Il Prof. Schembari e la scuola

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Riportiamo di seguito le riflessioni sul mondo della scuola di un docente di Ragusa e la risposta del direttore di Bice.

Caro Broglia, anch’io sono convinto che la presenza di regole, il più possibile sensate e condivise, ed il loro rispetto siano importanti per una crescita sana dei giovani.

Sono persuaso, altresì, che la scuola sia in uno stato decisamente miserevole e che gli strafalcioni da lei elencati ne sono un sintomo forse neanche il più grave.

Credo tuttavia che il povero Don Milani non abbia colpa alcuna di tutto ciò e comunque, anche ad attribuire a lui la colpa, resta tutto aperto il problema di come fare per migliorare la situazione. In merito ho sviluppato alcune riflessioni che, per quello che possano valere, metto volentieri a sua disposizione.

Cordiali saluti

Prof. Francesco Schembari

 

Di seguito alcuni fra i documenti inviati dal Prof. Francesco Schembari.

Nota sulla crisi dell’insegnamento della matematica ( pag. 1 pag. 2 )

Scuola: ovvero l’impotenza ( pag. 1 pag. 2 )

La scuola e i debiti formativi

 

La risposta del direttore di Bice.

 

Caro Prof. Schembari, La ringrazio per la nutrita e preziosa documentazione che mi ha inviato, documentazione che richiederebbe numerosi ed articolati approfondimenti. Mi limiterò in questa sede ad una sola considerazione.

Lei ha approfondite competenze nel campo dei Sistemi di Qualità e sa per certo che un sistema serio, intendo non solo scritto su carta, di là dalle procedure, dagli obiettivi, dalla Politica della Qualità, dalla capacità di controllo, dall’attribuzione chiara di  responsabilità, etc., si fonda su un principio di essenziale importanza: la capacità di saper individuare gli errori, descriverli, e, soprattutto, riuscire ad individuarne le cause primigenie per porvi rimedio. Solo così si potrà sperare di riuscire ad estirparli e a fare in modo che tali errori non si ripetano mai più. Altrimenti, in luogo di radicali ed efficaci azioni correttive, vi sarà l’eterno ricorso ai trattamenti: rifiuti platonici del prodotto o servizio, declassamenti o sconti di comodo, modifiche o, per meglio dire, rappezzi (da tradurre nello specifico con il termine”riforme”), accettazioni obtorto collo della situazione.

Ho espresso la convinzione che una della cause primigenie, non l’unica, lo sottolineo, vada fatta risalire alla cancellazione di alcuni valori essenziali.

Uno degli artefici di codesta cancellazione fu don Milani. Certamente era in buona fede, l’ho scritto e lo ribadisco; certamente, con non poca ingenuità e nonostante gli avvertimenti che gli furono fatti pervenire, non si rese conto delle conseguenze che sarebbero derivate dall’applicazione delle sue teorie, né della gravità incommensurabile che tali conseguenze avrebbero assunto.

Nei documenti che Lei mi ha inviato sono numerosi gli esempi  che confermano quanto importante sia e debba essere il rispetto e la stima che deve avere il discente nei confronti del docente. Se, cancellando ubbidienza, disciplina e castigo, vengono meno questi principi il sistema crolla miserevolmente, indipendentemente dal fatto che vi siano docenti, dotati di particolare carisma, di autorevolezza, in grado di governare le situazioni “difficili”. Si tratta ormai di esigue eccezioni, non in grado di reggere l’intero edificio. È certo che in passato alcuni docenti approfittarono del rispetto che era loro dovuto, utilizzando l’autorità in modo improprio, talvolta anche indegno. Ma, a mio modo di vedere, era su costoro che sarebbe stato necessario intervenire, non a
zzerando il valore del rispetto, dell’ubbidienza, della disciplina. E questo, sempre a mio modo di vedere, fu l’inizio della catastrofe.

Alberto Broglia

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