Il Semi Presidente alla sfilata militare del 2 Giugno 2006

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Oggi, 2 Giugno 2006, festa della Repubblica Italiana, sfilata ai Fori Imperiali di Roma, testimoni due millenni di storia di civiltà. Roma Caput Mundi. L’Urbe per eccellenza. Ma i tempi sono cambiati. Che tristezza vedere arrivare in pompa magna, su una limousine scoperta, scortata da decine di costosi ed inutili corazzieri a cavallo, un comunista (ex) stalinista, votato soltanto da circa metà degli elettori, un presidente meno che dimezzato che non rappresenta gli italiani di centro, non rappresenta gli italiani di destra, ma che rappresenta solo gli italiani della sinistra al potere, una persona che appena arrivata al Colle ha deciso, senza ritegno alcuno e senza indugi, di liberare un assassino, anche lui di sinistra, un assassino di un servitore dello stato. Lo stato che, al livello istituzionale più elevato, anzichè difendere i suoi uomini, protegge e premia chi li ha assassinati. E senza nemmeno non dico sentire la vedova Calabresi, ma senza nemmeno preavvisarla. Gemma  Calabresi che ha appreso dai media che il semipresidente graziava l’assassino di suo marito, cosa deve pensare di questo stato? Qualcuno dice che è stato graziato perchè gravemente malato. Ma quale malattia? Nessuna tranne il rifiuto di accettare una giusta pena. Era allergico al carcere dice qualcuno. Poverino! Ma chissà quanti ce ne sono di allergici al carcere! Ma non sono nè di Lotta Continua, nè hanno ammazzato servitori dello stato, quindi per loro non ci sarà grazia. Questo è l’esempio che ci viene dall’alto delle istituzioni repubblicane. Che tristezza! Il dubbio che lo abbiano graziato solo per affinità ideologica mi tormenta, e se fosse davvero così, allora il semipresidente diventerebbe un presidente ancora meno rappresentativo. Una specie di un terzo di presidente. Un terzo di presidente perchè presidente di un terzo degli italiani, un terzo di presidente la cui fama è preceduta dai risultati dall’inchiesta fatta a suo tempo dall’europarlamentare Hans-Peter Martin che ha lamentato come l’europarlamentare Giorgio Napolitano, già largamente retribuito come tutti gli europarlamentari italiani, da bravo napoletano, non avesse alcuna vergogna nè alcuna remora a fare la ‘cresta’ sulle indennità parlamentari, intascando personalmente la lauta differenza, vedi una mia nota precedente su questo scandalo, nota già pubblicata da Agorà. Ma non ci dicevano che i comunisti non rubavano? E questa cresta come va considerata? Chiedo lumi perchè sono molto confuso, continuo a non capire. Anche lui uno dei tanti furbi di questo povero paese? Non è possibile, non sarebbe stato eletto nemmeno semipresidente. Non riesco proprio a capire. E in Europa queste cose le vedono e le giudicano tutti. I più tolleranti semplicemente dicono che dall’Italia ci si può aspettare solo questo, e ci classificano tra i paesi europei meno eticamente degni. Certo che dopo la vergogna di una Banca d’Italia il cui governature è stato spinto da tutti a dare le dimissioni per i l suo comportamento considerato incompatibile con la carica istituzionale, ora presentiamo al mondo un semipresidente poco rappresentativo perchè nominato con soli 543 voti Presidente della Repubblica, uno che felicemente intascava la ‘cresta’ sugli emolumenti europei e che, come primo atto istituzionale, concede la grazia ad un membro di Lotta Continua che era in carcere (semicarcere a dire il vero) per avere assassinato un servitore dello stato, col pretesto che ere allergico alla carcerazione. Fazio ha avuto il buonsenso di dare le dimissioni. Questo semipresidente non lo farà perchè considera assolutamente corrette le sue iniziative ed i suoi comportamenti, passati e presenti, anche se moltissimi italiani la pensano diversamente. Ed io sono sempre più triste, confuso,e disorientato. Non per me, ma per l’Italia tutta che merita di meglio. Viva l’Italia, non l’Italia tutta, solo l’Italia degli onesti! Abbasso l’Italia, non l’Italia tutta, solo l’Italia dei furbi, dei ladri  e dei delinquenti, di quelli in galera e di quelli fuori! A tutti i livelli, anche ai più alti.

 

 

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