Il segretario Filcams/Cgil Covoni risponde al consigliere Aimi

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Consigliere Aimi,

 

la ringrazio per l’attenzione che ci ha voluto dedicare, con l’originale modo di comunicare che la contraddistingue, che è probabilmente alla base del suo ventennale successo come uomo politico.

Mi complimento per l’ottimo russo (Spasibo Tovarish!) col quale ha voluto iniziare la sua dichiarazione, infarcita di riferimenti ai “compagni” che finalmente avrebbero condiviso quanto Lei dice da vent’anni.

Effettivamente, quando noi compagni (la CGIL, il PD, le Cooperative, le bocciofile, le badanti dell’est ecc.) ci incontriamo in luoghi segreti per decidere i destini di questo territorio, solitamente discorriamo in russo, pur con lievi intonazioni geminiane.  Io d’altronde mi chiamo in realtà Vassilji, sono nato a Vladivostok, e come Guardia Rossa ho partecipato giovanissimo alla Rivoluzione d’ottobre.

Detto ciò mi consenta (lei mi consentirà senz’altro…) alcune osservazioni rispetto ai contenuti delle sue dichiarazioni.

1)         La Regione italiana con la massima concentrazione per abitante di grandi strutture commerciali, ipermercati in primis, è la Lombardia. Anche il Veneto peraltro non scherza. Si tratta di Regioni, Signor Consigliere, non proprio governate dai giudo-pluto-demo-masso-comunisti che opprimono con la loro dittatura i modenesi.

2)         Non ci sono note prese di posizione di nessun tipo del suo partito, a livello nazionale, contro gli eccessi in materia di grande distribuzione commerciale. Altra cosa sono le sue frequenti esternazioni contro la cooperazione di consumo. Mi viene da pensare che la sua personale ossessione sarebbe probabilmente risolta se all’insegna Coop si sostituisse magicamente, in provincia di Modena, quella di Esselunga.

3)         Rispetto alla vantata primogenitura delle osservazioni critiche le segnalo che già nel lontano 1999, la CGIL dell’Emilia Romagna si interrogò sulla materia in un corposo convegno. Traggo da un giornale d’epoca una sintesi delle nostre posizioni: “Stop ai grandi centri commerciali fuori città, con o senza ipermercati, per tornare ad investire nei centri storici, facendo attenzione che i piccoli negozi possano beneficiare davvero del loro potere di attrarre i consumatori, senza l’attuale subalternità alla grande distribuzione”.

Meno autorevolmente e più recentemente, il 29 maggio 2009, la Filcams di Modena ha tenuto una iniziativa dal titolo  “Ipermercati, Hard discount, Outlet. Il commercio insostenibile?”  Sono disponibile a scambiare i nostri interessanti materiali sulle due iniziative con altrettanti materiali prodotti dal centro destra a livello nazionale sulla medesima materia.

Propongo, Consigliere Aimi, che lo scambio avvenga di notte a Berlino, al Checkpoint Charlie.  Per parte mia porterò, come sempre, il Compagno Peppone. 

Se Lei porta Don Camillo ci starebbe a fare una briscola? 

 

Cordialmente,

il Segretario Provinciale Filcams CGIL

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