Il soprano, i curriculum e la fine settimana:

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Quando la consuetudine all'errore marchiano diventa legge, la proprietà di linguaggio  è un optional.

Il soprano, i curriculum  e la fine settimana

 

E’ cosa nota, nell’attuale marasma,  c’è sempre chi, virtuosamente si mette a dare lezioni…difendendo errori marchiani, insopportabili e sguaiati  modi dire, sostenendo che la Lingua è una cosa viva e, come tale, si evolve, anche con la consuetudine.

Certo, non crollerà il mondo, se, invece che “il soprano” …si dice e si scrive “la soprano”… o se tranquillamente si dice “il fine settimana”  anziché “la fine settimana” . A poco vale far notare che il fine, significa scopo,  e non termine…fa un po’ ridere, e basta. Come fa ridere, il sussiego di gente che non ha mai aperto un libro di  Latino, e che dice  “Curricula”  declinando la parola Curriculum… di genere neutro, pertanto con desinenza in “A” al plurale.

Anche qui non crollerà il mondo, certo…anche se si infrange una regola, per la quale le parole straniere non devono essere declinate…Vale per ogni lingua straniera, compreso il Latino, benché considerato “lingua morta”.

Ci hanno abituato, in particolare i giornalisti televisivi,a veri orrori…come “spesse volte” per dire sovente, un milione di persone sono andate…

Non crolla il mondo, figuriamoci,  sarà il progresso, forse, chissà.

E così, di svarione in svarione, prosegue la distruzione sistematica della lingua, mortificata da allucinanti lettere “K”  al posto del “che” … di “nn” al posto di “non” e mille altre insulsaggini, sovente tollerate anche a scuola, dove certi  insegnanti scrivono tranquillamente po’ con l’accento anziché con l’apostrofo. Anche qui non crolla il mondo. E neanche crolla  la scuola, la nostra povera scuola italiana, ligia e attenta soprattutto a cose delle quali, ai più sfugge l’ importanza. Come la sostituzione delle ormai obsolete parole Padre e Madre con le parole Genitore 1 e Genitore 2, come recentemente accaduto al Liceo  Terenzio Mamiani di Roma, una delle scuole più progressiste nel nostro panorama scolastico. Beh, i  problemi della scuola italiana possono aspettare, per ora è più importante cambiare le diciture nei libretti personali.

La corsa verso l’appiattimento dei cervelli,  verso l’eliminazione delle differenze, prosegue al galoppo.

 

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