Il salario minimo?  Davvero?

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Il salario minimo verrà applicato anche agli schiavi che lavorano per tre euro l’ora, al
Sud e al Nord, o per loro nulla cambia in quanto invisibili, senza contratto e tutto in nero? 
Perché dovrebbe riuscirci la stessa classe politica che fino ad oggi non è riuscita a togliere
una simile vergogna dall’Italia?

Il salario minimo verrà applicato anche agli schiavi che lavorano per tre euro l’ora, al sud e al nord, o per loro nulla cambia in quanto invisibili, senza contratto e tutto in nero?  Perché dovrebbe riuscirci la stessa classe politica che fino ad oggi non è riuscita a togliere una simile vergogna dall’Italia? No, non faccio salti di gioia per la direttiva sul salario minimo dell’Europa, pur ritenendolo indispensabile premessa ad un lavoro dignitoso. Il presidente del Cnel Tiziano Treu ha commentato: “Sono favorevole a questa comune regola europea, e lo sono da molto tempo, perché i poveri sono cresciuti ma purtroppo sono cresciuti anche i poveri che lavorano. Una volta si pensava che i poveri fossero solo i disoccupati, adesso lavorare ed essere poveri è veramente un paradosso intollerabile, quindi quella del salario minimo è una buona notizia”.

E’ una buona notizia, ma piena d’interrogativi.

Se e quando lo attueremo in Italia, useremo la stessa capacità di mandare tutto in vacca come è successo con il reddito di cittadinanza? Me ne viene il dubbio quando Conte sostiene:“Non ci sono più scuse, approvarlo subito”. Subito? Siamo pronti organizzativamente, come controlli, come strutture?

Il salario minimo verrà applicato anche agli schiavi che lavorano per tre euro l’ora, al sud e al nord, o per loro nulla cambia in quanto invisibili, senza contratto e tutto in nero?  Perché dovrebbe riuscirci la stessa classe politica che fino ad oggi non è riuscita a togliere una simile vergogna dall’Italia?

Poniamo il caso che comunque si riesca ad applicare il salario minimo a tutti, cosa comporterà per i prezzi, ad esempio dei prodotti agricoli?

Non è, come avverte Fassina di Leu, che il salario minimo possa diventare una trappola liberista per minare la sindacalizzazione e svuotare la contrattazione collettiva?

Farò salti di gioia quando vedrò cosa rimarrà, nella realtà, degli allegri peana che alti si intonano in queste ore.

E ai giornalisti suggerirei anche di guardare in casa propria, nostra in questo caso, perché il salario minimo è una chimera per collaboratori e freelance. Roba da 8 euro lordi per un articolo che spesso richiede più ore di lavoro, telefonate, attività in presenza. Per gli autonomi non c’è salario, ma quel minimo indicato dall’Europa dovrebbe valere per ogni attività.

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Una risposta

  1. Temo proprio che il salario minimo contenuto nella direttiva europea sarà mera enunciazione di principio.
    E questo per tutta una serie di motivi, il primo dei quali è costituito dal fatto che la disposizione non è autoapplicativa come tutte le direttive europee , il che vuol dire che dovranno essere attuate norme interne di recepimento.
    Il secondo è che, ammesso e non scontato che vengano emesse norme attuative nel più breve tempo possibile, dubito e molto che saranno norme effettivamente cogenti e non eludibili .
    Ritengo che le paghe da fame corrisposte in nero ai lavoratori stagionali, specie nelle lande desolate del profondo Sud, ma non solo, ci saranno lo stesso, anzi aumenteranno a dismisura proprio per l’aumento a 12 euro l’ora del salario minimo.
    A me sinceramente interessa poco che venga minata la sindacalizzazione e sia svuotata di contenuti la contrattazione collettiva.
    Mi preoccupo ma solo sino ad un certo punto dell’aumento del prezzo , inevitabile ,dei prodotti agricoli.
    Mi preoccupa invece e non poco del fatto che non saremo capaci , come sta avvenendo per il Reddito di cittadinanza, di esercitare seri controlli sull’effettiva applicazione delle disposizioni attuative interne che normeranno il salario minimo.
    Il pagamento in nero è contro legge da sempre ma da sempre si paga in nero e la schiavizzazione, soprattutto al Sud, della gente di colore ma non solo, ed il caporalato non son mai stati debellati.
    Non si vede come, per incanto, possa avvenire con la legge di recepimento del salario minimo.
    Mi auguro di sbagliarmi ma penso proprio che la crisi economica, che continua ancora a mordere dal 2008, la crisi sanitaria del 2020 ancora in essere, la crisi energetica e la minaccia incombente di una guerra mondiale stanno causando un’accentuata rarefazione di posti di lavoro e potrebbero spingere ulteriormente verso l’elusione normativa e verso il nero.

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