Il saggista e critico cinematografico Alberto Morsiani nella presentazione-spettacolo a palazzo Carandini di Modena 7 novembre 2015

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Sabato 7 novembre alle ore 18   Alberto Morsiani presenta a Palazzo Carandini di Modena un libro su Kathryn Bigelow. suona Cesare Vincenti

 

Presentazione-spettacolo a palazzo Carandini di Modena (via dei Servi 5) sabato 7 novembre alle ore 18, organizzata dall’associazione culturale Consorzio Creativo. Il saggista e critico cinematografico Alberto Morsiani, in un dialogo con Claudio Gavioli, presenta il suo libro “Ai confini del buio. Piacere e violenza in Kathryn Bigelow” edito da Falsopiano e in uscita nelle librerie. Nel corso della serata, il notissimo musicista jazz Cesare Vincenti esegue alla chitarra alcuni pezzi musicali tratti dai film della Bigelow e altre hit celebri. Verranno anche proposti alcuni spezzoni di film della regista americana.

Premiata nel 2009 con l’Oscar (prima donna nella storia) per “The Hurt Locker”, definita da un critico “la figlia femminista di Howard Hawks”, Kathryn Bigelow ha saputo giocare al gioco del cinema d’azione virile meglio di tanti registi maschili. I suoi film, da “Point Break” a “Blue Steel”, da “Il buio si avvicina” a “Zero Dark Thirty”, sollecitano un’immersione dei sensi: un’esperienza estetica in cui si miscelano rapimento e complicità, feticismo e voyeurismo, luce e ombra. Un’avventura sensuale quanto mai attuale nell’era contemporanea della permissività estrema in cui gli artisti sono quasi “costretti” a esibire in modo diretto le loro fantasie più private, e che è ben riassunta dalle parole del protagonista di uno dei suoi film più celebri, “Strange Days”: “Tutti abbiamo bisogno di avventurarci nel tratto buio in fondo alla strada, è la nostra natura”. Studiare il cinema della Bigelow significa capire qualcosa in più dei meccanismi di fascinazione dell’arte e di un inconscio personale che diventa collettivo, nella misura in cui questa regista americana rappresenta bene il nostro tempo, i totem e i tabù di un’epoca ben precisa. Il libro di Morsiani diventa così un attraversamento critico dell’immaginario americano come momento “forte”, importante per capire chi siamo e come agiamo.

Alberto Morsiani, critico e saggista, è direttore artistico del Circuito Cinema di Modena, curator di Sala Truffaut e Filmstudio 7B. Collabora con la “Nuova Gazzetta di Modena” e con la rivista “Cineforum”. Tra le sue tante pubblicazioni ricordiamo “Anthony Mann” (1986), “Joseph Mankiewicz” (1990), “Scene americane. Il paesaggio nel cinema di Hollywood” (1994), “Oliver Stone” (1998), “John Ford. Sentieri selvaggi” (2002), “Quentin Tarantino” (2004), “Gus Van Sant” (2004), “L’America e il western”. Storie e film della frontiera” (2007), “Quentin Tarantino. Pulp Fiction” (2008), “Il cinema indiano” (2009), “Peter Weir” (2011), “Ribelli on the Road. Moto e bikers dello schermo” (2013), “Paesaggi mobili. Desiderio e paura nel road movie” (2014). Per Falsopiano ha curato, con Serena Agusto, “Avventure di confine. Il cinema di Mario Martone” (2012), “Cronache dal sottosuolo. Il cinema di Matteo Garrone” (2013), “Anime ferite. Il cinema di Saverio Costanzo” (2015)

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