Il Tarsio e il Tamarro

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Due casi di abbietto narcisismo, uno privato e uno pubblico.

art. di Maria

 

Questa domenica appena passata, due distinti  avvenimenti, uno personale, e uno pubblico, mi hanno messo di fronte al narcisismo più abbietto…

Il primo: aeroporto Valerio Catullo, pomeriggio inoltrato… aspettavo il ritorno di alcuni amici,  uno in particolare, e tenevo la macchina fotografica pronta, per immortalare la sua espressione… Tre aerei  provenienti da differenti località, atterrati a pochi minuti di distanza, molti viaggiatori…Uno dei primi ad uscire, un giovane sulla trentina, deve aver immaginato  che stessi fotografando lui, perchè  mi ha rivolto la parola e con un  sorriso mi ha detto: – Guardi che non sono quello che lei pensa, ci assomiglio,   ma non sono io…

Sbigottita, l’ho rassicurato, non l’avevo certo fotografato e non avevo la minima intenzione di farlo…Questo deve averlo seccato non poco, perché ha “spento” il sorriso che aveva sfoderato e si è allontanato dicendo:- Eh, dicono tutte così…

Con una prontezza che  di solito mi manca (le battute spiazzanti mi vengono a casa, quando ormai non servono più)  gli ho detto ridendo:- Si rilassi, lei non è il mio tipo…

A questa uscita, le persone sconosciute che erano lì attorno hanno riso…Volevo anche aggiungere, a beneficio di quella platea improvvisata : – E se lei fosse il solo rappresentante del genere maschile in circolazione io sceglierei la via del chiostro, prendendo il velo…ma per fortuna sono arrivati, in gruppo,  i miei amici che tornavano da El Alamein, e ho desistito.

L’altro avvenimento, quello pubblico,  riguarda Nicole Minetti, ingaggiata da una nota casa produttrice di costumi da bagno.

Ha sfilato, in forma, abbronzatissima e assai soddisfatta dell’ammirazione e del clamore suscitati…incurante di essere considerata da molti una mangiapane a ufo; incurante di rappresentare per moltissimi l’aspetto peggiore della politica; incurante, soprattutto, di avere sul capo una spada di Damocle non indifferente, con il processo “”Ruby”” alle porte, processo nel quale si dovrà difendere dall’accusa di sfruttamento della prostituzione, anche minorile,  e tante altre cosucce che a una persona normale toglierebbero il sonno.

Due aspetti del narcisismo più abbietto… come dicevo, ma con una differenza.

Sarà anche opinabile che una consigliera regionale, profumatamente pagata, si “becchi” altrettanto fragranti banconote per fare la testimonial di  costumi da bagno…sarà anche opinabile che la stessa si metta a sfilare indossando le succinte creazioni di cui sopra, facendo  strabuzzare gli occhi, come tanti tarsi,(nella foto) a tutti gli uomini presenti…Non discuto, si potrà criticare quanto si vuole, ma in fondo la Minetti mette in mostra la sua pregevole mercanzia, perché, come dice un antico e saggio motto Chi non mostra non vende, e deve pur pensare al futuro, mica si rimane per sempre consigliere regionali, tantomeno si rimane per sempre giovani e belle, o infine, potrebbe anche lei, come la Polverini, “avere i conti in rosso” e pertanto arrotonda,  come la sua avvenenza le consente, a 360 gradi.

Ma, che un tamarro, alto il minimo sindacale, con una vaghissima somiglianza con un altro tamarro, appena più noto di lui, elemento di quello che io chiamo “sottobosco dello spettacolo”, pensi di essere, per questo,  al centro dell’  attenzione…sinceramente mi ha gettato nella più grande ilarità e ne hanno patito le immagini, le prime almeno, che ho scattato… tutte “mosse”… ma non si può ridere e fotografare  bene, contemporaneamente.

Alla gioia di aver rivisto un amico caro, si  è aggiunto il puro divertimento di un “tamarro” convinto di essere affascinante, certo di assomigliare  come una goccia d’acqua a tale Costantino. Perché è a questo bel tomo che l’ho collegato.Sono molto fisonomista e, d’altra parte, come scordare l’immagine del Costantino, rivestito di pellicce…a occhio fatte con  tutti i poveri gattini del quartiere….uno strazio. Non ricordo chi ha scritto che  l’umorismo involontario che circonda alcune persone,  è il più irresistibile, di certo era un genio.

Mi consola, e mi rattrista allo stesso tempo, ciò che un amico mi ha detto, quando gli ho raccontato la scenetta all’aeroporto…-Stai certa, che quello nemmeno sa dove sia, e che cosa sia El Alamein.

Sono d’accordo.

Magari Sharm El Sheikh, Marsa Alam o Hurghada, gli sono più familiari.

 

Maria

© Riproduzione Riservata

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