Il Sindaco di Modena consiglia ai modenesi di apprendere l’ Inglese per dialogare coi migranti

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A quando il suggerimento di studiare anche l’arabo? E perché allora non apprendere
il francese? Molti dei richiedenti asilo vengono dalla Tunisia o da nazioni di lunga
dominazione coloniale francese e quindi conoscono bene la lingua di Victor Hugo, ma
anche il berbero. Gli eritrei il tigrino e via dicendo.

Ho trovato sempre una falsità, la classica frase che il sindaco appena eletto rivolge ai cittadini della propria comunità e che così possiamo riassumere: – Sarò il sindaco di tutti. La mia porta sarà sempre aperta anche a coloro che non mi hanno votato -.

Ma quando mai, dico io!

Lo dicono tutti, ma nessuno applica la frase sopra citata. Se chiedi un colloquio, un solerte e gentile funzionario si trincera dietro la frase: – Il Primo Cittadino è molto impegnato, comunque se vuole anticipare il motivo della sua richiesta, riferirò -. Fatta questa premessa, veniamo al fatto.  

La consigliera di Fratelli d’Italia e Popolo della famiglia, Elisa Rossini, ci informa che in una riunione alla Polisportiva San Faustino, il Sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, ha consigliato i modenesi di approfondire lo studio dell’inglese visto che i migranti, che quotidianamente sbarcano in maniera più o meno regolare nella terra di Dante, lo sanno parlare molto bene. Ora, se non si tratta (e lo scrivo in italiano), di una falsa notizia, ci sarebbe da ridere. Sì, perché allora non apprendere il francese? Molti dei richiedenti asilo vengono dalla Tunisia o da nazioni di lunga dominazione coloniale francese e quindi conoscono bene la lingua di Victor Hugo, ma anche il berbero. Gli eritrei il tigrino e via dicendo. Invece, secondo il mio parere, c’è da piangere. Ci siamo dimenticati quando i nostri emigranti andarono in Germania, Belgio o in qualsiasi altra nazione dell’Europa o del mondo, a lavorare? La prima cosa che facevano nel paese ospitante era quella di apprendere come domandare un lavoro. Da noi la differenza è che lo straniero impara l’italiano solo per offrirti la droga. Non m’invento niente, basta guardare le poche trasmissioni televisive libere, anzi, una per rendersi conto di come ormai va questa nazione. In malora, usando un termine educato anche se ci sarebbero altri aggettivi molto più volgari.

Non è solo un vanto di Modena che ci siano zone che sono da evitare. Purtroppo, questa è ormai una prerogativa di quasi tutta l’Italia.

Poi, se vogliamo spezzare una lancia in favore del Sindaco, spezziamola pure. L’aggressione al pensionato con relativo furto del cellulare e frattura della costola, oltre al pestaggio del capo treno alcuni giorni prima, si sarebbero potuti evitare se gli aggrediti avessero avuta una minima conoscenza della lingua inglese! Sai che goduria porgere il cellulare, mettersi la mascherina rispondendo con la stessa lingua.

E non è una questione di razzismo, anzi il contrario! Possiamo anche dire, che chi fa o cerca di comunicare un’informazione corretta non deve riscrivere la storia, quella con l’esse maiuscola, ma raccontare l’evento e la circostanza avvenuta, lasciando da parte le proprie idee personali. Lo si può fare anche in maniera ironica, ma dicendo la verità, soprattutto non nascondendola alle future generazioni.

Quindi, non è errato dire che il cambio di lingua è sempre stato una priorità dei comunisti nostrani, specialmente per quelli con il fazzoletto rosso al collo (gli altri patrioti lo avevano azzurro – vedi formazione Osoppo) che aiutarono i titini jugoslavi a occupare i territori italiani dei confini orientali, tanto che per continuare a parlare italiano o il loro dialetto, gli istriani e i dalmati preferirono, anzi furono costretti, a scappare abbandonando tutto: case mobili e ogni altro loro avere senza, per altro, senza essere accolti molto bene in Italia in quanto considerati dei pericolosi fascisti che erano scappati dal paradiso rosso. Tra parentesi, e vado a memoria, non mi sembra di ricordare che lo stato Italiano li abbia mai rimborsati. Un esempio per tutti: a Bologna, i trinariciuti locali (gli antenati di Muzzarelli), buttarono il latte destinato ai bambini degli esuli, sulle rotaie della stazione.

Per la cronaca, alcuni anni fa intervistai lo scrittore Gianni Oliva proprio sul tema degli esuli e alla mia domanda su cosa fosse servito il trattato di Osimo (1975) in cui regalammo quei territori italiani alla Jugoslavia, l’autore del libro “Foibe” mi rispose che fu utile a costruire una fabbrica della Fiat a Belgrado! Gentile Primo Cittadino, vuole che i modenesi imparino l’inglese? Non sarebbe meglio, letto gli sfondoni detti dagli studenti all’esame di stato, far conoscere la nostra storia, anche se non è condivisa dal Sindaco di tutti? Forse, così, sì, potrebbe esse il sindaco di tutti.

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2 risposte

  1. evidentemente il caldo fa di questi scherzi, solo una situazione di disagio dovuta ad un colpo di calore può far dire che sono i cittadini italiani che devono imparare le lingue per conversare con gli stranieri e non gli stranieri che devono imparare la lingua del paese dove vogliono stabilirsi.

  2. La prossima proposta sarà quella di fare indossare a tutte le donne il velo per non offendere la sensibilità dell’ uomo straniero.

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