Ragionamento  sulla Democrazia  

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Fra le mille assurdità della burocrazia italiana c’è pure, per le pubbliche amministrazioni, della difficoltà di liberarsi di ciò che non serve, finendo per identificare nella discarica la soluzione più facile.

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Simone Alessandro Cassago

Di questo buon risultato siamo tutti soddisfatti, bene inteso, ma prima di lasciarci prendere dai facili entusiasmi, dobbiamo porci la domanda: è vera gloria? Per rispondere in
modo coerente e completo bisogna prima fare i conti con il recente passato, e analizzare con scrupolo cosa è accaduto all’economia del nostro paese negli ultimi 20 anni.

Buona settimana e buona lettura del n. 773 – 464.

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