Il problema dei Sinti sul territorio modenese

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""...per queste persone deve esserci la stessa attenzione dedicata a tutti gli altri cittadini di Modena in situazione di difficoltà. Nulla di più, nulla di meno.Nessun modenese ha mai ricevuto garanzie di trovare un lavoro alla fine di un corso professionale."" art. di Luca Ghelfi

Un problema serio quello dei Sinti sul territorio modenese. Purtroppo sottovalutato pesantemente dal nostro Comune. In che modo? Semplicemente pensando che trasformazione dei grandi campi nomadi, in tante piccole aree in giro per la città avrebbe reso chi vi abita più responsabile di quanto intali piccole aree accadeva. Anni di utenze pagate dal Comune secondo il sindaco Pighi sarebbero stati azzerati dalla sola collocazione diversa.

Al contrario non è successo nulla: come andavano avanti prima, proseguono ora. Purtroppo però ci sono minori, e anziani. Per questo credo che alla ricetta del rigore, l’unica rimasta al Comune per gestire la situazione, debba affiancarsi la verifica dello stato in cui versano proprio gli elementi più deboli della comunità Sinti. I servizi sociali hanno in questo caso la grossa responsabilità di verificare che i piccoli vadano a scuola, e gli anziani siano accuditi correttamente.

E prendere le dovute decisioni se questo non dovesse verificarsi.

E poi per queste persone deve esserci la stessa attenzione dedicata a tutti gli altri cittadini di Modena in situazione di difficoltà. Nulla di più, nulla di meno. Purtroppo nessun modenese ha mai ricevuto garanzie di trovare un lavoro alla fine di un corso professionale. E sul fronte della sfiducia dei datori di lavoro, anche in questo caso chi lamenta la difficoltà a trovare un posto di lavoro dovrebbe riflettere sul rapporto creato negli anni con la comunità modenese.

Non so di cosa hanno vissuto fino ad oggi queste persone, ma credo che oggi l’amministrazione comunale possa comportarsi solo in questo modo, e che l’unica soluzione per evitare in futuro di trovaci nuovamente in questa situazione, sia di proseguire sulla strada del rigore.

Chi ha bisogno verrà aiutato, ma mettendosi in coda come tutti gli altri. Nessun trattamento peggiore, ma neanche nessun trattamento di favore.

Sarà un cammino lungo, ma è l’unico possibile.

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