Il ricordo di Lorenzo Mosto nel nome della solidarietà e della legalità

Condividi su i tuoi canali:

Nel giugno di due anni fa, Fiorano fu sconvolta dalla morte per incidente del luogotenente Lorenzo Mosto, comandante della locale Stazione dei Carabinieri.

Nato in provincia di Enna, aveva compiuto 55 anni. Arruolatosi nel 1986 era a Fiorano dal 1990, Nel 2005 prese il Comando della Stazione, lavorando in silenzio con impegno, costanza, umanità, al servizio della legalità, raggiungendo per i suoi meriti il massimo grado della carriera di carabiniere.

A lui mercoledì scorso è stato dedicato il complesso di beni immobili confiscati alla criminalità, di via del Commercio 19 a Spezzano, che diventa il “Centro della legalità Lgt. Lorenzo Mosto” e credo che Fiorano non potesse trovare modo migliore per mantenerne vivo il ricordo. Perché Mosto ha sempre coniugato legalità e solidarietà, così come sarà questo nuovo centro assegnato al comune, comprendente due appartamenti utilizzati come alloggi di emergenza per accogliere persone in situazioni di povertà estrema e un capannone che sarà la sede definitiva dell’hub logistico alimentare ‘Arnia – la Dispensa del distretto’. “Nel capannone, infatti – spiega il comune – saranno stoccate le derrate alimentari raccolte che andranno a rifornire i punti territoriali di distribuzione alle famiglie in condizioni di povertà, ovvero le Caritas, l’emporio solidale e altri.

 

Arnia, la Dispensa del distretto è un progetto di contrasto allo spreco alimentare promosso da più di 20 realtà che, nel distretto ceramico, si occupano di sostegno alle famiglie fragili; è il luogo unico di raccolta delle eccedenze alimentari recuperate sul territorio, che poi vengono ridistribuite equamente ai punti di sostegno alimentare dei vari Comuni. 

Il progetto è promosso e sostenuto  dall’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico e gestito dall’associazione Il Melograno, in collaborazione con il Centro Servizi Volontariato (CSV) Terre Estensi, con la partecipazione delle Caritas dei Comuni del Distretto ed altri enti del terzo settore.

Così Mosto continuerà ad essere con i Fioranesi e il suo albero continuerà a dare buoni frutti, insegnando cosa significhi essere ‘servitori dello stato’.

Un bel modo anche per festeggiare i 210 anni dell’Arma dei Carabinieri, non a caso definita fin dal 1864 ‘La Benemerita’, “in ragione del pregio in cui essa è tenuta e degli indefessi e segnalati servigi che la rendono dovunque veramente benemerita del Paese e i carabinieri hanno voluto essere presenti alla cerimonia, dal comandante provinciale ten. Col. Antonio Caterino a decine di carabinieri per stringersi ancora una volta alla moglie Lidia Perri, ai figli e ai genitori.

[ratings]

Ultimi articoli

I nostri social

Articoli popolari

Una risposta

  1. Una dedica quanto mai appropriata

    Ho conosciuto Mosto personalmente nel quinquennio in cui fui chiamato a svolgere le funzioni di segretario generale di Fiorano.
    Mi fu presentato qualche giorno dopo l’inizio del mio servizio quando non aveva ancora assunto il comando della Stazione di Fiorano.
    Era una mattina di fine aprile o dei primi di maggio del 2004 .
    Io provenivo da Maranello, altra mia sede di servizio.
    Mi sembrò a primo acchito addirittura timido e riservato.
    Mi diede però una poderosa stretta di mano.
    E quel gesto mi fece capire che era una persona di cui potersi fidare.
    Sì, perché ho sempre diviso le persone in due categorie: quelle che stringono la mano vigorosamente e quelle che la stringono mollemente, spesso con mano sudaticcia.
    Ritenevo e ritengo le prime totalmente affidabili e le seconde molto meno.
    Pur conoscendolo poco fui contento quando seppi che gli era stato affidato il comando della Stazione di Fiorano.
    Sì , perché Mosto era terrone come me, anzi più di me perché lui era siciliano ed io campano.
    E’ stato uno degli esempi, forse il più prestigioso, della perfetta integrazione dei meridionali nel tessuto sociale di Fiorano
    Ed ha sfatato nella sua lunga militanza di Capo della Stazione dei Carabinieri il luogo comune che tutti i siciliani siano mafiosi, tutti i campani siano camorristi , tutti i calabresi siano n’dranghetisti e via discorrendo.
    Anzi è stato in tutta la sua vita professionale al servizio della legalità , non solo , ma è stato profondamente umano nei rapporti con gli altri, specie con la gente più umile.
    Bene quindi ha fatto l’Amministrazione comunale di Fiorano a dedicargli il complesso di beni immobili confiscati alla criminalità denominandolo “Centro della legalità Lgt. Lorenzo Mosto”.
    Rimasi sconvolto quando appresi della sua morte in un incidente stradale alla giovane età di appena 55 anni.
    Partecipai al suo funerale un paio di anni fa e rimasi colpito dal gran numero delle persone presenti.
    Ricordo che c’era tutta Fiorano e non solo per l’estremo saluto ad uno dei più degni figli del profondo Sud.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

“Lei non sa chi  sono io”

Quando   qualcuno ritiene che gli siano  dovuti privilegi o cure speciali, impunità compresa, ricorre all’espressione  che ho scelto come titolo e che  può essere declinata

C’era una volta il medico di famiglia

Le decisioni del Governo per accorciare le liste d’attesa, se incideranno relativamente sulla loro lunghezza, sono almeno un segnale d’attenzione alla crisi della sanità italiana. Le opposizioni gridano

La Corsa più bella del mondo 

La Corsa più bella del mondo torna dall’11 al 15 giugno con una cavalcata di 2200 chilometri che le magnifiche vetture costruite fra il 1927 e il 1957 percorreranno in cinque tappe, come da format inaugurato lo