Il sottile godimento di farsi sottomettere

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La sinistra aizza gli italiani contro il ritorno del fascismo. Poi, però, cala le braghe di fronte ai musulmani e accetta tutto quello che chiedono.

 


Se non fosse per quello che rimane dell’informazione libera, quella medio grande capace di raggiungere tanti lettori che la pensano in modo diverso, da quello che invece sembra essere il pensiero “bulgaro” della maggioranza della nazione, molte notizie passerebbero in cavalleria. Mi riferisco a due eventi: uno a Lodi e uno a Corsico, entrambi comuni della Lombardia. Nel primo caso, se la memoria non mi tradisce, la città di Giovannini Guareschi aveva già fatto scuola, trasferendo una ricoverata italiana in un’altra stanza, per non disturbare l’altra degente perché musulmana. Adesso, cosa si pensa di fare a Lodi? Semplice, creiamo un reparto solo per i ricoverati di religione Islamica.  A Corsico nella spirale dell’intolleranza, entra un professore che ha solo un difetto. E’ italiano e dice cose sensate. Ovvero, pane al pane e vino al vino. Apriti cielo. Ha toccato una categoria protetta in via d’estinzione? Macché, ha solo rimproverato una “povera” e indifesa studentessa di religione, appunto, islamica. Di questo passo, la pulizia etnica di studentesse cattoliche in Nigeria da parte di Boco Haram, come la vogliamo chiamare? Appare subito chiaro che si vuol mettere in difficoltà il centro destra che governa la regione: due attacchi su fronti diversi. La sanità e l’istruzione. Ora, come la mettiamo? Semplice. Come al solito caleremo le braghe e piano piano ci ritroveremo islamizzati e la sharia diventerà una regola. Ma perché siamo arrivati a tutto questo? Grazie alla sinistra, che spesso ci ha messo del suo per smantellare il senso della Patria, dell’orgoglio di sentirsi italiani. Il nazionalismo, non certo in un senso deleterio come la sinistra lo descrive, ma ricondotto nel giusto binario. Trattasi di quell’insieme d’idee, dottrine e movimenti che sostengono l’importanza del concetto: identità nazionale e di Nazione intesa come collettività ritenuta depositaria di valori tipici e consolidati nel patrimonio culturale e spirituale di un popolo e del suo percorso storico.

Uno dei pregi della sinistra, è quello di apparire con diversi volti. Infatti, ha secondo degli argomenti trattati dai vari talk show della politica (spesso inconcludenti), ci mettono la faccia giusta. Guardare per credere. Se si deve parlare male del fascismo, ci mettiamo l’onorevole Emanuele Fiano, mentre al femminile Alessia Rotta e Simona Malpezzi se la cavano egregiamente quando sono contrapposte alla Lega. Naturalmente ci sono poi altri volti rassicuranti che non alzano la voce e usano toni tranquilli, per rassicurare il pubblico, specialmente sui temi caldi come jus soli e immigrazione. Poi, c’è, però, l’altra faccia della medaglia. Le quinte colonne che in tanti anni sono state messe in posti che contano nell’amministrazione pubblica. E qui, cominciano i vari problemi. Basta un insegnante con in tasca la tessera, o meglio senza tessera, che fa i soliti discorsi del “volemoce bene tutti e semo tutti fratelli” (no, grazie, sono figlio unico) che ti racconta che il presepe disturba il bambino musulmano. A quel punto, come d’incanto, i colleghi, gli aspiranti presidi e presidi in carica, che non si erano mai posti il problema, si adeguano subito. I genitori non reagiscono. Diciamo la verità, con un figlio in bilico in una materia, fra il cinque e mezzo e il sei, un’eventuale rimostranza potrebbe fare pendere la bilancia verso l’insufficienza, con tutti i problemi a seguire. Chiudiamo un occhio, anzi due. Si sa, a pensare male si fa peccato, ma qualche volta ci si prende. Personalmente credo che si debba rispetto per il paese che ti accoglie. Questo, non vuol dire rinunciare alle proprie identità o alla propria religione, basta adeguarsi e cercare di convivere. Facile? Sembrerebbe di no. Pertanto, non si cerca di rispettare la legge della nazione ospitante, ma si continua a seguire la legge di paesi, in cui la libertà di religione è mal tollerata e lo straniero è liquidato come infedele.  Vi ricordate la campagna animalista per salvare il Panda. Quanti adesivi si sono visti per le strade. Di questo passo sull’adesivo ci sarà scritto: salvate l’italiano, non inteso come lingua, ma come persona. Altrimenti, i prossimi profughi saranno i nostri nipoti.

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